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Leo Pillon spiega cos’è Radicalbit: Ripartire dalle idee con la Continous intelligence

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Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Leo Pillon: Per nostra fortuna stiamo tutti bene. Mia moglie ed io rispettiamo al massimo le regole. Ovviamente anche i miei figli, ma sicuramente soffrono di più questa situazione… D’altronde, a 12 e quasi 16 anni, la socialità è un aspetto fondamentale della loro vita. Ma come sempre c’è un lato positivo: questa pandemia mi ha costretto a limitare e per un periodo bloccare i miei viaggi di lavoro. E quindi a passare molto più tempo con la mia famiglia: un regalo inaspettato!

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Leo Pillon: Lavoro nel settore IT da più di 20 anni. Anche se sono laureato in economia, ho sempre avuto una grande passione per la tecnologia e, soprattutto, per l’innovazione. Ho sempre lavorato in aziende che hanno fatto dell’innovazione il loro marchio di fabbrica: prima Cirlab!, il primo incubatore di DotCom italiano, poi E-TREE, la prima vera e grande WebCompany italiana, ho proseguito in una start up che si occupava (nel 2006…) di comunicazione digitale interattiva nello spazio fisico (un es.? ad inizio del 2007, avevamo portato sul mercato un tavolo interattivo multitouch da 90 pollici, non banale in quegli anni oppure i primi store immersivi), insomma diciamo che mi piace raccontare cose nuove ai miei clienti e in Italia le idee e le iniziative non mancano di certo. Poi nel 2009 ho deciso di fare il salto da manager a imprenditore e ho fondato Databiz, la prima società del mio gruppo.

Non nascondo che all’inizio è stata decisamente dura, tante ore di lavoro, tanti chilometri e viaggi, il timore di non riuscire a rispettare gli impegni con i clienti e con i colleghi. Sicuramente non è stato facile. Ma un po’ alla volta siamo cresciuti e abbiamo avuto i primi fondi per investire in R&D e grazie a questo siamo riusciti a identificare e comprendere nuovi trend tecnologici. Nuovi trend che ci hanno permesso di accelerare nella crescita. Fra questi, senza dubbio quello del Data&Analytics legato ai dati in streaming. Conosco bene il mercato IT, il valore, le competenze e le capacità della tecnologia italiana e dei tecnici italiani, soprattutto quelle dei miei colleghi. Sicuro di questo, nel 2016, intuendo il trend sui dati in real-time, ho fondato Radicalbit, prima società al mondo a rilasciare una distribuzione Fast Data e poi una piattaforma self service per la DATA OPS e ML OPS. All’interno di Databiz Group, di cui appunto sono Founder&Ceo, Radicalbit è la product company, un’azienda altamente specializzata nello sviluppo di prodotti e piattaforme per l’analisi di dati in streaming elaborati in real time, riconosciuta oggi dai più importanti analisti internazionali come una realtà fortemente innovativa e un punto di riferimento per R&D nell’ambito delle tecnologie Event stream processing sia nel mondo accademico che in quello enterprise.

Come innova Radicalbit?

Leo Pillon: La vision di Radicalbit è chiara: rendere possibile e semplice la valorizzazione dei dati in streaming con testa e tecnologia italiana in un’azienda diffusa. Qualcuno potrebbe dire che non c’è molto di innovativo, ne sono consapevole, ma come sempre tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Stiamo parlando di tecnologie complesse, che richiedono competenze di altissimo livello e un contesto adatto per farle crescere. Soprattutto se sei in Italia. Per fare questo noi lavoriamo su vari fronti: cerchiamo tutti i giorni di creare un ambiente giusto dove lavorare e creare, facendo sistema con università e partner per unire le idee e la creatività, il talento e le competenze italiane alle migliori tecnologie nel mondo. Ancora, cerchiamo costantemente di pensare fuori dagli schemi, mantenendo i piedi ben piantati per terra ma con la consapevolezza del valore che abbiamo. Il tutto, tenendo fede alla nostra vision e ispirandoci ogni giorno ai nostri valori. E cioè, passione e curiosità, libertà di idee, concretezza (l’innovazione deve essere applicabile, non fine a se stessa), apertura al mondo, sia da un punto di vista operativo che commerciale e culturale e infine, il team, che è e resterà al centro del nostro progetto. La nostra innovazione sta nell’aver intuito con largo anticipo che i dati – soprattutto in streaming – sono certamente il più potente strumento di cambiamento. Ma, come dicevo poco fa, sono anche molto difficili da trattare, e in questo momento storico più che mai devono essere l’elemento centrale di una strategia aziendale poiché coinvolgono tutta la catena del valore e hanno impatti determinanti sul modello di business di un’organizzazione.

Con la consapevolezza che la capacità di reazione a eventi improvvisi è una dote preziosa ed è fondamentale nei servizi digitali, abbiamo creato e formato un team di talenti ed eccellenze per creare prodotti tecnologici performanti, in grado di estrarre informazioni cruciali e valore da dati grezzi, in tempo reale e senza soluzione di continuità. L’obiettivo è semplificare e democratizzare drasticamente l’adozione di queste tecnologie, rendendole una realtà concreta e un investimento profittevole in molti ambiti applicativi complessi.  Grazie alle piattaforme già presenti, a un team talentuoso e alle profonde competenze tecniche di Radicalbit, stiamo evolvendo l’attuale portfolio di offerta verso una Continuous Intelligence Platform: una soluzione basata sull’intelligenza artificiale che permetterà di analizzare e interpretare ininterrottamente i dati e i feedback dell’organizzazione aziendale tramite modelli di machine learning, per scoprire pattern nascosti e fornire supporto e indicazioni a chi deve trovare idee e prendere decisioni per il futuro.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Radicalbit e come state affrontando questa crisi?

Leo Pillon: Tutela del Team.

Nonostante lo smart e il remote working facessero già parte della nostra cultura aziendale prima che fossero un’imposizione nazionale, sono consapevole che le persone corrono il rischio di sentirsi isolate o alienate, e questo ne riduce il coinvolgimento e la produttività. Per gestire l’impatto al meglio e frenare tendenze insidiose, abbiamo ulteriormente rafforzato e umanizzato la comunicazione interna e abbiamo programmato con cadenza regolare meeting virtuali di confronto informale e svago. Questi piccoli accorgimenti sono riusciti a preservare un senso di cameratismo, ma anche a migliorare il processo decisionale portando più fruttuosamente voci alternative nel dibattito e dando modo alle persone di discutere le varie idee più efficacemente e liberamente.

Sviluppo di un nuovo prodotto durante la Pandemia: GoLive.

Durante la pandemia tutti abbiamo capito l’importanza dei servizi digitali e di come debbano essere pensati, progettati e realizzati come un elemento integrato dell’esperienza che il cliente vive quando viene a contatto con un’azienda. La tecnologia, l’e-commerce, i servizi digitali in genere non sono canali alternativi, fanno parte di un CONTINUUM che è la relazione con il cliente e la sua evoluzione e miglioramento. La pandemia ha senza dubbio fatto esplodere questa esigenza. E ha portato molte aziende mettere in pista nuove soluzioni, accelerando la loro digitalizzazione.

La nostra risposta a questa nuova sfida è stata la verticalizzazione delle nostre piattaforme, in un prodotto (GoLive) che vuole dare alle aziende sia l’opportunità di mantenere un contatto diretto e attivo con i propri clienti, sia di vendere i suoi prodotti in qualsiasi momento. GoLive è una piattaforma di Advanced Stream Commerce, sviluppata per rispondere ad un’esigenza concreta di un cliente (Motivi, del Gruppo Miroglio), con il quale abbiamo voluto far fronte alla quasi totale perdita di contatto umano tra le clienti e le addette alla vendita (asset fondamentale in quel processo), il tutto attraverso una tecnologia che consente di far vivere l’esperienza di acquisto a tutto tondo.

Per essere più preciso, GoLive è un’interfaccia in video streaming integrata con l’e-commerce del brand che permette al presentatore (streamer) di creare uno storytelling di prodotto con quel tocco umano che da una pagina di un sito non emergerà mai; consente agli utenti di interagire in tempo reale con il brand, e -grazie all’intelligenza artificiale integrata – GoLive permette all’azienda di comprendere sia in real-time sia nel post esibizione l’andamento della sessione di Live Shopping e i rapporti con il target.
E infine, ovviamente anche di vendere, attraverso un tradizionale catalogo e-commerce o, ancora meglio, in modo creativo, con pacchetti e soprattutto servizi pensati ad hoc.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Leo Pillon: Lesson Learned.

Sebbene lo scenario pandemico non fosse prevedibile, il nostro gruppo era ben equipaggiato e il nostro piano di business continuity ha consentito di gestire con grande agilità processi critici e decisionali. Sicuramente questa esperienza ha permesso di testare l’efficacia dei nostri piani, ma anche di raccogliere spunti per migliorarci, creando un modello operativo sempre più snello e resiliente orientato alle persone e ai clienti.

Una conferma.

ll lockdown e tutto il periodo che stiamo vivendo ci ha dato un’importante conferma, ossia che i dati sono il petrolio dell’economia. E’ un’espressione che sentiamo da tempo, ma oggi più che mai si avverte la consapevolezza del loro valore, soprattutto in chi questi dati li produce, azienda o singolo utente che sia. Qualche riga sopra descrivevo GoLive dal punto di visto dell’interfaccia del servizio e del front-end. Ma ovviamente c’è molto di più, non ci siamo fermati a questo.

GoLive non è semplicemente una soluzione di Live Shopping, ma rappresenta un canale di comunicazione e scambio di esperienze fra le aziende e il loro target. Come accennato, già durante il live, attraverso l’intelligenza artificiale -in particolare attraverso un algoritmo di sentiment & emotional analysis- l’azienda può comprendere il mood e il feeling dei suoi clienti durante il Live show. In sostanza, stiamo parlando di Customer Behavioral Analytics o meglio REAL-TIME Customer Behavioral Analytics, applicata ad un vero e proprio caso di dati in streaming. Ne abbiamo parlato anche con Gartner, che ha definito GoLive un caso unico… Ci tengo a sottolineare che questo canale deve essere pensato e attivato all’interno di una strategia di conoscenza continua del proprio target (quindi non solo clienti) e consente all’azienda di costruire un nuovo “sensore” di un immaginario “termometro” che misura la relazione con il suo target di riferimento. GoLive, inoltre, oltre all’e-commerce si integra con diversi applicativi, tra cui il CRM, abilitando così un nuovo modo di seguire, monitorare, adattare e migliorare il rapporto con i propri clienti e prospect.

Per realizzare tutto questo, in estrema sintesi, servono i dati e teniamo conto che durante il COVID il volume dei dati è, letteralmente, esploso. Guardando le cose da un altro punto di vista, questa situazione complessa può rappresentare un’occasione da non perdere.
A tendere, nel medio/lungo periodo, i dati prodotti diventeranno informazioni cruciali che consentiranno di pensare e realizzare servizi migliori, di fornire un’esperienza appagante ai propri clienti (e non solo), in qualsiasi momento e in qualsiasi modo questi vengano in contatto con il brand. Poi… pensate ai vantaggi per il cliente… la possibilità di chiedere informazioni in diretta, di interagire, di acquistare e magari di avere un’offerta su misura (perché l’addetta alla vendita sa che cosa preferisci), tutto da un’unica interfaccia.

Parlando di vantaggi per le aziende, vi propongo una riflessione: il COVID rappresenta uno spartiacque. Quello che valeva ieri, oggi è solo storia. Per il domani, praticamente non c’è letteratura. C’è da ripensare tutto. Avere strumenti come GoLive o piattaforme come quelle di Radicalbit, consente di intercettare, percepire e analizzare in real time TENDENZE E COMPORTAMENTI del target di riferimento, cosa che oggi e domani sarà fondamentale. E ancora, poter conservare tutti questi DATI – dettaglio distintivo di GoLive – è fondamentale! E tutto ciò è un elemento cruciale, un fattore distintivo e un vantaggio competitivo per il futuro. Sulla base di queste informazioni e di questi dati, si potranno prendere delle decisioni consapevoli, fuori dagli schemi, magari futuribili, ma aderenti ai trend che interessano clienti e prospect. Questo descritto non è altro che un tassello di un progetto ancora più ampio: la Continuous Intelligence Platform che stiamo sviluppando.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Radicalbit nel futuro?

Leo Pillon: In un momento come questo è necessario pensare al futuro. Dal mio personale punto di vista, focalizzarsi sul problema serve a poco, è necessario pensare a come uscirne, a come trasformare il problema in opportunità. E su questo, noi italiani non siamo secondi a nessuno. In tutto il mio gruppo, abbiamo lavorato per rilanciare la nostra offerta, in Radicalbit, durante il lockdown abbiamo addirittura lanciato un aumento di capitale, che ha visto come primo step l’avvio di una campagna di crowdfunding su Crowdfundme. Una sfida pazzesca, perchè noi siamo una Deep tech, spiegare la nostra vision e la nostra tecnologia è tutto tranne che semplice… E invece, la campagna è stata un incredibile successo, abbiamo raccolto quasi il doppio dell’obiettivo che ci eravamo posti. 213 investitori, tutti italiani, hanno creduto in noi. Un successo importante che ci ha permesso di avviare il nostro piano industriale che vuole portare Radicalbit sui mercati internazionali, che prevede importanti investimenti in R&D e sulla crescita della struttura operativa (vogliamo arrivare a più di 100 persone nel giro di un paio d’anni) il tutto, supportato da un importante piano di investimenti in marketing e comunicazione.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Leo Pillon: Radicalbit è una delle poche società al mondo specializzate in Continuous Intelligence. Ad oggi non è presente sul mercato una piattaforma di Continuous Intelligence end-to-end. Pochi competitor internazionali hanno immesso sul mercato piattaforme simili a quella attualmente offerta da Radicalbit, in grado di gestire l’intero ciclo di vita del dato, abbinando un trattamento real-time delle informazioni alle vaste possibilità offerte dall’intelligenza artificiale. I principali concorrenti di Radicalbit, tra i quali possiamo nominare StreamSets, Striim, Streamanalytix e Lenses, sono aziende collocate principalmente negli Stati Uniti o in Inghilterra, nazioni predominanti a livello mondiale per l’innovazione tecnologica. Il nostro brand, l’esperienza e il know-how accumulati in questi anni, i prodotti sviluppati e già sul mercato, rappresentano elementi decisivi nella competizione, sono il nostro capitale, un terreno solido sul quale costruire il successo. Sappiamo di avere un significativo vantaggio competitivo rispetto a chiunque affronti il tema della Continuous Intelligence oggi.

Link Utili:

golive

www.radicalbit.io

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