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Finanza

CashInvoice : Il Fintech ai tempi del Covid

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Luca Scali Cash Invoice

Abbiamo intervistato Luca Scali di CashInvoice : Il Fintech ai tempi del Covid.

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Luca Scali : Certamente stiamo vivendo un periodo storico che non ha precedenti. Gli aspetti sanitari hanno sconvolto la quotidianità familiare, e lavorativa. Ho tre figli e gli impatti per loro, sono quelli che mi preoccupano di più. Ogni aspetto della loro quotidianità è cambiato: la scuola, lo sport, la socialità con i loro amici. Ne avranno un ricordo che li accompagnerà per sempre.

Per fortuna per ora siamo riusciti ad organizzarci, non senza molti sacrifici e molta molta pazienza.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce CashInvoice?

Luca Scali : Sono sempre stato un imprenditore digitale.

CashInvoice nasce da un modello di comparazione; inizialmente, nel 2017, ci siamo ispirati a player esteri come Market Invoice, a cui abbiamo voluto associare il concetto della comparazione. Analizziamo i debitori, le fatture e i cedenti, e in base alle caratteristiche e ai profili di rischio associati alla singola pratica, si “suggeriva” una o più soluzioni. Dopo i primi mesi di operatività, abbiamo subito avuto una forte crescita. Il modello quindi si è evoluto: abbiamo contrattualizzato una serie di player finanziari (banche, factor, investitori), che ci hanno consentito di completare la nostra filiera di valore, arrivando a dare soluzioni di smobilizzo dei crediti commerciali alle PMI in pochi giorni.

Come innova CashInvoice?

Luca Scali : La piattaforma è stata realizzata interamente dal nostro team, a cui capo c’è il mio socio e co-founder Daniele Fanì nel ruolo di CTO.

Abbiamo sviluppato molto gli aspetti tecnologici e di automazione (da riconoscimento del titolare effettivo, alle informazioni pregiudizievoli, analisi del rischio, ect).

Ogni processo è automatizzato e molto evoluto, ma questo non ferma la nostra spinta all’innovazione.

La piattaforma è infatti costantemente aggiornata in ogni suo aspetto, dall’usabilità all’accuratezza delle informazioni e dati per ogni azienda cliente.

Siamo anche molto attenti alle novità di mercato: abbiamo infatti predisposto il modulo per la tokenizzazione degli asset, la firma digitale dei documenti, il riconoscimento facciale, ect. Pensiamo infatti di innovare la piattaforma di invoice trading, sia rispetto le tendenze tecnologiche che vediamo all’orizzonte, sia rispetto alle opportunità di mercato, magari implementando servizi nuovi da mettere a disposizione per le banche e per i nostri clienti.

Non meno importante è l’innovazione tecnologica che segue alle innovazioni normative.

Siamo infatti mediatori abilitati, e sul tema degli aspetti normativi siamo molto attenti alle indicazioni nazionali e internazionali.
Da ultimo, ma non meno importante, presto ci saranno molte novità tecniche e tecnologica, con un forte orientamento al “green”.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito CashInvoice e come state affrontando questa crisi?

Luca Scali : Si, la pandemia ha certamente attraversato molti settori produttivi contraendo fortemente la liquidità e in genere il volume d’affari.

Noi come attività non ci siamo mai fermati, molti dei nostri clienti si.

Da settembre siamo tornati pienamente operativi, ma vediamo che molte aziende clienti, hanno contratto i loro fatturati.

Noi gestiamo la parte del sostegno al capitale circolante (CCN), con soluzioni per lo smobilizzo dei crediti commerciali, quindi vediamo come la PMI italiane hanno reagito alla crisi e come stanno cercando di resistere. Noi per fortuna avremo solo un lieve impatto nel 2020, rispetto al 2019, ma ripeto ci sentiamo fortunati.

Per affrontare la crisi, noi al nostro interno, ma in generale per supportare i nostri clienti, abbiamo deciso di dare consigli, proporre soluzioni diverse al mero sconto fatture, insomma, ci siamo rimboccati le mani per aiutare un sistema che mi sembra stia subendo un profondo cambiamento.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Luca Scali : Tra le decisioni difficili che ho dovuto fare nel corso del 2020, forse quella che mi è costata di più è rinviare delle assunzioni che avevo già programmato.

Spero di confermare il nostro piano di crescita a breve, e partire con il piano programmato già da gennaio. La pandemia ci ha fatto “congelare” una serie di sviluppi aziendali, rinviandoli di 6/8 mesi. Troppe incertezze di mercato. Non si riesce a programmare in modo chiaro lo sviluppo a tre anni. La lezione è quella quindi di concentrarci sul nostro core business, in modo dinamico: dobbiamo adattarci agli andamenti di mercato.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e CashInvoice nel futuro?

Luca Scali : In azienda abbiamo un buon rapporto e molta complicità, affiatamento. Si riesce a superare lo stress, con molta umiltà e spirito di sacrificio. Cerchiamo di crearci anche delle situazioni di svago (compatibili con il Covid), e tanto tanto ottimismo. Siamo un team forte e coeso.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Luca Scali : Nel nostro settore siamo in 4 i principali player, Credimi, WorkInvoice, CashMe e noi. Penso, dati alla mano che siamo i terzi player di mercato.
A differenza dei miei competitor, penso di poter dire che abbiamo adottato un business model che ci consente di avere un bassissimo tasso di abbandono da parte dei nostri clienti. Con loro dialoghiamo molto, e penso che elemento umano possa essere una chiave di successo del settore Fintech.

Il vostro sito Web ?

Luca Scali : www.cashinvoice.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Luca Scali : Penso che finchè il Covid non sarà sotto controllo, il tessuto delle piccole e piccolissime imprese soffriranno molto.
Spesso vedo proiezioni macroeconomiche che possono non essere ben percepite: vedere un -9/12% del PIL, a mio modesto parere significa mettere in ginocchio centinaia di migliaia di imprese che creano valore aggiunto e che occupano persone. Come vede non sono molto ottimista per la tenuta del tessuto imprenditoriale. Serve meno burocrazia e persone con contenuti, competenze e visione chiara ai posti di comando. Dalle banche ai nostri governanti.

Mario Draghi lo disse tempo fa: si deve spendere tutto il possibile per far reggere l’urto della crisi di liquidità alle imprese.
Bisogna concentrare gli sforzi su questo tema, magari rinviando ad un prossimo futuro scelte meno impattanti ed efficaci.

 

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