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Agricoltura

Humus: La start-up innovativa a vocazione sociale

claudio naviglia humus

Parla a startup.info Claudio Naviglia, CEO di Humus: La start-up innovativa a vocazione sociale.

Prima di tutto, come state, voi e la vostra famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Claudio Naviglia: In generale direi che stiamo bene e che in questa fase si sta tornando sempre più alla normalità.

Parlateci di voi, della vostra carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Claudio Naviglia: Il nostro Team è composto da tre persone, Claudio Naviglia(CEO) , Elena Elia (Marketing e Comunicazione) e Luca Barraco (Assistenza clienti e piattaforma), abbiamo alle spalle tutti e tre una formazione nell’ambito sociale e anni di lavoro con l’immigrazione e l’integrazione. Il primo embrione di quello che poi sarebbe diventato la nostra impresa risale già a due anni fa, quando ci siamo trovati ad essere contattati dal comune di Monterosso Grana, situato in una valle alpina del cuneese, per intervenire dopo che lì è stato aperto un centro di accoglienza per richiedenti asilo. In quell’occasione ci siamo confrontati con i diversi attori che compongono il tessuto sociale del territorio e il primo passo è stato quello di attivare uno sportello lavoro di valle. Anche perché come spesso accade l’integrazione passa attraverso il lavoro.

L’apertura di questo sportello ci ha permesso di incontrare un gruppo di aziende agricole che stava già lavorando per creare una rete di produttori di valle, attraverso lo strumento innovativo del Contratto di Rete, e che cercavano anche loro di capire come poter offrire ai ragazzi rifugiati arrivati lì del lavoro nelle loro aziende. Da questo incontro è nato il primo corso di formazione in agricoltura per i ragazzi richiedenti asilo e residenti di valle che si è chiamato Humus. La particolarità del corso è stata che è stato organizzato a partire dalle esigenze delle aziende agricole e loro stessi sono stati i formatori del corso. Da qui derivano quindi i tre assi della nostra impresa, l’incontro della domanda e offerta attraverso una piattaforma digitale , lavorare sulla facilitazione della creazione di Contratti di Rete tra aziende agricole e il Job Sharing e l’organizzazione di corsi di formazione ad hoc per formare le persone che vogliono lavorare in agricoltura.

Come innova Humus?

Claudio Naviglia: Come si può immaginare il settore dell’agricoltura non è così permeabile all’innovazione, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto etico e sociale. Il nostro modo di portare innovazione in questo settore è quello di per prima cosa farci promotori della forma di associazione tra aziende, con lo strumento del Contratto di Rete che permette la condivisione di mezzi e attrezzature e soprattutto della manodopera che attraverso il contratto di rete da la possibilità di distaccare un lavoratore da una azienda ad un’altra del contratto stesso. Questo permette alle aziende di abbassare i costi del lavoro di una risorsa e da la possibilità al lavoratore di poter avere un contratto regolare e continuativo all’interno delle aziende della rete. Soprattutto permette alle aziende della rete una crescita comune attraverso lo strumento della condivisione.

Ovviamente quello che forniamo alle aziende non è un semplice servizio, ma è più una sorta di facilitazione e inserimento in un discorso più complesso che è quello culturale delle reti di impresa e di progettualità comuni per una crescita condivisa. Ovviamente anche il passaggio al digital per la ricerca di manodopera è stato un passaggio innovativo per il settore.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Humus e come state affrontando questa crisi?

Claudio Naviglia: Diciamo che il settore agricolo non si è realmente mai fermato durante il lockdown, ovviamente la maggiore difficoltà è stata quella dei lavoratori che erano impossibilitati a muoversi sul territorio soprattutto in previsione della stagione estiva.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Claudio Naviglia: Per la nostra realtà, il lockdown, ha significato accelerare notevolmente lo studio e la creazione della piattaforma digitale Humusjob. Ci siamo sentiti spinti a far uscire la piattaforma in una fase ancora di beta testing. Quindi ovviamente per noi non è stato semplice, le funzionalità non erano complete e anche con i lavoratori che si sono iscritti si è dovuto fare un lavoro di backoffice notevole. Ma quello che abbiamo capito in questi mesi è che un tipo di piattaforma di questo genere è in continuo sviluppo e crescita, perché alla fine solo facendola utilizzare potevamo capire quali fossero le modifiche e lo sviluppo migliore. Ovviamente rilasciarla in fretta, come detto prima, ha messo noi e i nostri sviluppatori in un continuo beta testing che si è prolungato più di quello che avremmo voluto.

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come  proiettate, voi stessi e Humus nel futuro?

Claudio Naviglia: Direi che al momento stiamo gestendo bene la fase 3 dell’emergenza, anzi per certi versi questo periodo di lockdown ci ha permesso di scoprire e utilizzare lo strumento delle chat virtuali e dei web in air che avevamo sempre sottovalutato. questo ovviamente ci sta permettendo di creare e tessere reti e relazioni aldilà della distanza geografica e territoriale senza bisogno di spostarsi.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Claudio Naviglia: I nostri competitor sono le associazioni di categoria o realtà che erogano i nostri stessi servizi, ma a mio avviso Humus sebbene simile per certi a queste realtà, si discosta enormemente, il nostro modello di business ci porta ad essere una realtà ibrida tra un modello sociale e uno economico, ed è proprio questo che ci differenzia da gli altri. Chi si affida a noi per i nostri servizi , non lo fa solo per un ritorno economico, ma lo fa scegliendo di far parte di un percorso e di una tipologia di aziende che adottano una visione più organica e sistemica di quello che vuol dire essere imprenditori e attori economici.

Le vostre considerazioni finali su questa emergenza?

Claudio Naviglia: Rispetto all’emergenza, non essendo una persona esperta dell’ambito sanitario non mi sento di sbilanciarmi in giudizi rispetto alla gestione fino a questo momento. Sicuramente è una situazione complessa , che mette insieme ambito sanitario, economico e personale, e che come tutte le situazioni complesse non ha soluzioni o risposte univoche.

Link Utili:

www.humusjob.it

 

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