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INNOVATORS VS COVID-19

Intervista a Andrea Bricchi, CEO – Amministratore Delegato, Brian and Partners

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andrea bricchi brian and partners

“Non ci basta dire di essere nel futuro, noi lo abbiamo fatto davvero”. Parla a Startup.info, Andrea Bricchi, CEO – Amministratore Delegato, Brian and Partners, una rete mondiale di professionisti e manager, con ventennale esperienza nei mercati dell’energia, del trasporto ferroviario e dell’oil&gas.

 

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questo periodo di emergenza COVID-19?

“Oggi sto fisicamente bene, ma sono stato malato e ho perso la madre. Il COVID lascerà segni indelebili nella mia vita, ma non è il solo responsabile, evidentemente. Ci sono stati grossolani errori in alcuni sistemi sanitari, soprattutto privati, e spero che ci sia chi controlla, quando sarà il momento”.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale ?

“Io ero un dirigente. Sono un ingegnere elettronico vecchio ordinamento, con una specializzazione in microelettronica e diplomi post universitari in Finanza, Gestione Aziendale, Giurisprudenza e Contrattualistica Internazionale. Per 17 anni, ho seguito e guidato il commerciale di due grossi gruppi industriali nel ramo delle telecomunicazioni. Poi la vita mi ha portato a confrontarmi con amici, professori universitari, manager e professionisti, il che ha indirizzato le mie scelte in questa direzione.

Brian and partners è una holding, una delle prime in Italia per il work for equity, nata da me, con tre imprenditori e un professionista, oltre che con partner legali e finanziari sia negli USA che in Europa. Nasce dall’idea che buona parte delle startup e delle PMI italiane siano gestite da ottimi tecnici, ma spesso non da manager. La nostra esperienza insegna che si può ottimizzare e far crescere, anche molto, qualsiasi azienda. Bisogna saperlo fare. Questo è il nostro mestiere. Non siamo consulenti tout court, noi entriamo nella gestione aziendale insieme a proprietà e direzione e guadagniamo solo se guadagna l’azienda che stiamo aiutando a crescere”.

Come innova la vostra azienda?

“Generalmente entriamo con una quota di minoranza, ottimizziamo i processi e i conti aziendali, apriamo nuovi mercati, specie all’estero e ammoderniamo la struttura. Sia io che i miei collaboratori parliamo molte lingue straniere e abbiamo molte conoscenze all’estero. La rete di conoscenze è fondamentale, accelera il business più di qualsiasi teoria. Noi uniamo mondi, costruiamo ponti, asfaltiamo strade, sistemiamo giardini. Siamo costruttori di metodo e buone abitudini.

Guadagniamo sulla rivendita della nostra quota, solo se questa cresce di valore perché cresce di valore l’azienda, ovviamente. E’ una scommessa win win”.

In che modo la pandemia da COVID-19 colpisce la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

“La colpisce nel rallentamento di molte cose che stavamo seguendo, ma noi continuiamo con grande entusiasmo. Conosciamo solo un modo per affrontare la crisi: lavorando molto e in modo intelligente, con resilienza, cercando di adattarci al momento contingente”.

Avete dovuto fare delle scelte difficili in questa situazione di emergenza ? E quali sono le lezioni apprese?

“Abbiamo solo messo in stand by alcune cose, specie in due delle aziende partecipate. Ma non parlerei di scelte difficili. Le lezioni apprese sono tante, tutti i giorni. Sicuramente quello che il virus ha evidenziato è l’estrema fragilità di un sistema che sembrava infrangibile e non lo era”.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

“Noi siamo proattivi, stress e ansia non fanno parte del nostro vocabolario. Siamo nati nel futuro, ci siamo già. I dipendenti sono soprattutto giovani, con una quota rosa molto alta. Non ci basta dire di essere nel futuro, noi lo abbiamo fatto davvero”.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

“Non vedo particolari competitor. Siamo unici, in qualche modo. La concorrenza è semmai contro “noi stessi”, come nel golf: il primo avversario siamo noi. Dobbiamo migliorarci sempre. Perché non progredire equivale a regredire”.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

“Dobbiamo uscirne unendo le forze. Bisogna che ci parliamo, è gratis. Impariamo a lavorare assieme e a adattarci ai cambiamenti. Non c’è un’altra formula”.

Il vostro sito Web

www.brianandpartners.it

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