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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Giacomo Bellani, co-Founder di ReviewerCredits, la piattaforma per la valutazione del Peer-Reviewing

Giacomo Bellani reviewerscredits

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Giacomo Bellani : Stiamo (e siamo stati sempre) tutti bene grazie. In qualità di medico e intensivista, sono stato coinvolto in modo diretto nell’emergenza COVID-19. Nei primissimi giorni dell’emergenza sono stato in quarantena (i primi 4 giorni letteralmente “vivendo” in ospedale) e successivamente ho lavorato come medico di terapia intensiva. Per intenderci, tra coloro che lavoravano in ospedale con la tuta e i dispositivi di sicurezza che avete imparato purtroppo a conoscere in questi mesi. Non mi sento un eroe, ma solo una persona che ha fatto il proprio lavoro, esattamente come tutti coloro che sono rimasti a casa in smartworking. Né più, né meno. Sono stati mesi di forte impegno e stress, sia emotivo sia organizzativo, periodo che però ora sembra un lontano (ma indelebile!) ricordo insieme ai giorni di vera emergenza in ospedale.

giacomo bellani reviewers credits

Prof. Giacomo Bellani, medico di terapia intensiva, Founder di ReviewerCredits

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce ReviewerCredits?

Giacomo Bellani : Sono un medico, un ricercatore e un docente universitario e la mia carriera professionale e accademica si svolge principalmente nell’ambito della Terapia Intensiva in Italia, ma con numerose collaborazioni all’estero.

Come la maggior parte di medici, ricercatori, docenti universitari sono un autore e un revisore di articoli scientifici e parte del mio lavoro è contribuire alla ricerca scientifica partecipando a una parte fondamentale del processo di pubblicazione: la peer-review, ovvero la validazione degli articoli prima della loro pubblicazione da parte degli Editori Scientifici.

La peer-review assicura l’autenticità, la rilevanza e il rigore dei risultati pubblicati a livello locale e internazionale evitando il proliferare di fake news anche in ambito scientifico. Un lavoro quindi indispensabile, come emerso drammaticamente in epoca di COVID-19: riviste prestigiose sono state costrette a retrarre articoli pubblicati, poiché non adeguatamente valutati prima della pubblicazione (un esempio tra tutti: https://www.theguardian.com/covid-19-lancet-retracts-paper-that-halted-hydroxychloroquine-trials).

Per quanto indispensabile e alla base di tutto il processo di ricerca e di pubblicazione degli articoli scientifici, la peer-review è quasi sconosciuta ai “non adetti ai lavori” e, fatto ancora più importante, gli scienziati e ricercatori nel mondo, che dedicano il loro tempo al processo di revisione, non sono pagati né ottengono riconoscimenti per il loro contributo alla peer-review.

Il loro impegno nel rivedere, approfondire e verificare gli articoli scientifici prima che vengano pubblicati e che quindi diventino parte del sapere universale è semplicemente “donato” alla scienza per il bene dell’umanità e il progresso. Allo stesso tempo gli scienziati sono misurati per i propri avanzamenti di carriera e per l’ottenimento di fondi in base alla propria produttività scientifica, in cui l’attività di peer-review non rientra.

In questo contesto, insieme al mio amico e collega Robert Fruscio, diamo forma all’idea di creare un modello di certificazione e riconoscimento della peer-review attraverso la piattaforma revewercredits.com

Nasce quindi nel 2017 ReviewerCredits, start up innovativa e spin-off dell’Università Milano-Bicocca, dove siamo entrambi Professori Associati, con l’obiettivo di creare un servizio dedicato a revisori ed editori.

Come innova ReviewerCredits?

Giacomo Bellani : Partendo dalla richiesta di certificazione e valorizzazione della peer-review da parte degli scienziati a livello internazionale e dall’aumento delle ricerche scientifiche (+6,1% YoY), la nostra idea innovativa è stata introdurre sul mercato una solida certificazione dell’attività di peer-review – finoggi assente e totalmente priva di standard condivisi – e soprattutto associare a ogni peer-review certificata l’erogazione di crediti virtuali spendibili sulla piattaforma.

Parallelamente, agevoliamo gli Editori nella loro ricerca di revisori a cui affidare il processo di revisione degli articoli, in considerazione della crescente difficoltà di trovare scienziati disponibili ad accollarsi il compito di peer-reviewer (14 milioni di articoli sottomessi all’anno, che richiedono revisione), contribuendo a costruire standard di qualità che mai come ora, con gli effetti devastanti della pandemia, sono indispensabili per garantire il corretto processo di revisione degli articoli prima della loro pubblicazione a livello mondiale.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

Giacomo Bellani : Sicuramente sono stati mesi in cui Robert e io siamo stati travolti dalla emergenza COVID-19 presso i nostri reparti in ospedale e la possibilità di dedicare tempo e attenzione alla nostra start-up è stato limitato dalla necessaria esigenza di recuperare le forze e dedicarsi alle nostre famiglie.

Tuttavia, a noi founder, di chiara estrazione medico-scientifica, si sono negli anni affiancati professionisti senior nel campo del publishing scientifico, del digital e della gestione di impresa, che hanno portato avanti l’attività di ReviewerCredits con un dialogo continuo con revisori ed editori internazionali, la cui attività è stata solo parzialmente rallentata dalla emergenza COVID-19, più per nuove modalità lavorative (come lo smart-working) che per una crisi, anzi! Senza dubbio, l’interesse per la ricerca e la peer-review non è stato mai così vivo come ora. Personalmente sono stato davvero colpito (e fiero!) da come, dopo un naturale momento di sconcerto, il team di ReviewerCredits si sia rimesso all’opera con energie ed entusiasmo immediati. Posso solo immaginare le difficoltà di Elena D’Alessandro, assunta dieci giorni prima del lock down: ma grazie alla rapida riorganizzazione orchestrata dal nostro AD Valeria Mazzon, è entrata subito a pieno regime!

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Giacomo Bellani : Direi che non ci sono state decisioni difficili, proprio per la natura della nostra attività strettamente legata all’ambito scientifico e di ricerca, che non ha subito blocchi produttivi o distributivi.

Abbiamo avuto invece un crescendo lavorativo, basato però su nuovi ed inaspettati modelli comunicativi. Pensate per esempio a tutto l’ambito medico-congressuale, che ha dovuto necessariamente adattarsi al nuovo scenario creando eventi in teleconferenza e un proliferare di webinar in ogni ambito, passando poi alla modalità smart-working, che ha evidenziato la necessità di utilizzare servizi innovativi di produzione e gestione in ambito peer-review. Velocità di adattamento e flessibilità sono state sicuramente le chiavi di lettura vincenti della nostra azienda per far fronte al nuovo scenario.

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

Giacomo Bellani : Il team di ReviewerCredits sta lavorando in remoto da fine febbraio e ammetto che lo smart-working in una start-up non è semplice. Non ci sono infatti autostrade tracciate e procedure consolidate da anni che devono essere riadattate alla nuova modalità operativa.

Ogni giorno ci sono idee, proposte innovative, successi e fallimenti: si cresce imparando dai propri errori e correggendo le proprie strategie con flessibilità e velocità.

Le persone che lavorano in ReviewerCredits sono dotate di grande capacità di auto-motivazione e godono della nostra totale fiducia per gestire in autonomia le singole iniziative.

Solo allentando la classica matrice del controllo delle performance verso rigidi KPI, si potranno raggiungere risultati soddisfacenti riducendo lo stress in un periodo emotivamente complesso per tutti.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Giacomo Bellani : Nel mondo scientifico sono numerose le piattaforme ed i siti verticali che si occupano della condivisione di contenuti e della promozione degli articoli in rete con meccanismi “social”: Researchgate, Academia, Researcherapp, GrowthKudos, Loops, per citare alcuni esempi.

Sono piattaforme con milioni di utenti, spesso alimentate da search a pagamento, che tengono esclusivamente in conto il ruolo di “autori” degli scienziati e non quello di revisori.

L’unico sito dedicato alla peer-review – e nostro benchmark – è Publons.com

Il successo di Publons conferma l’interesse che la peer-review ha sul mercato: fondato 2012 in Nuova Zelanda e acquisito da Clarivate Analytics nel 2017 (colosso del mondo scientifico quotato al NYSE, gestisce servizi basati sull’analisi dei dati e proprietario ad esempio di Web of Science e Scholarone), è passato da 500.000 ricercatori del 2018 agli attuali 2 milioni.

Publons fornisce strumenti di misurazione della peer-review a editori e scienziati, utilizzando aziende del gruppo.

La mancanza di indipendenza ed il marginale interesse al riconoscimento sociale della attività di peer-review, rende Publons poco amato dai revisori.

A questo va aggiunto la limitazione di un sistema di certificazione poco robusto. Tuttavia, la forza del suo ampio database e dei servizi offerti dal sito, rende Publons l’unico attuale interlocutore per gli Editori nel processo di peer-review… ma ora ci siamo anche noi e stiamo crescendo molto velocemente anche per la maggiore attenzione che il COVID-19 ha portato sul nostro comparto di business!

Abbiamo un obiettivo diverso da Publons, ovvero migliorare il processo di peer-review creando standard di mercanto, mettendo al centro del nostro progetto gli scienziati e il riconoscimento del loro prezioso lavoro.

Il nostro sito web 

Giacomo Bellani : www.reviewercredits.com

Le sue considerazioni finali su questa emergenza? 

Giacomo Bellani : Ho sentito molte persone chiedersi meravigliate come mai non si sia ancora trovato un vaccino, una cura, una soluzione per l’emergenza da CoronaVirus.

In un mondo in cui tutto è connesso, immediato e accessibile, diventa quasi impossibile accettare che i progressi della scienza siano doverosamente lenti e misurati.

Questa emergenza ci ha ricordato che le nostre certezze possono vacillare e che non tutto è prevedibile, ma ha anche dimostrato che la cooperazione e la solidarietà porta a risultati inaspettati. E ha, ancora una volta, ribadito quanto il rigore nella ricerca scientifica abbia un impatto cruciale sulla quotidianità di ciascuno di noi.

Come ReviewerCredits, mi piace pensare che siamo dalla parte di chi oggi, come ieri, lavora per un obiettivo globale: il progresso dell’uomo.

 

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