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INNOVATORI VS COVID-19

Francesco De Paolo ci parla di Unyli: La digital trasformation che rivoluziona il mondo dell’intimo

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Come state, lei e la sua famiglia?

Francesco De Paolo: Tutti bene, fortunatamente.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Francesco De Paolo: Ho 37 anni e da circa 18 anni opero nel settore dell’intimo prima come agente di vendita e, poi, come imprenditore. Ho avuto la fortuna di avviare la mia carriera da venditore con la multinazionale più importante del settore intimo: Sara Lee Branded Apparel che distribuiva, in Italia, i marchi Lovable, Fila underwear, Playtex, Wonderbra, Unno e Dim. Poi passai a Ragno sempre come venditore dove gestivo anche la Polonia ed è li che entrai in contatto con Ferax sp. Zoo, Multinazionale polacca che produce calze e collant sia in private label che con dei propri marchi. Con Ferax dal 2012 ho ricoperto il ruolo di General Manager Italia gestendo una società ad hoc per lo sviluppo del mercato italiano. Da quella esperienza ho imparato moltissimo, ho esteso la mia formazione da semplice venditore a manager e imprenditore. Dall’esperienza con Ferax, durata circa 7 anni, ho compreso le criticità del settore, la necessità e gli immensi spazi per l’innovazione che, allo stato attuale delle cose, è praticamente un atto dovuto sia per i negozianti sia per le industrie. Unyli è la risposta a tutti i problemi degli operatori del settore underwear, ed è nata dal mio know-how in questo segmento di mercato.

Come innova Unyli?

Francesco De Paolo: Unyli è un marketplace e modello di digital trasformation multicanale – B2B e B2C – per il settore dell’intimo, nato dalla mia esperienza in questo segmento di mercato, e sviluppato da Retail Capital, startup innovativa e primo marketplace europeo nel settore dell’intimo e della lingerie. Unyli guida i retailer dell’intimo in un processo di digital trasformation a 360°, attraverso un ecosistema che si fonda su tre punti cardine: digitalizzazione dei punti vendita fisici, riconversione degli store in veri e propri hub, accesso al marketplace online e delivery dedicata.

Abbiamo lanciato il modello sul mercato dopo un lungo e accurato periodo di studi e di ricerche: da dicembre 2018 a marzo 2020 abbiamo intrapreso la fase di product market fit con i produttori, da marzo 2020 abbiamo presentato la versione beta del modello sino ad arrivare a novembre 2020 con il lancio ufficiale del sito di Unyli. La digitalizzazione parte dal negozio fisico, attraverso un layout innovativo e digitale, una gestione informatizzata del magazzino e della logistica e una piattaforma che, attraverso algoritmi e machine learning, permette di offrire un servizio studiato sulle singole esigenze del cliente. Unyli consente, quindi, ai retailer di avere accesso a un sistema di riconversione digitale dei punti vendita già attivi, a un modello di ottimizzazione delle vendite e delle scorte di magazzino con l’utilizzo di moderne tecnologie gestionali e, infine, di aver accesso al canale di vendita online, attraverso il marketplace proprietario.

Stiamo predisponendo nelle città anche la presenza di veri e propri proximity hub digitalizzati sia per le personal shopper, sia per i clienti, in cui si potrà accedere con un qr code e ritirare i propri acquisti; stiamo, inoltre, lavorando per trasformare i negozi in veri e propri store 5.0, con una tecnologia di misurazione delle forme che permetterà agli utenti di provare “virtualmente” tutti i capi presenti nei punti vendita per poter acquistare la taglia perfetta anche da casa.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Unyli e come state affrontando questa crisi?

Francesco De Paolo: Possiamo dire che il modello Unyli è stato ideato proprio per superare le difficoltà strutturali del settore, soprattutto in situazioni come quelle di pandemia dove l’e-commerce e la digitalizzazione risultano fondamentali per la sopravvivenza dei singoli punti vendita: i dati di mercato ci dicono che da ormai 15 anni l’e-commerce registra importanti percentuali di crescita, con una curva tutta in salita, con una inevitabile ripercussione sugli acquisti offline. Secondo i dati diffusi da ConfCommercio, dal 2008 al 2018 hanno abbassato la saracinesca 63mila attività nel nostro Paese, con un calo accusato soprattutto dai negozi di vendita al dettaglio come librerie, negozi di giocattoli e di abbigliamento (-11,1%).

Il mercato italiano dell’intimo ha, inoltre, un giro d’affari di 4,5 miliardi di euro, oltre 16 milioni di clienti fidelizzati e un potenziale di crescita di 10 milioni di utenti, margine che però rischia di non riuscire a raggiungere a causa di modelli strutturali e di approccio al mercato, ormai, obsoleti. Uno sviluppo rallentato ulteriormente dall’attuale situazione di emergenza globale che vede tra le principali categorie colpite i settori di intimo, accessori, calzature, abbigliamento e tessile per la casa, come recentemente confermato da Confcommercio e Federmoda.

Numeri che parlano chiaro se si considera che su oltre 8.000 punti vendita attivi nel segmento dell’intimo, il 90% non risulta informatizzato, con conseguenze importanti per tutto il settore. Ne sono un esempio la gestione analogica delle migliaia di referenze in magazzino e dei flussi di vendita che generano rimanenze che mediamente, pesano in valore 1,6 volte i ricavi lordi annui. Situazione sui cui gravano, inoltre, la mancanza di una formazione adeguata del personale, la presenza di layout “superati” nei punti vendita e i tempi medio-lunghi di approvvigionamento stagionale da parte delle case produttrici.

Con l’avvento della pandemia si è registrato, infine, un ulteriore aumento degli acquisti online (secondo un sondaggio europeo condotto da Ipsos e PayPal il 60% degli italiani ha effettuato uno o più acquisti sul web), ma anche un’inversione di tendenza con una riscoperta dei negozi di quartiere. Il 43% dei consumatori italiani ha acquistato, infatti, più frequentemente nei punti vendita della propria zona, con un aumento delle vendite al dettaglio dell’8,2% da luglio 2020 ad agosto 2020 (dati Istat). E Unyli nasce proprio dalla riscoperta e dalla valorizzazione della dimensione locale, per questo a dicembre abbiamo lanciato la Campagna #SosteniamoINegoziantiItaliani; l’obiettivo è supportare il più possibile i negozianti del territorio, spronando le persone a riscoprire i punti vendita locali e a un consumo critico e consapevole: acquistare in un negozio di quartiere significa, infatti, riconoscerne il valore economico e sociale e sostenere le famiglie del personale che ci lavora.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Francesco De Paolo: Da marzo 2020 lo scenario cambia ogni giorno, è molto difficile programmare a medio lungo termine, per questo il nostro team è molto flessibile e sempre pronto a intervenire rapidamente apportando le correzioni necessarie dettate dalla strategia. Utilizzare le metodologie da startup pura (Growth Hacking) è vitale per un progetto come il nostro. Quello che abbiamo imparato è che, per inserirsi in un settore fermo agli anni 90 come quello dell’intimo, è necessario rispettare le sottili dinamiche tipiche del settore stesso, non vogliamo essere disruptor perché non funzionerebbe, vogliamo diventare un riferimento del settore rispettando le dinamiche che lo contraddistinguono.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Unyli nel futuro?

Francesco De Paolo: Il rapporto tra i membri del team deve essere sano, siamo molto attenti al rispetto delle persone, lavoriamo in un clima estremamente costruttivo dove il problema viene interpretato come stimolo, come indicazione concreta per individuare la strada giusta. Operiamo tutti in smart working, io sono quello che viaggia di più ed è molto complicato con l’emergenza sanitaria che stiamo affrontando. Lo smart working funziona molto bene, abbiamo capito che si può lavorare in team stando a centinaia di chilometri di distanza, i costi fissi si sono abbattuti in modo incredibile e sono certo che questa è la base per i nuovi modelli di lavoro del futuro.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Francesco De Paolo: Trovo difficoltà a indicare un unico competitor, ci sono delle aree di contatto con i generalisti online e con le catene con filosofia brick and mortar che si stanno organizzando per presidiare il canale online; non c’è una società che fa quello che facciamo noi operando solo nel settore dell’intimo. L’analisi della concorrenza ci serve per misurare il mercato, siamo molto concentrati sullo sviluppo della nostra strategia; posso affermare che quando sarà completato non ci sarà nulla di simile.

Link utili:

Sito Unyli: https://www.unyli.com

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Francesco De Paolo: Le emergenze sono due: quella sanitaria e quella economica. L’emergenza sanitaria è stata gestita, ci vorrà ancora del tempo, ipotizzo almeno un anno ma la situazione tornerà ad essere sotto controllo, ciò che è davvero preoccupante riguarda l’emergenza economica che si somma alla crisi politica. Così il sistema economico non può reggere, molte attività in tutti i settori hanno chiuso e tante altre chiuderanno; è urgente attivare dei piani concreti di sostegno per incentivare e accompagnare le attività nel più grande processo di transizione digitale della storia che è quello che stiamo vivendo.

 

Co-Founder & COO at Startup.info. Passionate about the startup world and the role of entrepreneurship in our society.

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