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INNOVATORI VS COVID-19

Data Science : Intervista a Fabio Celli, Cofondatore di Profilio Company

“Al di là dell’innovazione di prodotto, che credo dia un vantaggio competitivo minimo, la vera innovazione che stiamo portando sul mercato è l’utilizzo estremamente flessibile di risorse umane altamente qualificate, che sono in grado di sviluppare algoritmi per svolgere i propri task, rendendo poi velocemente ripetibile e integrabile tutto ciò che viene prodotto..”

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Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questo periodo di emergenza COVID-19?

“Tra i valori che la mia famiglia mi ha trasmesso e che ho intenzione di passare ai miei figli ci sono lo spirito di sacrificio e la capacità di adattamento alle situazioni.

Durante l’emergenza ci siamo adattati e abbiamo fatto dei sacrifici, come quasi tutte le famiglie e le aziende.

Per fortuna è andato tutto bene, lutti in famiglia non ci sono stati e abbiamo comunque potuto proseguire l’attività in modalità smart working.

Il lato positivo è stato un notevole risparmio di tempo, che prima dedicavo soprattutto agli spostamenti in auto, e che ho invece potuto dedicare alla famiglia e alla mia formazione”.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale ?

“Nel 2012 ho conseguito un PhD in Computational Linguistics all’università di Trento, sviluppando un algoritmo per la previsione della personalità e dei valori degli utenti dal testo postato nei social media quali Facebook, Twitter e Linkedin. Quando aziende e startup hanno cominciato a contattarmi per fare profilazione dei propri clienti o utenti, ho capito che il mio algoritmo poteva diventare un asset centrale in un percorso imprenditoriale. I miei soci hanno portato il know how e le finanze necessarie a partire e muoversi nel complesso mondo delle startup, così, con l’incubazione della Fondazione Bruno Kessler, abbiamo fondato Profilio Company nel 2017 e siamo ancora in piedi”.

Come innova la vostra azienda?

“Abbiamo fortissimi legami con il mondo della ricerca, dal quale attingiamo sia risorse umane che tecnologie.

Al di là dell’innovazione di prodotto, che credo dia un vantaggio competitivo minimo, la vera innovazione che stiamo portando sul mercato è l’utilizzo estremamente flessibile di risorse umane altamente qualificate, che sono in grado di sviluppare algoritmi per svolgere i propri task, rendendo poi velocemente ripetibile e integrabile tutto ciò che viene prodotto. Grazie a questo modus operandi abbiamo potuto fare profilazioni e analisi di data science velocemente, da molte sorgenti dati, come le foto e i dati demografici, e in industries differenti”.

In che modo la pandemia da COVID-19 colpisce la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

“Diversi dei prospects con cui stavamo negoziando dei progetti a tra Febbraio e Marzo hanno bloccato tutto, vanificando mesi di lavoro. Eppure, grazie alla nostra flessibilità e capacità di muoverci tra diverse industries, abbiamo retto abbastanza bene il colpo.

Innanzitutto abbiamo subito capito che le cose si stavano mettendo male per settori come il fashion mentre altri, come le utilities, stavano andando a gonfie vele. Quello che colpisce duramente tutte le attività, ancora prima della mancanza di liquidità, è l’incertezza del futuro. Nessuno fa affari quando non si sente sicuro di ciò che verrà”.

Avete dovuto fare delle scelte difficili in questa situazione di emergenza ? E quali sono le lezioni apprese?

“Ci siamo sospesi gli stipendi per fronteggiare la crisi di liquidità. Non è la prima volta che ci succede, quando è entrato in vigore il GDPR ci sono stati alcuni mesi in cui le aziende non volevano sentir parlare di profilazione e analisi dati, procrastinavano per vedere come sarebbero andate le cose, e ci siamo trovati in una situazione molto simile a questa.

Anche allora ci siamo sospesi gli stipendi per qualche mese, finché il business non ha ripreso a girare. Per quanto mi riguarda la lezione appresa è quella di essere flessibili e diversificare l’offerta per ripartire velocemente con chi resta in piedi”.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

“L’unico modo efficace di gestire lo stress è di proiettarsi nel futuro, avendo un piano A, un piano B e magari anche un piano C e uno D. Quando cerchi di pianificare il futuro l’ansia che le cose non si concretizzino è inevitabile, ma avere sempre un piano di riserva aiuta molto. Personalmente mi viene naturale fare quella che i latini chiamavano ‘cogitatio malorum‘: penso sempre al peggio che possa accadere, per poi rendermi conto che invece le cose non vanno poi così male.

Ad esempio nessuno di noi soci fondatori, o dei nostri collaboratori, è morto di COVID-19 o è stato anche solo ricoverato in rianimazione. Nessuno di noi ha dovuto ipotecare la casa o la macchina, quindi le cose non stanno veramente andando male.
Se penso al futuro vedo un mondo dove moltissime piccole realtà spariranno mentre quelle grandi cercheranno di consolidarsi ulteriormente, per questo vale la pena resistere: è probabile che ci sarà meno concorrenza dalle aziende piccole e
più possibilità di essere acquisiti da aziende grandi in cerca di innovazione”.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

“Nel nostro mercato – quello della data science, e della profilazione in particolare – navigano soprattutto le grandi aziende di consulenza o i grandi player tecnologici, che hanno prezzi molto alti e che noi non possiamo considerare competitors in alcun modo.

Questo perché c’è molta domanda che non può permettersi quel prezzo e cerca cose molto più flessibili e a basso costo, come noi. Negli ultimi anni ne sono venute fuori molte di startup tecnologiche orientate alla profilazione, ma quasi tutte verticali su un settore specifico, o solo da una specifica sorgente di dati. Già ne abbiamo viste sparire parecchie nei nostri soli tre anni di vita, perché tutto è veramente fluido e le cose cambiano ad una velocità incredibile. La formula per superare i competitors è sempre la stessa però: massima flessibilità e massima diversificazione, unita ad una continua applicazione tecnologica del prodotto. Il resto sta tutto nel trovare le sinergie giuste con i partner e cercare di resistere con l’obiettivo di trovare l’azienda giusta che voglia acquisire la nostra soluzione”.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

“Di solito noi italiani siamo soliti lamentarci per come vanno le cose nel nostro paese, invece questa volta abbiamo dimostrato grande responsabilità e voglia di reagire. Si sa che dopo la tempesta è tempo di contare i danni, ma anche di rimboccarsi le maniche e ricostruire.

Periodi come questo sono ricchi di opportunità, che renderanno più ricchi quelli che sapranno coglierle, e più poveri gli altri. Per questo è importante oggi più che mai alzare bene le antenne mettercela tutta”.

Il vostro sito Web ?

http://profilio.co/ e se avete domande contattateci a info@profilio.co 

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