Connect with us

INNOVATORI VS COVID-19

Acesis: Progetti per la telemedicina e la diagnosi/monitoraggio a distanza dei pazienti

Pubblicato

-

Alessandro Santambrogio acesis

Intervista con Alessandro Santambrogio, CEO di Acesis: “la tecnologia non deve essere il fine dell’innovazione ma il mezzo per raggiungere risultati rendendo più efficaci ed efficienti le attività”.

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Alessandro Santambrogio: Per ora direi tutto bene e abbiamo avuto la fortuna di non avere particolari problemi o inconvenienti. Tutto sommato è stato un periodo di relax con la possibilità di lavorare a ritmi più tranquilli e anche in contesti più piacevoli e rilassanti di Milano.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Alessandro Santambrogio: Sono un ingegnere che si è sempre occupato di comunicazione e di marketing, evolvendo la mia attività verso il digitale e, ora, la digital transformation. Nel 2016, su indicazione di un’amica, mi sono avvicinato al Medical Tourism, un settore all’epoca abbastanza recente ma con promettenti possibilità di sviluppo. L’idea imprenditoriale nasce proprio da questa opportunità di mercato, adattata alle mie competenze e alla mia esperienza. Infatti, mentre la quasi totalità di società che si occupano di Turismo Medicale lo fa attraverso l’intermediazione di pazienti, con Acesis abbiamo deciso di farlo dal punto di vista del marketing e della consulenza organizzativa. Questo perché avevamo visto, attraverso le analisi di mercato, come accogliere pazienti esteri impatti sull’intera catena del valore e non sia solo una questione di individuare e trasportare persone bisognose di cure da un luogo a un altro.

Come innova Acesis?

Alessandro Santambrogio: In realtà noi aiutiamo i nostri clienti a innovare, introducendo nuove modalità di marketing ma non solo. Sviluppiamo con loro progetti per la telemedicina e la diagnosi o il monitoraggio a distanza dei pazienti o effettuiamo l’analisi dei processi aziendali per individuare possibilità di ottimizzazione anche attraverso la digitalizzazione. La nostra filosofia è che la tecnologia non deve essere il fine dell’innovazione ma il mezzo per raggiungere risultati rendendo più efficaci ed efficienti le attività.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Acesis e come state affrontando questa crisi?

Alessandro Santambrogio: Lo stop imposto ai viaggi, il clima di incertezza, l’asincronia dell’epidemia che colpisce a macchia di leopardo hanno fortemente colpito il settore riducendo drasticamente anche gli spostamenti per motivi di salute. Si tratta purtroppo di cause esogene, fuori dal nostro controllo, ma stiamo cercando di aiutare i nostri clienti a mitigare gli effetti. Abbiamo istituito un monitoraggio permanente dei principali mercati da cui provengono pazienti per monitorare l’andamento dell’epidemia e predire i mercati che possano diventare critici come ingressi verso i Paesi dei nostri clienti così come lavorare su possibili instradamenti alternativi. Stiamo lavorando sulle misure di sicurezza e su come informare i pazienti per rassicurare loro e i parenti così come stiamo lavorando con strumenti digitali per adattare rapidamente la comunicazione alla situazione dei mercati obiettivo. I risultati sono molto variabili. In mercati in cui il COVID è sotto controllo, come la Turchia, la ripresa già si vede mentre altri accusano ancora difficoltà soprattutto nei casi in cui l’intero stato sia stato indicato come a rischio.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Alessandro Santambrogio: In questo periodo di difficoltà abbiamo cercato di assistere i nostri clienti anche al di là del nostro scope of work, per esempio fornendo assistenza per il trasporto di malati e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, aiutati in questo anche dal nostro network internazionale. Purtroppo non sempre è stato possibile e abbiamo dovuto rinunciare a portare pazienti nei luoghi in cui avrebbero potuto ricevere le cure necessarie. La principale lezione appresa riguarda la necessità di essere sempre pronti a reagire ai cambiamenti e adattare i modelli di business. Non sempre si riesce a raggiungere il 100% di successo ma riuscire a ovviare, almeno in parte, alla disruption del proprio mercato è comunque un risultato positivo. La chiave è sempre la comprensione di quanto sta accadendo e la rapidità di reazione.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Acesis nel futuro?

Alessandro Santambrogio: Con una lunga esperienza da libero professionista prima e ora da imprenditore devo dire che stress e ansia sono compagni di viaggio da lungo tempo e devo dire che l’emergenza sanitaria non ha modificato sostanzialmente lo scenario quanto piuttosto focalizzato le sorgenti di stress e ansia aiutando, se possibile, ad affrontarle meglio. La proiezione nel futuro è la domanda più ardua a cui rispondere. In questo momento si naviga abbastanza a vista, guardando ai cambiamenti continui in atto e cercando di identificare rischi e opportunità il più rapidamente possibile. L’orizzonte per ora è limitato a navigare tra le secche senza incagliarsi. Il tempo per guardare più in là e pianificare per il medio e lungo periodo deve arrivare. Verrà, ma non sarà nelle prossime settimane.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Alessandro Santambrogio: In realtà, come dicevo sopra, non abbiamo veri e propri competitor in quanto abbiamo scelto un modello di business abbastanza originale per questo tipo di attività. Questo ci aiuta, in parte, a mantenere la nostra distintività in un mercato che è, comunque, una nicchia. Al momento quello che ci sta aiutando fortemente è la capacità di mantenere un insight molto forte sui principali mercato e sul loro andamento.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Alessandro Santambrogio: Con un’espressione un po’ volgare ma molto efficace, gli americani dicono “Shit happens”. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo e per quanto tu possa fare previsioni e risk management qualcosa di inaspettato e catastrofico può sempre succedere. Era successo nel 2001 con le Torri Gemelle, nel 2008 e 2009 con la crisi finanziaria e, in misura minore, con le passate epidemie, dalla mucca pazza alla SARS. Questa è sicuramente una crisi di portata maggiore di quelle trascorse, sia per la dimensione planetaria sia, soprattutto, sull’incertezza su tempi e modi di uscita. Ma quello che ci hanno insegnato le altre crisi è che c’è sempre un’uscita, anche se questo comporta una trasformazione e l’abbandono di rendite di posizione o di modi di pensare consolidati.

Link Utili:

www.acesis.eu

Informazione pubblicitaria
Clicca qui per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Newsletter


Informazione pubblicitaria

Top of the month