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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Claudio Gabrielli, Co-founder & CEO di Tebikii, uno strumento per rendere le vacanze una vera e propria esperienza

Tebikii è un fantastico mondo pieno di guide digitali e interattive create da Guide Turistiche con una voglia matta di accompagnarti lungo il tuo viaggio!

Claudio Gabrielli tebikii

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questo periodo di emergenza COVID-19?

Claudio Gabrielli : Fortunatamente tutti sani e salvi.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Tebikii ? 

Claudio Gabrielli : Mi sto affezionando al concetto di solution hunter: credo che ci siano molteplici soluzioni allo stesso problema, trovo affascinante trovarle e metterle a terra.

Penso che alla base di tutto ci sia il divertimento e che il resto venga combinando intuizione, curiosità, metodo, buon senso esperienza e soprattutto attitudine e proattività.

Non sono guidato da un background teorico notevole, diciamo che ho avuto una carriera universitaria a dir poco nomade (frequentando diversi percorsi e atenei) spinto da una forte curiosità, e che ho avuto la fortuna di intraprendere esperienze lavorative disparate che mi hanno permesso di avere una visione ampia abbastanza da poter spaziare senza pregiudizi.

Ho da sempre una vena imprenditoriale, la mia prima startup era un e-commerce di bici pieghevoli ed elettriche. Dynabikestore, anno 2007, fallita in tempo prima di farsi troppo male.

La penultima e più significativa esperienza lavorativa, questa volta da dipendente, mi ha portato a confrontarmi col settore turistico in particolar modo nel mondo dei tour tematici e degli incentive tour (viaggi ed eventi aziendali) in Italia nel quale ho creato una nuova gamma di prodotto che ha pesato per oltre il 10% del fatturato annuo e avuto la fortuna di lavorare con le eccellenze artistico-culturali italiane e con diverse multinazionali in un ambiente famigliare, dove si è sempre in prima linea dalla pianificazione alla costruzione fino alla realizzazione e controllo sul campo.

L’idea Tebikii nasce in questo contesto e grazie ad un weekend a Londra con l’allora fidanzata, oggi mia moglie: lei agente di viaggi, io operatore turistico, solitamente pianificavamo i nostri viaggi nel dettaglio. Quella volta, correva l’anno 2012, non ne avevamo avuto tempo. Così partimmo senza avere un piano delle cose da fare / vedere ecc. Tornammo a Lucca con diversi giga di foto e video di luoghi che, a volte, addirittura non ricordavo di aver visto.

Da li l’idea, grezza, di creare qualcosa che potesse risolvere il problema della pianificazione delle cose da vedere.

Ci sono voluti diversi anni per concettualizzarla e portarla a quello che vediamo oggi: un’applicazione di videoitinerari turistici smart.

Come innova Tebikii ?

Claudio Gabrielli : La nostra azienda è un caso particolarmente unico nel panorama delle startup: la guida turistica è il cuore del nostro prodotto e la nostra app digitalizza una parte del suo lavoro. Ci piace pensarci come abilitatori digitali di una professione. Vogliamo migliorare il modo di viaggiare e aiutare i turisti a scoprire gli aneddoti, le tipicità, l’arte, la cultura, le curiosità, gli usi e costumi che caratterizzano la nostra bella Italia. Tebikii è uno strumento per rendere le vacanze una vera e propria esperienza.

In che modo la pandemia da COVID-19 colpisce la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

Claudio Gabrielli : E’ indubbio che la pandemia ha costituito un problema per la nostra attività, trattandosi di un business legato al turismo. Dall’altro lato, invece, ha aperto le porte a tantissime nuove opportunità, costringendo in qualche modo il nostro comparto a digitalizzarsi sempre più e aprendo le porte ad una fruizione diversa dell’esperienza turistica in genere.

Avete dovuto fare delle scelte difficili in questa situazione di emergenza ? E quali sono le lezioni apprese

Claudio Gabrielli : Abbiamo fatto scelte difficili ma chi fa innovazione è perennemente sotto esame, al cospetto di decisioni importanti e decisive, in grado di indirizzare in un modo o nell’altro il cammino dell’azienda e delle persone che la compongono. Il lockdown ci ha insegnato a restare sempre più uniti, a non dare le cose per scontate, a sfruttare sempre meglio le opportunità che il digitale ci mette a disposizione. E ad amare in modo sempre più incondizionato la vita e le sue esperienze.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro

Claudio Gabrielli : Lo stress e l’ansia si gestiscono a partire da una presa di coscienza. Alla proclamazione del lockdown abbiamo avuto, come la maggior parte delle persone, un periodo iniziale di sbandamento ma al tempo stesso abbiamo cercato di focalizzare quello che potevamo e volevamo fare, non perdendo di vista i nostri obbiettivi a lungo termine. La nostra azienda è naturalmente proiettata nel futuro in quanto è nata con lo scopo di digitalizzare un comparto abbastanza tradizionale. Al momento stiamo validando ulteriormente il nostro modello di business attraverso il percorso di accelerazione Hubble in Nana Bianca e grazie all’inserimento di professionisti verticali e capaci. Entro fine anno avremo mutato pelle per essere ancora più performanti.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Claudio Gabrielli : Non abbiamo veri e propri competitor nel nostro segmento specifico. Questo è, al tempo stesso, un bene ed un male. Un bene perché ci pone nelle condizioni di “pionieri” di questo genere specifico di servizio. Un male perché non possiamo (e non vogliamo) fallire questa opportunità. La validazione del modello è importante, così come la crescita della community delle guide e l’impulso forte alla comunicazione esterna.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Claudio Gabrielli : Secondo me tutto deve partire da una presa di coscienza: questo lockdown ci ha insegnato che niente sarà più come prima, che dobbiamo essere pronti sempre a fronteggiare situazioni emergenziali tenendoci aggiornati, innovando sugli strumenti e sulle strategie. Nel mondo della comunicazione, esiste una branca che si chiama “crisis communication”: si tratta delle strategie e delle modalità d’azione che un’azienda deve seguire nel caso di crisi comunicazionali o finanziarie. Ogni grande azienda ce l’ha, tutte le aziende dovrebbero averlo. Forse nel settore turistico questo è mancato. Lo spirito deve essere quello, costruttivo, di essere parte di un momento storico, carico di possibilità ed opportunità, nonostante le difficoltà. Siamo un grande paese, un paese ricco di potenzialità, il settore turistico ha un peso importante nel PIL nazionale, tutti dobbiamo remare nella stessa direzione, anche le istituzioni e la politica…mentre le parti finanziarie sembrano siano già allineate…

Il vostro sito Web e link verso un video di presentazione della vostra attività

tebikii.com/it

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