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Divertimento

Intervista a Matteo Duci di UGO: La community di chi ama il mondo della notte

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Matteo Duci UGO

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Matteo Duci: Fortunatamente la mia famiglia possiamo considerarla privilegiata. Nessuno dei miei familiari ha contratto il Covid-19 e ritengo che nonostante tutto questa sia la cosa più importante. La salute viene al primo posto.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale?

Matteo Duci: Ho 33 anni, ho iniziato la mia avventura imprenditoriale quando ne avevo 26 lasciando un posto fisso per rincorrere un sogno che avrebbe preso il nome di UGO, un’applicazione che voleva cambiare il mondo della notte. Partendo da un semplice “partecipa e condividi l’evento su Facebook in cambio di un premio” nel 2016 è stata la prima applicazione nativa in Italia certificata siae a vendere biglietti alla propria community con un solo click senza dover aprire un browser esterno.

Come innova UGO?

Matteo Duci: Semplificando il processo di acquisto del biglietto per un evento e fornendo al promoter uno strumento “backstage by UGO” con cui poter conoscere il proprio audience e premiare il pubblico più fedele facendolo diventare primo ambassador dell’evento grazie ad un link referral personale dell’utente che permette di tracciare le azioni che compie in app come ad esempio inviare un biglietto ad un amico. Tutto ovviamente compliant con le normative europee sulla privacy (GDPR).

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito UGO e come state affrontando questa crisi?

Matteo Duci: Basti pensare che il mercato in cui opera UGO, quello degli eventi (discoteche e festival) è in lockdown dall’inizio della pandemia e tutt’ora è il capro espiatorio da dare in pasto all’opinione pubblica. Lascio a voi quindi immaginare quale sia stato l’impatto che la pandemia ha dato al nostro progetto di punta.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Matteo Duci: Molte decisioni difficili. A partire dal dover licenziare persone che avevano iniziato dal giorno uno quest’avventura con me, fino a dover completamente riconsiderare tutti quelli che erano fino a quel momento i capi saldi del prodotto. È stato come rivivere un anno zero ma senza la spensieratezza che contraddistingue l’inizio di un avventura che è libera da debiti con il passato. Che lezione ho appreso?! Che mai come nei momenti difficili si è soli. Soli con i propri pensieri. Ma allo stesso tempo la solitudine aiuta a razionalizzare il percorso svolto ed imparare ad analizzare pragmaticamente il passato. Così facendo ho scoperto che nel passato ci sono le risposte che ti servono per affrontare il futuro.

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come proiettate, voi stessi e UGO nel futuro?

Matteo Duci: Lo stress lo gestisco provando a fare tutto ciò che è possibile fare per superare un problema che mi si pone davanti. Se c’è un problema c’è una soluzione e se non c’è una soluzione è un dato di fatto e come tale deve essere accettato senza che questo vada a gravare sul proprio umore aumentando stress e ansia, appunto. In questa fase non mi proietto, vivo il presente perché mai come in questo momento è tutto ciò che conta. Ma di una cosa sono convinto: io del futuro lo vedo felice, perché nonostante questa pandemia ha colpito profondamente il mio sogno, ho sempre tenuto fede ai valori con cui ho iniziato la mia avventura ed ho scoperto che sono un ancora di salvezza nei momenti di smarrimento.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Matteo Duci: Ticketmaster , ticketone sono i nostri competitor diretti se guardiamo UGO dal lato ticketing. Non c’è modo di superarli poiché il sistema è incentrato su lobby e monopoli. Come detto prima in questi mesi ho rafforzato i miei valori scoprendo che ahimè non sono negoziabili con l’obbligo di far scalare un’idea in questo sistema capitalistico in cui il denaro è messo al primo posto a discapito del bene comune.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Matteo Duci: Ciclicamente il genere umano deve affrontare sfide che arrivano all’improvviso e che lo mettono alla prova per fargli decidere che parte vuole recitare nell’universo. Puntualmente il genere umano si dimostra una presenza infinitesimale non all’altezza di tenere quella parte continuando invece ad affogare nel proprio egocentrismo che lo mette erroneamente al centro dell’universo.

Link Utili:

siphlab.com
ugo.community

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