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Linkedin: Come dovrebbero usarlo le startup? I consigli

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Linkedin si sa, è il social network più utilizzato al momento dalle aziende e dalle startup oltre che dai professionisti. Ma come si può usare al meglio? Prima di rispondere a questa domanda, cerchiamo di capire cos’è Linkedin, come funziona e quali sono i benefici della creazione di un profilo aziendale.

Linkedin è il social network professionale più diffuso al mondo; sono infatti oltre 80 milioni le persone iscritte ed è l’alternativa digitale del biglietto da visita o del curriculum. Si tratta infatti, di uno spazio online dove poter pubblicare l’attuale posizione professionale, la propria formazione e le proprie esperienze.

Si possono creare gruppi, intrecciare relazioni, trovare nuovi contatti, scambiarsi idee e informazioni. Anche le aziende hanno un profilo su questa piattaforma, oltre che per farsi conoscere nel mondo professionale, anche per individuare nuovi collaboratori o nuovi investitori che possano aiutare la sua crescita e ovviamente non possono mancare le startup che sono aziende e come tali dovrebbero essere presenti su Linkedin per avere un contatto diretto con tutti gli attori del loro Business che utilizzano la piattaforma.

Analizziamo dei dati:

Nel B2B, 3 Buyers su 4 usano i Social Media, il 45% utilizza Linkedin, il 20% Twitter. Il 74% delle aziende che adottano il Social Selling ottiene un incremento delle vendite nei successivi 12 mesi. Quindi, le startup che non hanno una pagina aziendale si precludono importanti opportunità, soprattutto nel caso in cui il loro business sia B2B.

Le startup dovrebbero da subito creare una pagina Linkedin integrando questo social nella loro strategia digitale. Nel loro sito è importante inserire da subito il link che rimanda al loro profilo Linkedin ed è necessario che abbiano la possibilità di condividere su questo social gli articoli pubblicati nei loro siti.

Tutto ciò va a determinare un circolo virtuoso a livello digitale e a posizionare la pagina Linkedin come parte integrante di una strategia inbound. I contenuti pubblicati sulla pagina potranno essere condivisi dai follower che la seguono e dai profili delle persone che lavorano all’interno della startup. In questo modo, la startup aumenta la propria visibilità sulla piattaforma e ha maggior possibilità di entrare in contatto con possibili clienti e persone interessate al nuovo prodotto o servizio.

Quali sono gli errori da evitare per la creazione di profili Linkedin efficienti delle startup:

Uno degli errori più comuni è quello di creare account di profili individuali che vengono utilizzati al posto di pagine aziendali e questo non fa altro che far perdere la professionalità, sminuendo il valore come azienda. Quando si realizza di aver commesso questo errore è spesso tardi, occorre creare la pagina aziendale da zero e i profili dei collegamenti non possono essere migrati come followers della nuova pagina.

Alcune aziende scelgono di utilizzare la pagina Linkedin come semplice segnaposto affinché i dipendenti possano utilizzarne il logo nei loro profili e non pubblicano alcun contenuto. Anche questo è un errore: equivale a rinunciare a un’importante opportunità di comunicare con i propri clienti o prospect.

Altro errore diffuso è quello di scrivere nel “Chi Siamo” frasi troppo autoreferenziali e altisonanti, ecco che molte pagine si identificano come “Azienda leader nel settore” oppure “Realtà giovane e dinamica” dimenticando spesso di scrivere in termini chiari e inequivocabili la cosa più importante, ossia, cosa fanno.

In più, capita spesso che pagine aziendali che non hanno conto della Linkedin Seo, non sanno di poter utilizzare parole chiave in determinate sezioni della pagina per essere facilmente trovate all’interno del motore di ricerca di questo social.

Come si può utilizzare al meglio Linkedin per le startup:

Non sottovalutare il valore che può avere una pagina Linkedin costruita correttamente. Bisogna puntare ad una strategia di contenuti, creare un piano editoriale vario e non troppo autoreferenziale, diventare un punto di riferimento per il proprio settore, divulgando contenuti attraverso una costante attività di content curation, avendo sempre presente la direzione customer centric che il marketing ha assunto negli ultimi anni.

Ciò significa scrivere e condividere contenuti all’insegna del supporto che si può offrire ai clienti sulle tematiche del mercato di interesse, prima che puntare alla vendita, il tutto in perfetta condivisione della teoria di Jay Bear, secondo cui:

Smart Marketing is about Help not Hype”.

Le informazioni che non possono mancare in una pagina Linkedin aziendale di una startup:

Ogni informazione inserita nella pagina contribuisce ad accrescerne il valore e l’attrattività a partire dal nome della pagina, che non va ridotto alla sola ragione sociale ma è consigliabile che indichi quale attività la startup svolga, possibilmente utilizzando una keyword (SEO) di ricerca. La sezione “Chi siamo” può contenere 2.000 caratteri, e quindi, si possono utilizzarli tutti al meglio, descrivendo dettagliatamente cosa fa la startup, a chi si rivolge, quale beneficio può avere un cliente che ne acquista prodotti e servizi, senza tralasciare l’utilizzo di parole chiave che andranno ugualmente inserite nella sezione dei “Settori di Competenza”.

Tutto questo, permette di rimarcare al meglio l’obiettivo aziendale, non tralasciando nulla al caso. Soprattutto per startup innovative infatti, è fondamentale spiegare in modo dettagliato di cosa si occupano e in cosa si differenziano da attività similari. È inoltre importante, ricordarsi di inserire idonee “Call to Action” sia all’interno del “Chi siamo” sia nel nuovo pulsante sotto l’headline della pagina.

Quale figura professionale dovrebbe gestire la pagina di questo social network per una startup aziendale:

Sarebbe ottimale far creare la pagina su questa piattaforma, da un professionista specializzato nell’utilizzo di Linkedin per il Social Selling, che sa come impostare correttamente ogni sezione, che la ottimizza a livello di Linkedin Seo e imposta un piano editoriale vario nei contenuti sia in relazione agli argomenti sia con un’alternanza nella tipologia dei post. Successivamente la startup potrebbe valutare l’opportunità di formare delle persone all’interno del proprio staff affinché comprendano le strategie di Linkedin e solo successivamente si potrà pensare di gestire la pagina in autonomia.

Con quale frequenza si deve pubblicare su Linkedin? C’è una regola da seguire:

Normalmente si consiglia di pubblicare 2 / 3 volte a settimana, preferibilmente tra il martedì e il giovedì, in fasce orarie del primo mattino o tardo pomeriggio. Occorre però ricordare che Linkedin, a differenza di altri social, viene utilizzato e consultato da molte figure professionali anche in altre fasce orarie, trattandosi di una piattaforma professionale, per cui è probabile raggiungere un buon livello di engagement anche in altri momenti della giornata.

Indipendentemente da questo, bisogna sempre puntare sulla qualità dei contenuti e crearli in funzione del proprio lettore, tenendo sempre il focus sull’obiettivo che si vuole raggiungere e sulla persona che si vuole attrarre. Se il contenuto è interessante e utile, gli utenti lo consigliano e l’algoritmo lo premia, aumentandone la visibilità e mantenendolo vivo anche per diversi giorni.

Cosa dovrebbe postare una startup su Linkedin per creare più engagement:

L’ideale è pubblicare contenuti che illustrino e spieghino quali problematiche risolve il prodotto o servizio offerto. Prima di vendere occorre svolgere, anche attraverso la pagina di questa piattaforma, un’attività di educazione, informazione e consulenza attraverso i contenuti.

È importante alternare contenuti di tipo promozionale del proprio prodotto o quelli che illustrano i dipendenti ripresi in varie attività, con altri che attraggano e incuriosiscano il potenziale cliente. Soprattutto in una fase iniziale di avvio dell’attività della startup e quindi della pagina Linkedin, diventa necessario, inserire video, infografiche, post organizzati in rubriche del tipo “come fare a” che generano certamente un engagement maggiore rispetto a contenuti relativi ad un prodotto o servizio che probabilmente non si conosce.

Si consiglia di pubblicare post di prodotto o prettamente aziendali ogni 4 post di content curation che in modo più ampio parlino del settore di competenza. In questo modo si mantiene vivo l’interesse dei follower che interagiscono spontaneamente con i post della pagina dandone visibilità ai loro collegamenti.

Un piano editoriale troppo autoreferenziale annoia il pubblico e riduce la pagina a mero strumento di social media marketing mentre è consigliabile utilizzare il profilo Linkedin come punto di riferimento per attività di social selling dei profili connessi.

Le interazioni sui post ne agevolano la diffusione e sono quindi fondamentali per la divulgazione dei contenuti, portano nuovi visitatori alla pagina che, invogliati dalla presenza di altri contenuti interessanti, con maggior facilità cliccheranno il pulsante “SEGUI”/ “FOLLOW”.

Quando serve sponsorizzare un post:

La sponsorizzazione può avere senso anche in una fase iniziale di avvio pagina con l’inserimento del pulsante Segui nel post per aumentare il numero di follower e agevolare la conoscenza della pagina su Linkedin.

Diventa però più utile sponsorizzare i post successivamente, dopo aver avviato la pagina e inserito qualche contenuto interessante, aggiungendo il modulo lead che permette di raccogliere contatti e di poterli utilizzare per successive attività di marketing, come se si trattasse di una landing page interna a Linkedin con possibilità di allegare un modulo di privacy policy. In questo modo si registrano i lead interessati a scaricare il contenuto offerto dal post sponsorizzato, e seppur si tratti di campagne non troppo economiche, offrono però la possibilità di generare contatti qualificati e interessati alla startup.

Questa carrellata di consigli e spiegazione dettagliata dell’utilizzo di un social così importante e gettonato nel mondo del lavoro, non potrà far altro che agevolare la crescita delle startup e delle aziende innovative che si vogliono mettere in gioco nell’era del digitale.