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Energia

Energia rinnovabile e impianti fotovoltaici: Ecco lo Studio Venturelli e Kilowapp

Massimo Venturelli Studio Venturelli

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Massimo Venturelli: Per fortuna finora la salute non ci ha abbandonato, abbiamo dovuto riorganizzare molte cose e comunque avere un figlio piccolo ha comportato inevitabili riduzioni del tempo da dedicare al lavoro.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Massimo Venturelli: Ho alle spalle una vita di lavoro, molteplici esperienze soprattutto in campo tecnico, sono un perito elettrotecnico e come dipendente ho passato quasi 18 anni nell’ambito dell’automazione industriale, svolgendo quasi sempre ruoli di progettazione; sono un convinto ambientalista e fin da ragazzino ho sempre desiderato di poter lavorare e sviluppare nuove idee nel settore delle energie rinnovabili. All’esame di maturità (1982) portai una tesina sull’auto elettrica, ero già convinto che il fotovoltaico avrebbe ben presto occupato tutti i tetti delle città, la storia ci insegna che avrei dovuto aspettare un’altra ventina di anni per incominciare a vedere qualche cambiamento, ancora oggi soprattutto in Italia sempre nuovi ostacoli continuano a frenare lo sviluppo delle rinnovabili, la strategia energetica nazionale continua ancora a perseguire la strada obsoleta delle fonti fossili. Da più di 20 anni ho incominciato a progettare impianti fotovoltaici, prima lavorandoci saltuariamente e poi dal 2005, con l’avvento del “Primo Conto Energia” lo faccio a tempo pieno dopo aver abbandonato il mio posto di lavoro come dipendente.

Avevo parecchie idee chiuse nel cassetto e speravo proprio di riuscirne a realizzarne qualcuna, così nel 2007 sono stato fra i soci fondatori di una ditta che si proponeva come distributore di materiale fotovoltaico nonché come produttore di moduli fotovoltaici innovativi. In questo periodo ho ottenuto il mio primo brevetto europeo relativo ad un innovativo sistema di inseguimento solare, che coniuga l’estetica e l’efficienza energetica agli spazi esigui. Nello stesso periodo, insieme alla detta società ho portato avanti il progetto di un sistema di moduli fotovoltaici adatti ai tetti a 4 acque, dove le coperture presentano cambi di piano diagonali, anche questa idea coniuga l’estetica e l’efficienza energetica agli spazi esigui. Successivamente ho sviluppato ed ottenuto altri brevetti lavorando su molte altre idee fra le quali un generatore eolico per sfruttare i venti deboli e un sistema fotovoltaico da inserire nelle ruote delle biciclette.

Nessuno di questi progetti però ha raggiunto la maturità necessaria per essere industrializzato, i cambiamenti nel mercato avvenuti negli ultimi 10 anni, soprattutto il basso prezzo di vendita dell’energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile, hanno tolto molte velleità alle mie ambizioni, nel frattempo i tentativi di ottenere qualsivoglia finanziamento per i miei progetti si scontravano sempre più spesso con la forma giuridica della mia attività che è sempre stata quella di un perito industriale iscritto all’albo professionale. Così ho deciso di fondare una start-up innovativa, d’altro canto dopo oltre 10 anni di attività e investimenti nel campo della ricerca e nello sviluppo di nuove idee, avendo anche ottenuto alcuni brevetti, è stato quasi un obbligo adattarmi ad una nuova forma giuridica, non fosse altro per avere più titoli e diritti nell’accesso a forme di finanziamento o aiuto allo sviluppo delle mie idee che fino a quel momento ho finanziato in toto con risorse personali.

Come innova lo Studio Venturelli?

Massimo Venturelli: La nascita della start-up ha visto da subito un approccio diretto al mercato, abbiamo sviluppato un dispositivo innovativo per la supervisione degli impianti fotovoltaici denominato Kilowapp, il processo di sviluppo è stato condiviso nella parte finale anche con diversi utenti che, essendo già clienti che usufruivano dei nostri servizi, hanno accettato di buon grado l’acquisto del dispositivo e gli eventuali aggiustamenti tecnici che talvolta sono stati necessari per attivare tutte le funzionalità del sistema. I dispositivi hanno da poco raggiunto un livello tecnico soddisfacente, sia per quello che riguarda l’affidabilità che la versatilità, al punto che abbiamo incominciato a spedire direttamente a casa i dispositivi che vengono installati ed attivati direttamente dagli utenti finali in pochi minuti.
Il dispositivo non necessita di alcuna modifica impiantistica e comunica i dati di produzione direttamente al dispositivo mobile dell’utente, questo, oltre a visualizzare i dati tramite l’applicazione (anche essa denominata Kilowapp), trasferisce i dati al nostro server centrale e da qui viene analizzato lo stato di attività di ciascun impianto, la priorità è segnalare tempestivamente lo stato di fermo impianto. Questo è molto utile soprattutto per impianti piccoli, generalmente privi di sistemi e servizi di monitoraggio.

Il servizio è completato dalla costruzione di una rete di assistenza tecnica a livello nazionale, in pratica stiamo tentando di coinvolgere direttamente le ditte installatrici e gli studi tecnici che svolgendo il ruolo di segnalatori del servizio diventano partner tecnici autorizzati.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito lo Studio Venturelli e come state affrontando questa crisi?

Massimo Venturelli: La pandemia è arrivata proprio nel momento più delicato per il collaudo finale dei dispositivi Kilowapp, a febbraio 35 dispositivi erano stati venduti ed erano pronti per essere installati direttamente a casa degli utenti quando il lockdown ci ha impedito di accedere agli impianti, tutto lo sviluppo ha subito più di due mesi di ritardo e solo a maggio abbiamo potuto completare le installazioni risolvendo le criticità e gli imprevisti. Abbiamo rapidamente riorganizzato il lavoro da casa (smart working) riuscendo a condividere il server centrale anche attraverso internet. Lo stop forzato ci ha costretti ad accelerare la realizzazione di alcuni particolari che sono stati realizzati con la stampa 3D, questo è servito per completare il progetto arrivando finalmente a rendere Plug & Play il dispositivo Kilowapp.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Massimo Venturelli: A Maggio era previsto il lancio in occasione della fiera di settore Zeroemission a Piacenza, ovviamente è saltato tutto e così pure tutte le strategie di marketing; gli investimenti pubblicitari sono stati rimandati e il nostro auspicio è quello di riuscire a partecipare ai prossimi eventi fieristici. Nel frattempo abbiamo lavorato alla realizzazione di una brochure illustrativa e contattato potenziali clienti installatori; stiamo definendo una strategia commerciale che tenga conto delle esigenze del mercato (un prezzo finale agli utenti molto vantaggioso) e di un equo ritorno economico per segnalatori e distributori.

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come proiettate, voi stessi e lo Studio,Venturelli nel futuro?

Massimo Venturelli: Abbiamo la consapevolezza che con questa epidemia dovremo conviverci per ancora parecchio tempo, proprio per questo abbiamo accelerato per poter spedire i dispositivi Plug & Play direttamente a casa degli utenti, l’ufficio è stato riorganizzato per consentirci di lavorare adottando distanziamenti sia fra il personale che con il pubblico. Nel frattempo abbiamo riorganizzato il centralino telefonico e contiamo, a fronte della diffusione di più di un migliaio di dispositivi, di attivare un call-center dedicato al servizio clienti Kilowapp.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Massimo Venturelli: I competitor sono tutti coloro che già offrono servizi e che utilizzano sistemi di supervisione in commercio, anche i costruttori degli inverter rendono disponibili servizi di supervisione e in generale lo scopo è la pronta segnalazione dei guasti e dei disservizi; monitorare quotidianamente un impianto è in genere una occupazione onerosa, inoltre per gli impianti incentivati si rende necessario il controllo della producibilità e la giusta renumerazione da parte del GSE. Questi servizi vengono attuati accedendo ai portali informatici del gestore di rete e del GSE, ma i dati sui portali nel migliore dei casi si riferiscono al mese precedente e per poter controllare gli impianti in tempo reale è necessario un sistema di supervisione.

I sistemi di supervisione sono tutti abbastanza costosi, inoltre necessitano spesso di schede telefoniche dedicate, oppure utilizzano sistemi proprietari. Il nostro è semplice ed economico, versatile per ogni sistema, i dati vendono letti in tempo reale e trasmessi direttamente via internet, i servizi aggiuntivi potranno essere rinnovati liberamente da un anno all’altro, insomma il nostro pacchetto dovrebbe essere competitivo e l’aver prodotto un dispositivo di nuova concezione dovrebbe poter fare la differenza.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Massimo Venturelli: Quando tutto si è fermato e la natura sembrava risvegliarsi riprendendosi i suoi spazi ho sperato che questa emergenza ci avrebbe insegnato qualcosa, poi le cose hanno lentamente ricominciato a tornare “normali”, fatto salvo che il crollo del prezzo del petrolio ha fatto fallire le famigerate attività di fracking. L’unione Europea nel frattempo ha allentato le restrizioni economiche e potrebbe essere l’occasione per una ripresa, anche se il debito nazionale rimarrà incolmabile ancora a lungo. L’esperienza di digitalizzazione forzata ha sicuramente fatto bene creando nuove opportunità e nuove consapevolezze, è un patrimonio che spero non sarà disperso, non fosse altro per la riduzione del traffico e dei relativi risparmi di tempo. Saper gestire il lavoro a distanza è per ogni azienda una grande sfida, il lavoratore si ritrova in una nuova dimensione orientata verso l’autonomia personale, e siccome lavorare significa quasi sempre affrontare e risolvere problemi, una maggiore autonomia è sicuramente auspicabile.

Link Utili:

www.studioventurelli.it

www.kilowapp.it

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