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COVID-19 : la lettera di Conte e altri leader al Presidente del Consiglio europeo

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L’emergenza che stiamo vivendo non conosce confini. È uno shock senza precedenti che richiede misure eccezionali di reazione, necessarie non solo a contenere la diffusione del contagio, ma anche ad arginare gli effetti negativi prodotti sul tessuto socio-economico. A livello europeo c’è necessità di uniformare le prassi sanitarie e di aumentare lo scambio di informazioni, soprattutto adesso, nella fase più acuta dell’epidemia. La risposta europea, anche sul piano economico-finanziario, deve essere poderosa, coesa, tempestiva. Per perseguire queste finalità ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, insieme ai leader di Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Spagna. ” racconta il premier Giuseppe Conte

La lettera

Caro Presidente, caro Charles

la pandemia del Coronavirus è uno shock senza precedenti e richiede misure eccezionali per contenere la diffusione del contagio all’interno dei confini nazionali e tra Paesi, per rafforzare i nostri sistemi sanitari, per salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali e, non ultimo, per limitare gli effetti negativi che lo shock produce sulle economie europee.

Tutti i Paesi europei hanno adottato o stanno adottando misure per contenere la diffusione del virus. Il loro successo dipenderà dalla sincronizzazione, dall’estensione e dal coordinamento con cui i vari Governi attueranno le misure sanitarie di contenimento.

Abbiamo bisogno di allineare le prassi adottate in tutta Europa, basandoci su esperienze pregresse di successo, sulle analisi degli esperti, sul complessivo scambio di informazioni. È necessario ora, nella fase più acuta dell’epidemia. Il coordinamento che tu hai avviato, con Ursula von der Leyen, nelle video-conferenze tra i leader è d’aiuto in tal senso.

Sarà necessario anche in futuro, quando potremo ridurre gradualmente le severe misure adottate oggi, evitando sia un ritorno eccessivamente rapido alla normalità sia il contagio di ritorno da altri Paesi. Dobbiamo chiedere alla Commissione europea di elaborare linee guida condivise, una base comune per la raccolta e la condivisione di informazioni mediche ed epidemiologiche, e una strategia per affrontare nel prossimo futuro lo sviluppo non sincronizzato della pandemia.

Mentre attuiamo misure socio-economiche senza precedenti, che impongono un rallentamento dell’attività economica mai sperimentato prima, abbiamo comunque bisogno di garantire la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali, e la libera circolazione di dispositivi medici vitali all’interno dell’UE. Preservare il funzionamento del mercato unico è fondamentale per fornire a tutti i cittadini europei la migliore assistenza possibile e la più ampia garanzia che non ci saranno carenze di alcun tipo.

Siamo pertanto impegnati a tenere i nostri confini interni aperti al necessario scambio di beni, di informazioni e agli spostamenti essenziali dei nostri cittadini, in particolare quelli dei lavoratori transfrontalieri. Abbiamo anche bisogno di assicurare che le principali catene di valore possano funzionare appieno all’interno dei confini dell’UE e che nessuna produzione strategica sia preda di acquisizioni ostili in questa fase di difficoltà economica. I nostri sforzi saranno prioritariamente indirizzati a garantire la produzione e la distribuzione delle attrezzature mediche e dei dispositivi di protezione fondamentali, per renderli disponibili, a prezzi accessibili e in maniera tempestiva a chi ne ha maggiore necessità.

Le misure straordinarie che stiamo adottando per contenere il virus hanno ricadute negative sulle nostre economie nel breve termine. Abbiamo pertanto bisogno di intraprendere azioni straordinarie che limitino i danni economici e ci preparino a compiere i passi successivi. Questa crisi globale richiede una risposta coordinata a livello europeo. La BCE ha annunciato lo scorso giovedì 19 marzo una serie di misure senza precedenti che, unitamente alle decisioni prese la settimana prima, sosterranno l’Euro e argineranno le tensioni finanziarie.

La Commissione europea ha anche annunciato un’ampia serie di azioni per assicurare che le misure fiscali che gli Stati membri devono adottare non siano ostacolate dalle regole del Patto di Stabilità e Crescita e dalla normativa sugli aiuti di Stato. Inoltre, la Commissione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno annunciato un pacchetto di politiche che consentiranno agli Stati membri di utilizzare tutte le risorse disponibili del bilancio dell’UE e di beneficiare degli strumenti della BEI per combattere l’epidemia e le sue conseguenze.

Gli Stati membri dovranno fare la loro parte e garantire che il minor numero possibile di persone perda il proprio lavoro a causa della temporanea chiusura di interi settori dell’economia, che il minor numero di imprese fallisca, che la liquidità continui a giungere all’economia e che le banche continuino a concedere prestiti nonostante i ritardi nei pagamenti e l’aumento della rischiosità. Tutto questo richiede risorse senza precedenti e un approccio regolamentare che protegga il lavoro e la stabilità finanziaria.

Gli strumenti di politica monetaria della BCE dovranno pertanto essere affiancati da decisioni di politica fiscale di analoga audacia, come quelle che abbiamo iniziato ad assumere, col sostegno di messaggi chiari e risoluti da parte nostra, come leader nel Consiglio Europeo.

Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e la necessità di una ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nell’Eurozona.

In particolare, dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una Istituzione dell’UE per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia.

Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poichè stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti. E dobbiamo rendere conto collettivamente di una risposta europea efficace ed unita. Questo strumento di debito comune dovrà essere di dimensioni sufficienti e a lunga scadenza, per essere pienamente efficace e per evitare rischi di rifinanziamento ora come nel futuro.

I fondi raccolti saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati Membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale.

Con lo stesso spirito di efficienza e solidarietà, potremo esplorare altri strumenti all’interno del bilancio UE, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di là di quelli già annunciati dalla Commissione.

Dando un chiaro messaggio di voler affrontare tutti assieme questo shock unico, rafforzeremmo l’Unione Economica e Monetaria e, soprattutto, invieremmo un fortissimo segnale ai nostri cittadini circa la cooperazione determinata e risoluta con la quale l’Unione Europea è impegnata a fornire una risposta efficace ed unitaria.

Abbiamo inoltre bisogno di preparare assieme “il giorno dopo” e riflettere sul modo in cui organizziamo le nostre economie attraverso i nostri confini, le catene di valore globale, i settori strategici, i sistemi sanitari, gli investimenti comuni e i progetti europei.

Se vogliamo che l’Europa di domani sia all’altezza delle sue storiche aspirazioni, dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo pertanto il dibattito ora e andiamo avanti, senza esitazione.

Firmato da:

Sophie Wilmès, Primo Ministro del Belgio
Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese 
Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro della Grecia
Leo Varadkar, Primo Ministro di Irlanda
Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano
Xavier Bettel, Primo Ministro del Lussemburgo
António Costa, Primo Ministro del Portogallo
Janez Janša , Primo Ministro della Slovenia
Pedro Sánchez, Primo Ministro della Spagna

Fonte : Pagina facebook Giuseppe Conte

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🔴 Coronavirus, Italia : gli ultimi aggiornamenti

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Ecco gli ultimi aggiornamenti sulla diffusione del COVID-19, la malattia simile alla Sars che si è diffusa dal mercato di Wuhan in Cina. Come ogni giorno, Il bollettino della Protezione Civile del 06 Aprile ha comunicato l’aggiornamento sul numero di contagi, morti e guariti in Italia dal nuovo coronavirus.

In diretta il bollettino della Protezione Civile del 06 Aprile 

Questi i dati reali aggiornati al 06 aprile 2020, ore 18 :

• I casi attuali sono di 93.187 (+1.941 rispetto al 05 aprile)

• I deceduti sono 16.523  (636 nuove vittime)

• I pazienti ricoverati con sintomi sono 28.976

• I guariti in totale sono 22.837 

•  3898 sono in terapia intensiva 

Sono, 132.547 i casi totali di Coronavirus in Italia dall’inizio della pandemia.

 

Prevenzione e sintomi

È possibile ridurre il rischio di infezione da Coronavirus solo proteggendo sé stessi e gli altri. Per farlo è doveroso seguire alcuni accorgimenti come lavarsi spesso le mani, mantenersi ad una distanza di sicurezza gli uni dagli altri di un metro ed evitare di uscire di casa e se non per motivi lavorativi, di salute o di necessità. Chi inoltre presenta una qualsiasi infezione respiratoria deve coprire naso e bocca quando tossisce e/o starnutisce nel gomito interno o nel fazzoletto usa e getta.

Il coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori non devono andare in pronto soccorso, ma devono chiamare il numero unico per la Lombardia 800 89 45 45 che valuterà ogni singola situazione e spiegherà che cosa fare. Per informazioni generali chiamare 1500, il numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute.

Trattamento oggi

Al momento purtroppo non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dal coronavirus e non sono disponibili vaccini per proteggersi dal virus. In molti casi il virus svanisce spontaneamente mentre nei casi più gravi il paziente viene sottoposto ad una terapia di supporto in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio.

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Coronavirus : la giornalista Selene Vicenzi racconta come si vive la quarantena in giro per il mondo [Video]

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Fonte : Pagina Facebook Selene Vicenzi

La giornalista Selene Vicenzi, ha creato in questi giorni di smart working dovuto all’emergenza sanitaria, una rubrica che racconta la quarantena in giro per il mondo !

Video testimonianze provenienti da cittadini di tutto il mondo, che raccontano come si vive ai tempi del Coronavirus da Dubai a Panama, da Londra a Beirut.

Una rubrica che vuole portare positività e speranza nelle case delle persone.

« Ho deciso di fare un pò di telefonate, di chiamare amici che sapevo in giro per il mondo, per sentire come stavano. A ognuno di loro – dichiara la giornalista di Verona Sera – ho chiesto un video-testimonianza, per farmi raccontare le loro sensazioni, le misure dei loro Paesi, le loro emozioni, sperando con questo video, non solo di fare informazione, come richiede il mio lavoro, ma di trasmettere anche un messaggio positivo e di speranza! Oggi più che mai, tutto il mondo è unito sotto lo stesso cielo, un cielo si tempestoso, ma ricordiamo, che dopo ogni tempesta, torna il sole! E mi auguro che anche con il sole, questo spirito di solidarietà, acquisito in questo tragico periodo, resti nelle nostre case! »

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Arrivo della tecnologia 5G: false credenze e miti da sfatare

Tra pochi anni, si ipotizza intorno al 2023, anche in Italia arriverà il 5G, ovvero la quinta generazione che cambierà il modello delle telecomunicazioni.

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Questa innovativa rete utilizzerà una banda senza fili a frequenza decisamente più alta del 4G che permetterà ai dati di viaggiare in modo molto più rapido. Nonostante i benefici attesi, gran parte della popolazione continua però ad avere delle perplessità circa l’arrivo del 5G. In questo articolo andremo a sfatare i 3 miti legati alla tecnologia di quinta generazione.

Primo mito: il 5G aumenterà il rischio di tumori

Molte persone sono convinte che con il 5G aumenterà il rischio di sviluppare tumori. La teoria si basa sul fatto che le frequenze operative saranno molto più elevate rispetto a quelle usate dalle reti precedenti, quindi i campi elettromagnetici a cui saremo esposti saranno più forti. Le moltissime antenne con un uso più intensivo della tecnologia senza fili, secondo i sostenitori di questa tesi, incideranno pesantemente sulla salute della popolazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sfatato questa falsa credenza dichiarando di non avere ha mai riscontrato alcuna dannosità legata all’uso della nuova tecnologia. Anzi, il 5G ha meno capacità di penetrare le barriere solide e lo stesso discorso deve valere per il corpo umano.

Secondo mito: gli uccelli morti nei Paesi Bassi

Questo falso mito è partito dopo la diffusione di un video su Youtube che mostrava la moria di centinaia di volatili nel cielo dell’Olanda, nei Paesi Bassi. Secondo alcuni complottisti, questo episodio si sarebbe verificato nel corso di un esperimento del 5G per vedere quanto fosse ampia la gamma e se la nuova tecnologia wireless avrebbe causato danni nell’area locale. Si tratta anche in questo caso di una fake news in quanto all’epoca dei fatti non c’erano stazioni di prova per le nuove reti in quell’area.

Terzo mito: aumento esposizione campi elettromagnetici

È opinione diffusa siche il 5g porterà ad un significativo aumento dell’esposizione a campi elettromagnetici. In realtà i valori del campo elettromagnetico attualmente misurati nelle zone servite da reti pre-5G risultano essere sempre estremamente contenuti (tipicamente minori di 1 volt su metro per le aree urbane), come riportato peraltro da centinaia di studi scientifici realizzati in tutto il mondo.

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