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E-commerce

Avviare l’impresa durante una pandemia

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Igor Grudni Italeen

Intervista a Igor Grudni, CEO di Italeen.

Come state, lei e la sua famiglia ?

Igor Grudni : Abitiamo a Bergamo e non posso negare che abbiamo passato tutti un periodo molto difficile, sia personale che professionale. Tutta la comunità sta facendo il meglio per lasciarsi alle spalle uno dei periodi più bui degli ultimi anni e io mi sento protagonista di questo sforzo umano.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Italeen? 

Igor Grudni : Italeen nasce da un percorso di autoimprenditorialità svolto presso la CCIAA di Bergamo. Avevo concluso da poco il liceo e volevo fare un anno di lavoro-studio in Australia prima dell’università. Purtroppo ho avuto problemi con l’apertura del visto e a quel punto ero fuori dai tempi anche per iscrivermi a un corso universitario. Quindi è iniziato tutto per puro caso. Successivamente sono entrato dentro lo spazio di co-working presso il Parco Scientifico Tecnologico “Kilometro Rosso” dove ho potuto perfezionare il Business Plan, il quale mi ha poi permesso di ottenere un finanziamento da Invitalia per avviare l’attività d’impresa. Poi è arrivata la pandemia.

Come innova Italeen?

Igor Grudni : Italeen è un negozio online che desidera offrire alle persone prodotti naturali e biologici di nicchia, prediligendo e valorizzando il Made in Italy. Oria ci siamo focalizzati molto sul settore della cura della persona, anche perché era quello più proficuo durante il lockdown.

Ci piace molto collaborare con persone fuori dai confini italiani e utilizziamo molto tecnologie prese dall’estero. Mi piace pensare che facciamo la nostra parte per portare l’innovazione in Italia.

Gli acquisti online in Italia stanno crescendo a un ritmo molto sostenuto, considerando anche che si sono resi obbligatori durante la pandemia, a causa delle restrizioni.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Italeen e come state affrontando questa crisi?

Igor Grudni : Italeen.com è stato di fatto aperto nel bel mezzo della prima ondata COVID-19, nel mese di marzo. Non eravamo pronti all’apertura, c’erano ancora molte cose in sospeso, ma volevamo dare il nostro contributo all’anima produttiva di Bergamo e aiutare i produttori italiani, visto che tutti i loro rivenditori fisici erano stati chiusi.

E’ stato molto difficile: il sistema corrieristico italiano non era assolutamente pronto e ci sono stati dei disservizi gravi, ma per fortuna abbiamo trovato clienti che erano estremamente comprensivi, anche quelli dall’estero.

Inoltre, non sono stati d’aiuto i dovuti controlli della Polizia e dell’Esercito: quando si usciva per andare al lavoro, molto spesso si veniva fermati e si perdeva almeno mezz’ora.

D’estate la situazione era molto migliorata e abbiamo cominciato a intravedere la luce in fondo al tunnel, ma con la seconda ondata siamo caduti di nuovo nello sconforto.

Dicembre è stato il mese peggiore: durante il periodo di Natale c’è stato un boom di ordini online in tutta Italia e tutti i corrieri sono andati in tilt. Abbiamo avuto spedizioni arrivate al destinatario dopo un mese.

Anche il mese di gennaio dell’anno nuovo non è roseo in quanto i corrieri hanno ancora ordini di dicembre da smaltire.

Ripeto, il sistema corrieristico italiano non era assolutamente pronto e l’inefficienza è venuta tutta a galla.

Giusto per farvi un esempio attuale e concreto: abbiamo spedito un pacco in Oregon (USA) ed è arrivato al destinatario oggi, dopo 30 ore, passando per Parigi e la dogana.

Un’altro pacco invece è stato spedito in Val Brembilla, a circa 30 minuti di strada da Bergamo, ed è in viaggio da 6 giorni.

Stesso corriere, ma sistemi diversi.

Puoi digitalizzare quanto vuoi il Paese, ma se il settore dei trasporti è inefficiente, non vai lontano. Metaforicamente e letteralmente.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Igor Grudni : Considerando tutto, era inevitabile prendere decisioni difficili.

Abbiamo interrotto collaborazioni, cambiato fornitori, rinunciato alla nostra libertà e socialità. Tutti, professionisti e privati cittadini, hanno affrontato una situazione imprevedibile e complessa. Sono sicuro che dopo la pandemia tutti noi valorizzeremo di più aspetti della nostra quotidianità e socialità che prima ci sembravano scontati e di poco conto.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e Italeen nel futuro?

Igor Grudni : Diciamo che questa è una bella domanda. Io credo che se non riesci a gestire lo stress e l’ansia, forse fare impresa non fa al caso tuo.

Sicuramente quando stendevo il Business Plan non pensavo a una imminente pandemia. D’altro canto: quando mai un Business Plan si è rivelato completamente implementabile? Quello che davvero serve a un imprenditore è la consapevolezza della situazione che sta attraversando e la forza di agire in modo resiliente. Le incognite sono ancora tante e la situazione muta di settimana in settimana, con decreti che cambiano di continuo. Difficile fare previsioni. Sicuramente le vendite online sono aumentate, ma d’altra il portafogli dei cittadini è diventato più leggero.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Igor Grudni : Lavorando online abbiamo un buon numero di competitor, anche esteri con presenza in Italia. La nostra formula è ovviamente quella di differenziarsi, concentrandoci su target specifici. Il settore digitale è molto complesso, se non hai competenze e conoscenze di base non duri molto. E’ importante anche instaurare collaborazioni con persone che hanno un buon know-how. Siamo un’azienda molto giovane e dobbiamo ancora strutturarci e consolidare il modello di business, ma i numeri per ora sono molto buoni e gli investimenti strategici stanno dando i loro frutti, a breve e medio termine.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza? 

Igor Grudni : Ritengo che le persone non si siano ancora rese conto di quanto le misure restrittive varate abbiano danneggiato il mondo delle imprese. Credo che i veri problemi economici non si siano ancora mostrati e le vere difficoltà debbano ancora arrivare.

Spero che i fondi della BCE vengano usati dal Governo con intelligenza, parsimonia e prospettiva futura, facendo investimenti strategici che abbiano un ROI e che guardino ai giovani, forse la categoria il cui futuro è il più colpito.

Link utili :

https://italeen.com/

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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