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Divertimento

Manta Bay allarga la zona di comfort nel settore delle piscine

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Abbiamo intervistato la coppia Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso, cofondatori di  Botany Bay : una azienda che propone soluzioni per il benessere semplici e di basso impatto.

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: Siamo una Startup dalla struttura flessibile, con sede a casa nostra e produzione esternalizzata e molto orientata alla promozione. Nel quotidiano per noi non è cambiato molto. Abbiamo subito l’emergenza del Covid-19 di riflesso, per come l’hanno subita i nostri interlocutori: produzione ferma e, lavorando nel settore turistico, prospettive incerte.

Ci parlate di voi e di come nasce Botany Bay ?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: Botany Bay è un’azienda familiare, condivisa da Elisabetta Artuso e Francesco Benzi, coniugi ed entrambi architetti. L’attività nasce per la crisi del settore immobiliare e dal conseguente ripensamento delle proprie funzioni. Abbiamo seguito percorsi condivisi, legati a progetti architettonici a volte di grande impatto emozionale. Tre anni di esperienza nel settore del benessere ci ha avvicinati al mondo delle piscine. Unendo queste esperienze è nata l’idea di un nuovo prodotto, Manta Bay, che poi si è concretizzato in un brevetto e in seguito nella startup Botany Bay.

Come innova Botany Bay ?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: Botany Bay propone soluzioni per il benessere semplici e di basso impatto. Manta Bay è la prima piscina in tensostruttura, perciò ad impronta zero, perchè facilmente amovibile. Prima di Manta Bay la piscina di benessere rimaneva un oggetto molto impegnativo oppure esteticamente poco qualificato. Al di là dell’aspetto formale, la vera innovazione consiste nella compatibilità con il fattore ambientale.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Botany Bay  e come state affrontando questa crisi?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: La pandemia e i vincoli che comporta per il settore del turismo, a cui prima di tutto ci rivolgiamo, devono da noi essere interpretati come opportunità. Gli operatori dell’industria ricettiva si sono visti costretti a uscire dalla loro zona di comfort, fatta di soluzioni tradizionalmente molto strutturate, e hanno dovuto cercare proposte più adatte.

Questo significa: flessibili, rispettose del distanziamento sociale e possibilmente in spazi aperti e di elevato valore naturalistico. Noi proponiamo piccole vasche disperse nel paesaggio ad uso esclusivo delle singole suites. Il che poi corrisponde al modello del glamping, che infatti sta ricevendo ora grande attenzione.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: La decisione più difficile per una startup si presenta quando il mercato rende evidenti i limiti del proprio prodotto. Noi eravamo partiti con lo sviluppo del nostro brevetto in direzione di un mercato di fascia alta. Questa scelta sembrava necessaria per evitare la competizione con altre produzioni di prezzo molto basso, al contempo occupando una nicchia di mercato poco presidiata dalla concorrenza. Ma questa soluzione ha dato riscontri modesti, perché il prodotto piscina accede al lusso attraverso canali commerciali particolari, per i quali una startup di solito non è accreditata.

Abbiamo dovuto quindi ripensare al nostro prodotto e renderlo più “snello”, senza perderne le caratteristiche originali, per le quali registravamo riscontri positivi.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e Botany Bay  nel futuro?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: Stiamo cercando partner industriali. Per il prossimo anno puntiamo al mercato estero.

Sono obiettivi che si affrontano meglio in un clima di certezze. Questa emergenza tende a sospendere le decisioni dei nostri interlocutori e questo crea certamente ansia per noi. In questa situazione servono pazienza ed empatia.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: I nostri competitor sono i grandi produttori di piscine fuori terra, tra cui uno, italiano, che propone una ampia gamma di soluzioni. Ma sono pur sempre soluzioni che tentano di riportare alla forma della piscina tradizionale. Manta Bay fugge da questa forma: il suo modello è piuttosto la chaise longue, da cui trae il giusto comfort per il maggior relax.

Il vostro sito Web ?

www.botanybaypools.com, ma alla fine il profilo Instagram “mantabaypools” risulta più aggiornato.

Le vostre considerazioni finali su questa emergenza?

Arch. Francesco Benzi e Arch. Elisabetta Artuso: E’ ormai certo che le conseguenze della pandemia avranno effetti duraturi in particolare nel settore turistico.

Agli operatori devono essere proposte soluzioni in linea con i requisiti del mercato in ordine di sicurezza. Il contatto con la natura, la bassa densità, l’uso esclusivo, la condivisione sui social network sono gli elementi che prevalgono su soluzioni di solito maggiormente strutturate ma pertanto meno versatili e comunque di maggiore impatto ambientale.

Questa può essere un’opportunità per ampliare il punto di vista dell’offerta turistica e del loisir.

 

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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