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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista ad Alberto Bressan, CEO e Co-founder di Seay: La rivoluzione green dei costumi da bagno

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Alberto Bressan Seay

PRIMA DI TUTTO, COME STATE, LEI E LA SUA FAMIGLIA IN QUESTA FASE 3 DELL’EMERGENZA COVID-19?

Alberto Bressan: Fortunatamente stiamo tutti bene; è stato un periodo denso di molte cose ma – come praticamente in ogni accadimento che ci si presenti nella vita – possiamo imparare qualcosa se proviamo ad affrontare le piccole-grandi sfide che siamo chiamati ad affrontare con apertura mentale, propositività ed un minimo di equilibrio.

CI PARLI DI LEI, DELLA SUA CARRIERA E DI COME NASCE QUESTA IDEA IMPRENDITORIALE.

Alberto Bressan: SEAY nasce da un piccolo inciampo professionale; prima o poi ci troviamo tutti davanti ad una difficoltà lavorativa che nel mio caso è stata una rivoluzione organizzativa effettuata dalla multinazionale nella quale ero chiamato a dirigere lo sviluppo globale del business di alcune linee di prodotto. Nell’arco di una mattinata sono passato dalla sicurezza economico/professionale della mia scrivania in svizzera alla necessità di doverla sgomberare tenendo tra le braccia il famoso scatoloncino marrone che spesso vediamo nei film americani. Torno a casa, mi siedo sul divano e ricevo una telefonata di colui che sarebbe diventato il responsabile creativo della nostra prima collezione che mi spronava a provarci mettendoci in gioco non come dipendenti ma come battitori liberi del nostro progetto. Non nascondo che da buon veneto ci ho messo davvero poco a farmi entusiasmare dall’idea di un progetto tutto mio. Entro fine giornata ho coinvolto Simone Scodellaro che in poche ore sarebbe diventato co-founder di SEAY ed assieme abbiamo iniziato a lavorare al logo ed al contenuto embrionale del nostro progetto.

COME INNOVA SEAY?

Alberto Bressan: Mi piace pensare che SEAY innovi nel contenuto e nella forma. Mi spiego meglio. SEAY disegna, produce e distribuisce costumi da bagno ed abbigliamento prodotti esclusivamente con materiali rigenerati, riciclati e naturali e fin qui nulla di estremamente innovativo. Abbiamo però voluto alzare sin da subito l’asticella scegliendo solo fornitori locali (la nostra produzione è al 100% made in veneto/lombardia), adottando un packaging organico e compostabile, una distribuzione Carbon neutral (ossia in grado di compensare la Co2 generata dalla nostra catena logistica mediante un sistema di compensazione della Co2 generata mediante un programma di riforestazione) e sviluppando degli espositori per i punti vendita in materiali sostenibili e riciclati/riciclabili. E sin qui abbiamo parlato di contenuto. Spostandoci invece alla vera novità che abbiamo sviluppato, siamo molto orgogliosi di aver introdotto un Modello che abbiamo chiamato Re3 che mira al’estensione del ciclo di vita degli indumenti usati dei nostri clienti o, nel caso in cui questi non siano più indossabili, alla loro rigenerazione.

Come funziona? Il cliente che ci restituisce un proprio indumento usato che non indossa più riceve un green bonus pari al 20% del valore del nuovo capo SEAY che ha appena acquistato ottenendone un beneficio economico immediato avendo uno sconto su quanto appena messo nel carrello. In base alle caratteristiche estetiche e funzionali degli indumenti usati ritirati essi vengono rivenduti (Ri-Sell) attraverso i negozi di Cooperativa Insieme nostra partner nel Modello Re3, oppure donati (Re-Use) a persone in difficoltà che non possono permettersi l’acquisto di un capo di abbigliamento oppure rigenerati (Re-Generate) in nuovo filato che verrà utilizzato per la produzione di tessuto utilizzato per la produzione delle collezioni future. La ciliegina sulla torta? Grazie alla tecnologia garantite dalla blockchain, la possibilità per i clienti che hanno consegnato un indumento usato di verificare quale delle tre strade (Re-Sell vs Re-Use vs Re-Generate) ha preso il proprio capo usato. La trasparenza per noi in SEAY è sinonimo di garanzia per il cliente che per noi un sistema a ridotto impatto ambientale non sia una bella trovata di marketing ma il driver sul quale si basa il nostro intero business model.

IN CHE MODO LA PANDEMIA DA COVID-19 HA COLPITO SEAY E COME STATE AFFRONTANDO QUESTA CRISI?

Alberto Bressan: Abbiamo avuto qualche notte insonne non appena il lock-down ha imposto la chiusura forzata dei negozi. Avevamo appena ritirato la produzione della nostra prima collezione e ci spaventava non poco l’idea di un magazzino pieno e di un sistema distributivo forzatamente chiuso. Ci siamo presi il nostro tempo ed abbiamo ripensato al nostro modello di business. Provenendo dal mondo del retail la distribuzione fisica ci dava una certa sicurezza in quanto ci muovevamo all’interno della nostra confort zone ma il lock-down ci ha dato la possibilità di esplorare con convinzione il canale e-commerce e con il senno di poi ritengo sia stata una buona occasione per evolvere il nostro punto di vista tanto più che i risultati non hanno tardato ad arrivare.

AVETE DOVUTO PRENDERE DECISIONI DIFFICILI ? E QUALI SONO LE LEZIONI APPRESE?

Alberto Bressan: Come detto, i pro di una situazione molto negativa come quella che stiamo vivendo è che non abbiamo molti costi fissi e quindi la nostra struttura leggera ci ha permesso di affrontare con serenità il momento ma di certo la condizione di un mercato in sofferenza non è di aiuto per un nuovo business che parte. La fortuna ha voluto che si sia venduto molto bene sia sul nostro e-store che nei negozi in cui abbiamo poi consegnato la produzione e un sell-out molto buono è sicuramente un bel segnale di incoraggiamento che la strada intrapresa, anche se molto in salita, posa essere quella giusta.

COME GESTITE LO STRESS E L’ANSIA IN QUESTA FASE 3 DELL’EMERGENZA E COME PROIETTATE, VOI STESSI E SEAY NEL FUTURO?

Alberto Bressan: Abbiamo un bellissimo team e sono convinto che buona parte dell’evoluzione di SEAY sia proprio legata alla squadra e al fattore umano. Ci sentiamo spessissimo al telefono quando non riusciamo a vederci dal vivo e riusciamo a compensare le varie frustrazioni condividendole con gli altri membri del team. Abbiamo un organico di 10 persone e, anche se non tutte a tempo pieno, riusciamo a trovare il modo di supportarci l’un l’altro. Il futuro lo vediamo roseo. In salita, a sudare, a litigare e a sorridere. Ma con la squadra giusta la strada diventa più facile.

CHI SONO I VOSTRI COMPETITOR E COME PENSATE DI SUPERARE LA CONCORRENZA?

Alberto Bressan: L’arena competitiva è piuttosto affollata in quanto ci sono marchi tradizionali di beachwear e surfwear e marchi emergenti che fanno della sostenibilità la loro USP. Noi abbiamo un progetto molto completo in quanto ad impatto ambientale, il Modello Re3 che è un modello ad oggi unico sul mercato che garantisce uno sconto al cliente 365 giorni all’anno ed un’estetica forte grazie alla bravura dei nostri creativi. Il nostro concorrente principale siamo noi quindi e saremo in grado di imporci solo se saremo in grado di mantenere l’impegno con i nostri clienti (ossia trasparenza e coerenza con la strada intrapresa) e in grado di attirare finanziamenti a supporto dello sviluppo che SEAY intende fare. Diciamo quindi con massima umiltà che abbiamo rispetto per tutti i players che si contendono il mercato ma siamo soddisfatti di come ci stiamo muovendo. Il sogno è quello di diventare a nostra volta un player che gli altri brand inseriscono nelle loro competitor’s lists.

LE SUE CONSIDERAZIONI FINALI SU QUESTA EMERGENZA?

Alberto Bressan: Al di là dell’emergenza sanitaria che è un capitolo a se, dal punto di vista economico il momento non è facile ma lascia campo libero a nuove strategie ad oggi inesplorate. Oserei dicendo che abbiamo un’opportunità che è quella di fare le cose diversamente e meglio. Il timore è quello che non si riesca a capitalizzare quanto di buono questa situazione ci sta offrendo obbligandoci a tirar fuori dal cilindro soluzioni innovative ma sono sicuro che le organizzazioni più sensibili e veloci sapranno trovare il giusto slancio per farlo.

LINK UTILI:

Soseaty.com

 

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