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Intervista a Giuliano Frulio di Savigel: L’innovazione degli articoli promozionali

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Come state, lei e la sua famiglia?

Giuliano Frulio: Stiamo tutti bene, anche se ci accorgiamo che questa volta il virus ha colpito più persone che conosciamo rispetto alla prima ondata di marzo/aprile.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Giuliano Frulio: Premetto che ho 56 anni. Dopo il diploma di Tecnico Commerciale ho lavorato presso una tipografia in provincia di Cuneo dove sono nato. Curavo i rapporti con i clienti, e quindi ho conosciuto molte aziende e molte persone. Nel 1987 a 24 anni insieme ad un socio abbiamo creato la “Savigel”, che allora si occupava di articoli per imballaggio e confezionamento di alimentari e surgelati. Per noi era un secondo lavoro, l’investimento è stato minimo e compravamo la merce solo se avevamo già gli ordini di acquisto.

Con il passare del tempo sono rimasto solo ed ho cambiato il tipo di attività, dedicandomi prevalentemente alla fornitura di oggetti personalizzati, che potevano essere richiesti dai clienti che già seguivo per la tipografia. Ho quindi lasciato la stampa su carta, per passare alla commercializzazione di oggetti stampati in altri modi: serigrafia, tampografia, laser, stampa diretta e digitale. Un mondo vastissimo, dove basta avere un po’ di fantasia per far circolare messaggi pubblicitari a basso costo su oggetti di uso comune: shopper, t-shirt, penne, chiavette USB, braccialetti, borracce, ecc.

Come innova Savigel?

Giuliano Frulio: La più grande innovazione è stato l’avvento di Internet. Un sito vetrina per farci conoscere anche oltre la nostra zona ed acquisire clienti in tutta Italia e anche all’estero ci ha permesso di acquisire nuovi clienti; l’ e-mail ha sostituito le visite ai clienti per mostrare le bozze ed inviare gli esecutivi per la preparazione degli impianti stampa. Ma soprattutto sono nati nuovi sistemi di personalizzazione: carte da transfer sempre più evolute, possibilità di stampare direttamente sui tessuti con altissima qualità, nuovi mezzi per la serigrafia, che ci aiutano a fornire prodotti sempre migliori.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

Giuliano Frulio: Chi tratta articoli promozionali fornisce persone che si incontrano: materiali per fiere, per eventi, gadget che i rappresentanti distribuiscono ai clienti. Il nostro settore, anche se non se ne parla, è penalizzato quanto le agenzie di viaggio e gli organizzatori di eventi. Abbiamo dei codici Ateco non previsti per le chiusure (normalmente sono quelli per il commercio all’ingrosso di articoli vari) e quindi siamo aperti pur con attività ridotta. Per fare un esempio ogni anno forniamo migliaia di T-shirt a tante parrocchie per i centri estivi, ma quest’anno gli oratori sono rimasti chiusi. Per affrontare la crisi abbiamo provato due strade: la prima è stata quella di fare un lavoro che non è proprio il nostro: commercializzare articoli anti-Covid19: mascherine, pannelli in plexiglas, gel igienizzanti. Abbiamo fatto qualcosa, ma non essendo il nostro lavoro principale e con la confusione che c’era tra marzo e maggio, non possiamo essere soddisfatti. Ora i nostri fornitori si sono approvvigionati di mascherine certificate, e possiamo fornirle ai nostri clienti in tutta sicurezza.

Una bella idea invece di cui devo dare il merito a mio figlio Simone, 23 anni, è nata proprio durante il lockdown di marzo. Non avevamo uno shop online, essendo la nostra attività rivolta soltanto alle aziende, e l’idea è stata di aprire un negozio sul web per i privati, perché gli acquisti in quel settore erano in decisivo aumento. Simone ha voluto creare un brand con un progetto nato e cresciuto in smartworking, senza incontri fisici. Ha contattato e selezionato sette stilisti emergenti ed ha affidato loro la creazione di grafiche da stampare su t-shirt, felpe, cappellini e altri accessori. Un’occasione per gli artisti di fare esperienza e “curriculum” in un mondo dove – per trovare lavoro – ti chiedono esperienza. Ma anche un’occasione per Simone di portare avanti un progetto in tutte le sue sfaccettature, dopo gli studi al master “FareTV”. Ha contattato alcuni amici per il servizio fotografico ed i videoclip, abbiamo realizzato una quantità di pezzi in varie taglie ed è così nato il brand “MoMo” by Savigel ed il negozio on line si può visitare su www.momobysavigel.savigel.it . Dall’apertura del 25 settembre ad oggi contiamo oltre 10000 visite al sito.

Simone ha pensato che un nuovo brand deve farsi conoscere, per cui ha inviato gratuitamente dei capi a personaggi mediamente noti sui Social ed ha avuto questo risultato di traffico sul sito. In alcuni programmi televisivi delle principali emittenti nazionali sono indossati alcuni nostri capi.

Cosa pensate degli aiuti dello Stato?

Giuliano Frulio: Io ho una mia teoria sul fare impresa: chi si mette in proprio sa che rischia tutto quello che ha, e che in qualsiasi momento può perdere tutto. Se per qualsiasi motivo non arrivano ordini e il fatturato scende, è un rischio dell’imprenditore, che deve calcolarlo e fare in modo di poter resistere a periodi come questo. Il nostro fatturato rispetto al 2019 è sceso di oltre il 60%, con punte del 90% in marzo ed aprile.

Gennaio e febbraio sembravano promettere bene, c’è stato un lieve recupero tra settembre e ottobre, ma dopo le prime restrizioni di metà ottobre il calo si è nuovamente fatto sentire. Io personalmente sono grato per l’aiuto statale ricevuto nel mese di maggio. In pratica la Savigel ha ricevuto il 15% della differenza tra il fatturato di aprile 2019 e quello di aprile 2020. Non ci era dovuto per forza e non lo avrei mai chiesto, ma è stato molto utile e non possiamo che ringraziare. Sicuramente le aziende più strutturate della nostra e con maggiori costi faranno più fatica in questo momento, ed avranno bisogno di maggiori risorse. Uno Stato che aiuta le imprese che portano avanti l’Economia del Paese, fatta di migliaia di piccole aziende, fa un buon investimento per il futuro evitandone la chiusura.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Giuliano Frulio: La decisione più difficile è stata quella di ricorrere alla Cassa Integrazione per il dipendente che abbiamo, in quanto nel periodo dal 9 marzo al 4 maggio la nostra attività è rimasta chiusa. E un’altra decisione sofferta ma indovinata è stata quella di rinunciare all’importazione di mascherine dalla Cina, anche se sarebbero state già tutte vendute: avevamo scoperto che i certificati presentatici non erano validi in Italia. Non tutti hanno fatto come noi, come si è visto su giornali e notiziari.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Savigel nel futuro?

Giuliano Frulio: L’ansia si sente perché il telefono non suona, non arrivano ordini, pochi preventivi, e c’è la consapevolezza che non possiamo fare nulla per migliorare le cose per quanto riguarda le nostre vendite tradizionali: se l’oratorio è chiuso è impossibile fornire le magliette. Ma abbiamo avuto un buon 2019 e riusciamo a vivere un po’ di rendita. Puntiamo su “MoMo”, sulla vendita on line, che potremo implementare con alcuni articoli dei nostri, oltre all’abbigliamento. Siamo fiduciosi nel futuro, ed essendo in questo mondo da 33 anni sappiamo che dopo un anno di crisi, piano piano ci si riprende e gli ordini ritornano. Siamo organizzati per resistere, abbiamo pochi costi fissi e siamo propensi al sacrificio per mantenere l’azienda salda.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Giuliano Frulio: I nostri competitor tradizionali sono le altre agenzie che trattano articoli promozionali, soprattutto quelle che si sono organizzate con la stampa interna. E’ una bella competizione, perché loro hanno il vantaggio di gestire all’interno le personalizzazioni, ma hanno costi di personale, locali, sicurezza, ecc; noi siamo più snelli, pochi costi fissi e ci serviamo di terzisti per personalizzare, riuscendo a proporre ottimi prezzi.

Link utili:

www.savigel.it

https://www.momobysavigel.savigel.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Giuliano Frulio: Si tratta di un periodo difficile, in cui le persone più deboli sono state colpite e in cui tutti siamo stati toccati dalle conseguenze del virus. Dalla salute all’economia, dai rapporti sociali agli affetti, dalla politica ai programmi TV, ormai il virus è al centro dell’attenzione di tutti. Finirà, come sono finite tutte le pandemie, ma rimarrà nella storia e saremo i testimoni di un evento che ha cambiato il modo di vivere, e anche di lavorare.

 

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