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Finanza

Non perdere il conto, conta su Fees, la startup che digitalizza ogni tipo di spesa: ce ne parla Matteo Mazzolari

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Matteo Mazzolari Fees

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Fees?

Matteo Mazzolari : Sono sempre stato affascinato dall’universo digitale, nel tempo libero assemblavo computer e mi cimentavo nella creazione di dispositivi con alcuni amici e… ho sempre avuto il desiderio di costruire prodotti innovativi. Ho iniziato a lavorare nel Software all’età di 22 anni per una ScaleUp a San Francisco, nel coworking dove è stato fondato Instagram, da subito immerso nel mondo delle startup, preparando la mia tesi di laurea sul modello di business del Software come Servizio (SaaS).

Per diversi anni ho lavorato tra l’Italia e gli Stati Uniti e quel passaggio coincide con svariate trasferte, periodi di soggiorno più e meno lunghi. Confidavo nel fatto di riuscire a ricordare con precisione ogni singolo acquisto effettuato, solitamente ho una buona memoria, ma a distanza di alcuni mesi mi sono reso conto che l’impresa era pressoché impossibile: scontrini e ricevute sbiadite, altre perse, altre ancora usurate. Ho iniziato quindi a riflettere su quello che avrei potuto fare: scrivere ogni spesa effettuata sul blocco note del mio smartphone, fotografare ogni scontrino e, addirittura, catalogarlo direttamente in loco.

Queste riflessioni sono state il punto di partenza per ideare Fees, un’app nata da un’esigenza reale riscontrata in prima persona e che ho pensato potesse riguardare anche altri individui.

Credo, infatti, che chiunque abbia episodi analoghi da raccontare: la garanzia di quel frigorifero acquistato tre anni prima finita nel dimenticatoio o addirittura gettata via erroneamente; i nota spese aziendali accumulati nel portafogli e spesso confusi con le spese personali; le spese detraibili da ripescare nel momento della dichiarazione dei redditi; mi sono messo addirittura nei panni di un genitore con più figli a carico e ho riscontrato che tenere traccia di tutte le spese sostenute per ciascuno è tutt’altro che semplice.

Ho iniziato immediatamente a documentarmi, a studiare il mercato delle app di contabilità e ho cercato di trasformare questa necessità di organizzazione in un’opportunità: da qui nasce Fees, un’app semplice e intuitiva che permette a privati ed aziende di registrare, tracciare, gestire le proprie spese – efficientandone l’archiviazione, rendicontazione, l’impiego di tempo e di risorse umane – tutto in cloud.

Come innova Fees?

Matteo Mazzolari : Se dovessi dare una definizione di “innovazione”, direi che “fare le cose vecchie in modo nuovo” calzerebbe a pennello. I nostri utenti sono stati educati alla digitalizzazione fin dall’inizio attraverso un’interfaccia che abbiamo realizzato nel modo più user friendly possibile, ad oggi sono infatti registrate migliaia di spese al giorno. Scattando una foto al documento di spesa, oppure caricandolo manualmente, il nostro software OCR cattura e digitalizza i dati, archiviandoli per categoria, data, importo totale ed esercente in pochi secondi. Il nostro algoritmo è sviluppato in machine learning e ciò permette all’applicazione di auto-apprendere nuovi dati sulla base di quelli raccolti, in modo da offrire un servizio altamente efficace, scalabile e innovativo. Un punto molto importante riguarda proprio i dati raccolti dagli utenti: queste informazioni sono protette e criptate, fattore fondamentale che ne garantisce la segretezza e l’integrità. Questi dati vengono utilizzati esclusivamente per migliorare l’esperienza nell’applicazione. I nostri utenti beneficiano dell’applicazione in modo totalmente gratuito, ma possono anche usufruire di servizi aggiuntivi tramite piani a pagamento che partono dai 49 euro all’anno.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Fees e come state affrontando questa crisi?

Matteo Mazzolari : Essendo già abituati a lavorare in smartworking, il Covid-19 non ha avuto un eccessivo impatto sulla nostra struttura ed erogazione del servizio. La pandemia ha sicuramente favorito ed agevolato la digitalizzazione e di conseguenza il nostro lavoro: alcuni esempi tangibili sono il cashback di stato e la lotteria degli scontrini, iniziative che hanno spinto molte persone a utilizzare la nostra soluzione.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Matteo Mazzolari : Fare startup significa prendere decisioni difficili ogni giorno ed essere coscienti che ogni problema è un’opportunità sotto mentite spoglie.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e Fees nel futuro?

Matteo Mazzolari : Fare sport mi aiuta molto a scaricare la tensione e lo stress – mens sana in corpore sano! Vivere un periodo come questo – senza precedenti per una startup – ed essere stati in grado di sopravvivere, lavorare bene e crescere, ci fa avere molta fiducia nell’aver preso la direzione giusta e nel poter fare grandi cose in futuro.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Matteo Mazzolari : Abbiamo una lista precisa dei nostri competitor e soprattutto del modo in cui stanno lavorando e innovando. Per lo più si parla di aziende e non startup, quindi con offerte poco flessibili. La dinamicità deriva dal nostro essere “lean” – snelli, e questo è un punto di forza che ci permette di servire gruppi eterogenei di mercato e scalare più velocemente.

Il vostro sito Web ?

Matteo Mazzolari : https://www.fees.world/

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Matteo Mazzolari : L’italia sta facendo dei grandi passi avanti verso la trasformazione digitale, promossa grazie all’impegno del Governo, in prima linea con Paola Pisano, che stimiamo molto per il lavoro che sta facendo. Sul panorama delle startup però siamo ancora troppo indietro rispetto al Mondo e all’Europa, in particolare sull’early stage, nel supporto allo scaleup e nell’incentivare le aziende a fare Open Innovation; credo che si stiano dedicando troppe poche risorse alla ricerca e allo sviluppo delle startup.

Queste realtà sono il vaccino dell’Italia e “la crema anti-age per le aziende” come dice Alberto Onetti di Mind the Bridg: prima viene recepito questo messaggio e più velocemente si potrà crescere, sia come Stato che come singole startup.

 

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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