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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Carlo Allevi, Co-founder di WeAreStarting: Piattaforma di crowdinvesting

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Carlo-Allevi-WeAreStarting

Come state, lei e la sua famiglia?

Carlo Allevi: Fortunatamente bene, grazie.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Carlo Allevi: Tutto è cominciato quasi come un hobby. Sono un ingegnere energetico e la sharing economy ha sempre suscitato in me un grande interesse e mi ha sorpreso che il tema della finanza per le imprese fosse poco sviluppato in Italia. All’epoca, quando ricoprivo il ruolo di consulente nell’ambito delle energie rinnovabili osservavo con molta attenzione i primi casi di successo di crowdfunding all’estero e come, in Italia, progetti con rendimento annuo anche del 10% non venissero considerati dai grandi investitori. A tal punto che mi sono chiesto se fosse possibile, anche nel nostro Paese, coinvolgere i piccoli investitori per supportare progetti in grande scala ed è proprio in quel periodo che prendeva piede l’idea di ciò che oggi è diventato WeAreStarting. Il nostro obiettivo fin dall’inizio è stato quello di permettere anche agli italiani di investire in startup e PMI di altissimo livello, sfruttando le opportunità che queste offrono e al contempo supportandole. In un certo senso, parliamo di mini-quotazioni.

Come innova WeAreStarting?

Carlo Allevi: Fino a pochi anni fa permettere ai piccoli investitori di diventare soci di società non quotate era qualcosa di inimmaginabile, cosicché investire in progetti innovativi restava riservato ai soli venture capitalist o investitori istituzionali. I portali di equity crowdfunding, come il nostro, hanno reso possibile questa grande innovazione in uno spazio totalmente “virtuale”, in maniera veloce e intuitiva e questo è stato solo il primo passo. Attualmente stiamo lavorando per massimizzare il rendimento, offrire nuovi strumenti finanziari (come il lending) e semplificare la gestione del portafoglio, tutto ciò coinvolgendo sempre di più gli investitori e offrendo loro informazione con trasparenza e professionalità per una maggior tutela e garanzia agli stessi.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito WeAreStarting e come state affrontando questa crisi?

Carlo Allevi: L’economia reale è stata scossa dalla pandemia e questo naturalmente ha avuto un impatto su imprese ed investitori che per diversi mesi hanno attuato con cautela e indecisione sul da farsi. Questo periodo ci ha permesso di fare uno “stop”, riflettere su molte cose, riorganizzarci e portare avanti svariati progetti per migliorare i nostri rendimenti e dei nostri investitori. Siamo molto felici di aver visto sin da subito i frutti di questo lavoro, ma sarà il 2021 l’anno in cui vedremo gli effetti complessivi.

Un’altra soddisfazione è essere stati testimoni di come molte delle realtà che abbiamo supportato in passato hanno affrontato questo periodo con una maggior resilienza. Siamo sicuri che la finanza alternativa sarà ancor più importante per le imprese dopo questa crisi e siamo pronti a supportarle ed essere sempre più utili al tessuto economico. Sfortunatamente c’è strada da percorrere, l’Italia non ha ancora sfruttato l’importantissimo risparmio privato per il rinnovamento delle imprese e il risparmio rimane quasi esclusivamente impegnato in situazioni improduttive o in asset senza alcun impatto sul sistema economico aziendale. La necessità di ricapitalizzazione delle aziende è un’opportunità per coinvolgere sempre di più ai risparmiatori individuali, per lavorare tutti insieme verso una ripresa economica e rinnovazione delle aziende del nostro Paese.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Carlo Allevi: Le decisioni difficili sono state molte. In particolare abbiamo spesso dovuto scegliere tra le esigenze degli investitori e quelle legate al ritorno economico del portale, tra breve termine e lungo termine. Abbiamo scelto di concentrarci sul lungo termine e sulla tutela dei nostri utenti, offrendo un numero contenuto di offerte che hanno rappresentato un’ottima opportunità di investimento. In un periodo storico come questo che stiamo vivendo, abbiamo ricevuto tante candidature di aziende che avevano bisogno di liquidità, ma che per diversi motivi non erano pronti o adeguate per una campagna di crowdfunding.

La lezione, o meglio la nostra promessa, è che dobbiamo continuare a lavorare verso questa direzione, proporre progetti con un’accurata selezione che siano all’altezza delle esigenze degli investitori. Il risultato? La soddisfazione di vedere che la nostra community si fida anno dopo anno della nostra performance e sceglie di investire sulla nostra piattaforma, di investire insieme a noi. Quindi la lezione più importante è mantenere i propri valori, nei periodi buoni e in quelli cattivi.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e WeAreStarting nel futuro?

Carlo Allevi: Non è facile organizzarsi in un Paese come l’Italia, che fatica a sostenere continuamente l’innovazione e la partecipazione dei capitali privati a sostegno dell’economia reale in modo disintermediato. La reazione allo shock è stata più lenta e questo ha aumentato la preoccupazione delle imprese e degli investitori.

Noi manteniamo la convinzione che il ricorso massiccio a meccanismi di finanza alternativa sia inevitabile e che dobbiamo solo farci trovare pronti al momento giusto. Questo significa lavorare non solo sugli aspetti tecnici e tecnologici, ma anche sulla community, sul track record, senza concentrarsi sui riscontri e sugli inconvenienti di brevissimo termine. In questo particolare momento ci rende ancor più orgogliosi essere, anche nel nostro piccolo contributo come piattaforma di crowdfunding, utili per supportare la crescita del nostro Paese e ciò ci permette di guardare sempre avanti, con positività e dedizione.

A livello aziendale, con un po’ di impegno ci siamo riorganizzati bene facendo molto ricorso allo smart working, mantenendoci sempre aggiornati tra noi e con i nostri clienti per capire come potevamo essere di supporto a loro e capire quale fosse stato l’impatto dell’emergenza sui loro business. Una caratteristica che ci ha sempre differenziato è la comunicazione trasparente, peculiarità che abbiamo rafforzato soprattutto in un momento di tanta incertezza, continuando così a fornire alla community informazioni sull’effetto della pandemia sulle società da noi proposte anche in quei casi in cui i risultati non hanno confermato appieno le previsioni iniziali.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Carlo Allevi: I nostri competitor diretti sono i portali di equity crowdfunding autorizzati da Consob. Il mercato è molto ampio e siamo riusciti a ritagliarci uno spazio che difficilmente i competitor possono aggredire, grazie ad una diversa tipologia di società proposte, ad una particolare attenzione alle condizioni offerte agli investitori e ad un approccio estremamente concreto. In più siamo molti soddisfati del feedback positivo di molte iniziative che abbiamo introdotto nell’ultimo periodo e che hanno ottenuto un impatto diretto sugli investitori. Ne è un esempio la nuova tipologia di quote societarie, le quote dette Bs, proposte per alcune campagne sul nostro portale che offrono l’opzione PUT ai soci dell’azienda ad un prezzo maggiorato. Questo è solo l’inizio e una delle innovazioni su cui stiamo lavorando per essere sempre più competitivi, pensando sempre a garantire migliori rendimenti agli investitori.

Link utili:

https://www.wearestarting.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Carlo Allevi: Questa situazione ci ha insegnato che viviamo in un mondo complesso, dove non bisogna dare nulla per scontato. È emerso quanto le modalità e la capacità di reazione possano essere differenti tra diversi Paesi e nei diversi settori. Abbiamo visto come affrontare sfide nuove con sistemi vecchi possa essere fallimentare, mentre è possibile cavalcare le situazioni per uscirne anche più forti. A tal proposito mi viene in mente una frase di Albert Einstein che mi ha sempre accompagnato: É nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

 

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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