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Intervista a Massimiliano D’Urso: “Con SmartTouch Menu aiutiamo i ristoranti a sopravvivere alla pandemia”

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Come state, lei e la sua famiglia?

Massimiliano D’Urso: Per fortuna tutti bene, anche se in Lombardia siamo ancora in zona rossa e quindi la prudenza non è mai troppa.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Massimiliano D’Urso: Ho un background in ingegneria delle telecomunicazioni, ma sono lontano dallo stereotipo che vede (erroneamente) gli ingegneri come poco empatici e anche un po’ nerd. Ho lavorato per 15 anni come dipendente, ma a un certo punto i ritmi e le possibilità di questo tipo di attività hanno iniziato a starmi stretti. Ho sentito il bisogno di un progetto tutto mio. Nel 2012 ho iniziato ad interessarmi ai concetti di Internet of Things e al Mobile Proximity Marketing, e a pensare a strumenti come il QR Code, quando in Europa non erano assolutamente conosciuti e usati come oggi. La possibilità di applicare nuove tecnologie ai processi del settore della ristorazione, per semplificare e velocizzare il momento dell’ordine mi è sembrata un’idea vincente.

Durante le pause pranzo nei bar e ristoranti di Milano e durante le uscite nei weekend, mi ritrovavo ad aspettare molto prima di poter ordinare un pasto o riordinare un drink. E io non amo molto le attese. Da qui è partita l’idea di SmartTouch Menu®, ovvero un’applicazione che permettesse ad ognuno di noi di ordinare dal tavolo di un locale, ma anche dall’ombrellone in spiaggia o dalla camera di un hotel, semplicemente utilizzando il proprio smartphone e riducendo i tempi morti. Allora ho chiamato a rapporto un gruppo ristretto di amici fidati, ognuno con competenze specifiche. Chiacchierando davanti a una birra, ovviamente in un bar, si sono appassionati alla mia idea e così nel 2013 abbiamo fondato Smart Touch Srl.

Come innova Smart Touch srl?

Massimiliano D’Urso: Siamo partiti proprio proponendo un’innovazione importante per il settore ristorazione. Otto anni fa, l’idea di poter ordinare un pasto con smartphone era ancora guardata con una certa diffidenza. La nostra applicazione è stata la prima di questo tipo in Italia. Con gli anni abbiamo ascoltato e anticipato le richieste del mercato inserendo nuove funzioni. Siamo partiti dall’ordine al tavolo (poi declinato anche in ordine dall’ombrellone e dalla camera di albergo). Ma oggi con SmartTouch Menu® è possibile ordinare anche da casa, per asporto e delivery. La nostra App è anche uno strumento di marketing, che permette ai gestori di fidelizzare la propria clientela, e un prezioso supporto alle vendite, grazie al tool statistiche. E per i meno tecnologici può essere utilizzato anche solo come pratico menù digitale.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Smart Touch srl e come state affrontando questa crisi?

Massimiliano D’Urso: I nostri clienti sono principalmente bar, ristoranti e stabilimenti balneari. Il settore della ristorazione è stato uno tra i più pesantemente colpiti dalla pandemia. Abbiamo cercato di sostenere il comparto nelle attività di asporto e consegna a domicilio, che erano le loro uniche possibilità per sopravvivere. Sia a marzo che a novembre 2020 abbiamo offerto ai ristoratori la possibilità di utilizzare gratuitamente la nostra App SmartTouch Menu® per 3 mesi. Ci sembrava il modo migliore, per dare una mano ai ristoratori che si trovavano in difficoltà nella gestione di ordini take away e delivery. Cerchiamo di affrontare questo periodo molto particolare con positività e cercando di cogliere le opportunità che ogni crisi porta con sé. La crisi è sempre un momento di grandi cambiamenti.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Massimiliano D’Urso: Con l’inizio del lockdown, hanno iniziato ad apparire sul mercato moltissime App per ordinare cibo con il proprio smartphone. Abbiamo assistito ad una improvvisa ondata di nuovi competitors, spesso però improvvisati. Abbiamo fatto un profondo respiro, ci siamo affidati alla nostra esperienza consolidata dal 2013 e ci siamo rimboccati le maniche, potenziando la nostra presenza sui social, fornendo contenuti di qualità ai nostri follower e presentando a settembre un’App rinnovata dal punto di vista grafico e ancora più user-friendly. Abbiamo imparato a non abbatterci e a non fermarci mai.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Smart Touch srl nel futuro?

Massimiliano D’Urso: I primi periodi sono stati duri: da una parte c’erano preoccupazione e disorientamento per quello che stava succedendo a livello sanitario. Dall’altra c’erano i bambini che dovevano fare scuola, ma da casa. E in tutto questo un picco lavorativo, con richieste incessanti di informazioni e richieste di supporto. Ognuno di noi ha dovuto rivedere ritmi e schemi e accettare la nuova realtà, sia negli aspetti positivi, che in quelli meno piacevoli. La pandemia ha accelerato sicuramente la digitalizzazione e quindi anche l’utilizzo e la richiesta di strumenti come quello proposto da noi. Quindi vediamo la possibilità di far crescere la nostra società e il nostro team.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Massimiliano D’Urso: Come dicevo si tratta principalmente di nuove realtà, principalmente italiane, nate come conseguenza del Covid-19, per rispondere a un’improvvisa nuova esigenza del mercato. Sono nuove, quindi anche inesperte. Noi facciamo affidamento sui nostri ormai 8 anni di attività, quindi sulla nostra affidabilità e sull’originalità della nostra applicazione. Inoltre, mettiamo il cliente al centro e vogliamo supportarlo nella digitalizzazione di alcuni aspetti della propria attività, non solo con un prodotto, ma con un supporto più ampio. Spesso si forniscono degli strumenti nuovi, ma non viene spiegato come farli fruttare al meglio.

Link utili:

Il nostro sito è www.smarttouch.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Massimiliano D’Urso: Come tutti mi auguro che lo stato di emergenza e le restrizioni si concludano al più presto e che ognuno si possa riprendere i propri spazi, sia relazionali, che lavorativi. Ne usciremo sicuramente cambiati. Dal punto di vista dell’uso della tecnologia, la pandemia ci ha costretti ad una accelerata inaspettata. Dal punto di vista umano, ci ha obbligato ad ingegnarci a trovare il bello, o comunque qualche cosa da fare, anche chiusi in casa. Ci sarà molto da ricostruire, anche a livello psicologico. Ma siamo fortunati, ad essere ancora qui a parlarne. E questa è la cosa più importante.

 

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