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Coronavirus, proroga della chiusura delle scuole : “Forse le scuole non riapriranno più”

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Lo stop totale per contenere i contagi da Covid-19 fissato dal decreto firmato dal premier Giuseppe Conte, che parte dal 22 marzo al 3 aprile sarà inevitabilmente rinviato, secondo un’anticipazione del Corriere della sera. Il governo va verso la proroga delle misure restrittive, di almeno due settimane.

Ci saranno altri quattordici giorni di chiusura totale e divieti, magari con qualche deroga per alcune aziende. Come sappiamo tutti, la fine dell’emergenza coronavirus è ancora molto lontana. Come condiviso dal governo con Silvio Brusaferro e Franco Locatelli, presidenti rispettivamente dell’Istituto superiore di sanità e del Consiglio superiore di sanità: “L’epidemia ha rallentato il suo cammino, ma non è opportuno interrompere le misure di contenimento“, hanno detto i vertici sanitari. Le misure saranno prorogate fino al “contagio uno“, quando il valore dell’R0 (l’erre-zero, l’indice di contagiosità) sarà inferiore a 1 (per ogni individuo infetto ci sarà meno di un nuovo contagiato).

Ad oggi il prolungamento delle misure di distanziamento sociale è inevitabile. Non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase, sia pur incoraggiante di contenimento. Non abbiamo ancora scollinato, ci stiamo però avvicinando alla cima“. afferma Brusaferro

Per quanto riguarda la chiusura delle scuole

Lo stop potrebbe tradursi in una chiusura definitiva per il corrente anno scolastico ed una riapertura a settembre 2020. “Forse le scuole non riapriranno più, la vedo dura mettere a repentaglio la salute dei ragazzi e creare un popolo di contagiatori”, ha chiaramente annunciato Il Governatore Zaia.

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è stata ospite della trasmissione televisiva “La Vita in diretta” in onda su Rai 1, dove ha confermato la proroga della chiusura delle scuole, senza però dare ancora una data. “Sicuramente ci sarà una proroga: si andrà oltre la data del 3 aprile, l’obiettivo è garantire che gli studenti ritornino a scuola quando stra-certo e stra-sicuro che possono tornare salute è prioritario. Notizie sulla didattica a distanza a luglio non hanno alcun fondamento: significherebbe dire che il personale della scuola non sta lavorando e non è così. Se la didattica a distanza funziona come sta funzionando non c’è alcun motivo per andare a luglio o agosto: le strutture scolastiche non sono idonee tra l’altro. Se ci sarà necessità lo si farà in un secondo momento. Scenari troppo oltre sono irresponsabili, bisogna guardare gli scenari attuali e poi assumere decisioni“.

Sulla maturità, ha detto“Sì, commissione con soli membri interni e solo presidente esterno. Voglio tranquillizzare gli studenti. Stiamo lavorando per fargli fare un esame serio e nelle migliori condizioni. Nel giro di pochi giorni daremo tutte le info e novità su maturità e anche sull’esame di terza media”.