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INNOVATORI VS COVID-19

Anche la farmacia vola a domicilio con Pharmercure

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Maurizio Campia Pharmercure

 Intervista a Maurizio Campia, Chief Executive Officer di Pharmercure.

Come state, lei e la sua famiglia ?

Maurizio Campia : Io molto bene, è un periodo molto incasinato ma pieno di sfide e prospettive. La mia famiglia purtroppo nel 2020 ha subito alcune importanti perdite quindi è un anno particolarmente triste ma la vita deve continuare!

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Pharmercure?

Maurizio Campia : Sono un classe 1995 e nel 2014, neodiplomato in ragioneria, ho iniziato a lavorare come controllore qualità in un’azienda cartotecnica, finendo a fare poi un po’ tutte le mansioni. Ho deciso dopo due anni di licenziarmi, lasciando il mio contratto a tempo indeterminato, per andare all’università di Torino a studiare Economia e Commercio. Lì, durante un laboratorio chiamato Startup Creation Lab, ho iniziato a lavorare al progetto Pharmercure insieme ad altri studenti conosciuti in quell’ambito. Il 2017 l’ho dedicato per metà allo studio e per metà allo sviluppo del progetto che a fine anno è diventato un’azienda effettiva e dal 2018 ho deciso di mettere in pausa gli studi e concentrarmi sulla carriera imprenditoriale.

Pharmercure nasce dall’idea di creare un collegamento tra utenti che hanno difficoltà ad andare in farmacia, per motivi di tempo, mobilità o situazioni di emegenza, e le farmacie stesse che hanno bisogno di innovarsi nell’era digitale e di stare al passo con le nuove richieste dei consumatori.

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Come innova Pharmercure?

Maurizio Campia : Creando tecnologie e servizi a favore di farmacie e clienti. Più precisamente, mettiamo a disposizione dell’utente la piattaforma pharmercure.com in cui ricercare e selezionare i farmaci di cui ha necessità, anche quelli con ricetta, e qualsiasi altro prodotto acquistabile in farmacia. Grazie al PharmaBackOffice la farmacia riceve l’ordine e può processarlo, accettandolo o rifiutandolo, e può caricare nuovi ordini per soddisfare le richieste dei clienti che contattano direttamente la farmacia e richiedono il servizio a domicilio.

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In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Pharmercure e come state affrontando questa crisi?

Maurizio Campia : Occuparsi di farmacie e consegne a domicilio nell’anno in cui queste erano due delle pochissime attività sempre consentite, ci ha fatto crescere tantissimo. Abbiamo piàù che quintuplicato i risultati sulle principali metriche del business durante il 2020 rispetto all’anno precedente ma soprattutto abbiamo imparato tantissime lezioni dai tanti errori che questo aumento esponenziale ha fatto emergenze sul modello operativo e di business. Siamo quindi un’azienda più matura, che durante il lockdown ha scalato prima con le persone e subito dopo con le tecnologie per evolversi e sopportare le richieste crescenti da parte sia dei clienti sia delle farmacie.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Maurizio Campia : Sì, abbiamo deciso di smettere di preoccuparci della forte domanda inerenti prodotti introvabili (gel e mascherine), che pure stavamo ricercando e trovando in poche quantità per soddisfare in maniera contingentata, quella domanda, per concentrarci sullo sviluppo del servizio di consegna di farmaci. É stata difficile perché a metà febbraio tutti chiedevano quei prodotti e pochi il servizio “core” di consegna farmaci. Entro due settimane abbiamo avuto ragione e con il lockdown, la richiesta per il servizio di consegna medicinali è esplosa.

Le lezioni imparate sono state tantissime, durante l’anno sono emersi tutti gli errori che avevamo commesso nei due anni precedenti ed anche quelli di cui non eravamo ancora a conoscenza e ci hanno costretto a risolvere i problemi e maturare per poter far scalare il business e dargli le giuste prospettive per il 2021.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e Pharmercure nel futuro?

Maurizio Campia : Non è stato facile gestire ansia e stress, molti di noi sono andati in sofferenza durante l’anno e la soluzione è sempre stata quella di staccare la spina per qualche giorno, per poi riprendere, facendo un “punto zero” e ripartendo. Nel futuro proiettiamo Pharmercure come il punto di riferimento per la farmacia digitale in Italia prima ed in Europa poi, magari in collaborazione con altre importanti aziende. Per quanto riguarda noi stessi, ci vediamo imprenditori per ancora diverso tempo.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Maurizio Campia : Abbiamo pochi competitors nel nostro mercato perchè le barriere all’ingresso non sono basse. Il principale è partito prima di noi e si è sviluppato con una strategia molto diversa dalla nostra ed ha ottenuto buoni risultati, ritengo che ci stiamo aiutando a vicenda, inconsapevolmente, a far conoscere al mercato il servizio di delivery del farmaco, poco conosciuto fino a poco fa. Ci sono poi i player che vendono online prodotti parafarmeceutici ma, per quanto possano sembrare simili, lavorano in un mercato profondamente diverso che soddisfa bisogni del cliente diversi dai nostri.

Ci sarà sempre più concorrenza dal 2021 in avanti, è un business interessante e la dimostrazione è stato l’annuncio di Amazon Pharmacy, dopo l’acquisizione di Pill Pack nel 2018 quando noi siamo nati, che in US sta lavorando sul nostro stesso mercato. L’interesse, in generale, è sempre maggiore e dopo questo 2020 molte aziende e fondi d’investimento stanno pianificando mosse.

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Il vostro sito Web ?

Maurizio Campia : www.pharmercure.com

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Maurizio Campia : Credo la situazione potrà tornare alla normalità entro la primavera del 2022, il 2021 dovremo ancora convivere con questa pandemia. I risultati negativi sono enormi purtroppo, gli effetti della crisi economica devono ancora arrivare a mio avviso. In ogni crisi però ci sono delle opportunità e tra i pochi aspetti positivi vedo la consacrazione del digitale in ogni settore, l’attenzione per la digital health e la presa di coscienza che, pure in un mondo moderno, c’è ancora tantissimo da fare per scongiurare eventi simili in futuro e per poter far vivere davvero bene l’umanità.

 

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