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Consulenza

Intervista a Luca Realdon di Oriens: Società di consulenza aziendale

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luca realdon oriens

Lei è fondatore di Oriens, come nasce questa idea imprenditoriale?

Luca Realdon: Oriens è essenzialmente frutto di un incontro, tra la mia passione per il problem-solving e per il digitale, con la lunga esperienza nel mondo della Consulenza di Direzione del mio socio Giuseppe Piazza.

Per i nostri clienti puntiamo alla crescita: culturale, organizzativa e di business. Ma la crescita è un visto come un valore assoluto di Oriens. Anche per i nostri consulenti lavoriamo in quel senso, perché abbiamo deciso che è la persona a tutti i livelli sempre al centro della nostra attenzione. È questa la prospettiva che offriamo sempre all’imprenditore che incontriamo.

Mettere al centro l’innovazione, sembra una cosa scontata invece…

Sin dall’inizio della nostra avventura imprenditoriale abbiamo messo al centro del nostro modello i tre pilastri della Strategia, dell’Organizzazione e della Digitalizzazione.

In Oriens pensiamo che sia dall’integrazione e dalla contaminazione di questi tre elementi che prendono vita i processi di innovazione più importanti. Lo facciamo fino in fondo, abbiamo persino costituito in azienda un’area di competenze dedicata al “Design dell’Innovazione”, per aiutare le aziende a creare e strutturare i processi innovativi interni, attraverso l’utilizzo di strumenti e approcci che valorizzino il patrimonio di competenze e di persone che sono già presenti al loro interno. Perché è il valore che abbiamo già dentro il primo che deve esprimersi.

Periodo difficile, sembra brutto chiamarlo “opportunità” ed invece…

Trovo che questo periodo e tutte le difficoltà che ha generato, e che sta generando, abbiano insegnato a molte delle nostre organizzazioni a cambiare il modo in cui guardano al “tempo”, agli obiettivi di business e alle persone che le compongono.

Molte organizzazioni hanno completato alla velocità della luce una transizione al lavoro remoto che avrebbe richiesto probabilmente decenni, lanciando nuove sfide in termini di coordinamento delle risorse.
Ma attenzione perché il vero problema finalmente emerso è che questo cambiamento richiede alle aziende un’attività di allineamento delle persone rispetto agli obiettivi strategici, per la quale molte realtà sono ancora più indietro in termini di digitalizzazione.

Oriens come attraversa questo periodo COVID?

Luca Realdon: Superata la prima fase di lockdown rigido e il relativo blocco delle attività, abbiamo saputo rispondere bene alla fase di ripartenza e abbiamo chiuso il 2020 in linea con i budget stesi pre-covid. A permettercelo sono stati gli investimenti in tecnologia e cloud che già negli anni precedenti avevano reso il nostro modello di business molto “liquido” e delocalizzato.

Devo però anche dire che tutto il gruppo di consulenti di Oriens ha dimostrato molta flessibilità rendendo possibile un rapido adattamento al contesto mutato. Non tutti i clienti hanno risposto allo stesso modo, specchio della realtà del resto, ma alla fine siamo riusciti tutti a convergere verso l’obiettivo che ci eravamo posti.

Oriens è diversa dai suoi concorrenti? Perché e cosa c’è di suo in tutto questo?

Luca Realdon: Il mercato della consulenza è fondamentalmente caratterizzato da pochi grandi player (le big della consulenza) e da tanti singoli consulenti iper-specializzati (qualche volta raccolti in piccoli studi). In questo contesto Oriens si sta ritagliando un ruolo unico nell’affiancare le aziende nei loro percorsi di crescita, con una visione olistica, in termini di competenze ed approccio, e una capacità di execution molto impattante grazie alla flessibilità di gruppi di lavoro costruiti ad-hoc per ogni progetto con le migliori competenze presenti sul mercato.

A supporto di questo modello, la vocazione digital, mia in primis e della società oggi, continua a creare occasioni di confronto e contaminazione con consulenti esperti nelle diverse materie (Organizzazione, Finance, Operations, Internazionalizzazione, ecc.), che permettono di sfruttare le migliori tecnologie presenti sul mercato per ideare e realizzare soluzioni nuove ad altissimo valore aggiunto per il cliente.

Tecnologia e pensiero, non è usuale trovare queste due parole nella stessa frase…

Come introducevo poc’anzi, l’innovazione tecnologica è capace di creare valore per le organizzazioni se e solo se la sua adozione è frutto di una precisa visione strategica di evoluzione e non, come mi capita spesso di vedere, di un mero inseguimento all’ultima tecnologia disponibile. Disegnare un percorso di trasformazione digitale ha molto più a che fare con il chiedersi il “perché” delle cose che con lo scegliere “quale” tecnologia e “come” applicarla.

Negli ultimi 10 anni di consulenza in ambito Business Intelligence, CRM, Piattaforme Organizzative, ERP e Data Integration ho avuto la fortuna di venire in contatto con realtà molto diverse tra loro e portare a termine molti processi di transizione digitale.

Questo punto di vista privilegiato mi ha permesso di apprezzare come il successo di tali progetti non sia mai stato determinato dalla migliore tecnologia, ma piuttosto dalla definizione preliminare degli obiettivi strategici desiderati e dalla consecutiva individuazione della squadra e delle soluzioni più adatte a conseguirli nei tempi prefissati.

In sintesi, dalla capacità di prefigurare il miglior futuro per l’organizzazione e le persone che la compongono sfruttando tutte le soluzioni e le tecnologie disponibili, nel rispetto dell’unicità e dei valori fondanti dell’organizzazione stessa.

Link utili:

oriens.consulting

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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