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INNOVATORI VS COVID-19

Michela Di Nuzzo, Co-Founder di Dotfarm : “La vera sfida è continuare a sperimentare”.

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Michela Di Nuzzo Dotfarm

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Michela Di Nuzzo : Stiamo bene per fortuna.

Sia io che la mia famiglia viviamo nelle due regioni più colpite dal Covid, Lombardia e Campania.

E di sicuro abbiamo vissuto e continuiamo a seguire con apprensione quanto sta accadendo.

Le nostre vite sono inevitabilmente cambiate, anche se riesco comunque a portare avanti il mio lavoro, ovviamente riorganizzandone le modalità.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Dotfarm?

Michela Di Nuzzo : Ho sempre lavorato nel mondo digital come Product e Project Manager.

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e il mio sogno era quello di diventare giornalista, passione che continuo a coltivare.

Poi però l’interesse per la tecnologia ha preso il sopravvento, in particolare l’idea di sviluppare prodotti innovativi, ovvero soluzioni che rispondano o magari a volte anticipino i bisogni reali delle persone.

Ragione per cui ho deciso poi di focalizzare la mia azienda sulle tecnologie immersive.

La nostra sfida oggi è riuscire a farne comprendere valore e reali potenzialità.

Realtà virtuale e aumentata non regalano solo un ottimo effetto wow, ma se ben utilizzate, ottimizzano i percorsi di formazione, stimolando partecipazione e interazione.

E soprattutto permettono di raccogliere dati utili, strategici per dar vita a veri e continui processi di trasformazione interna.

Come innova Dotfarm?

Michela Di Nuzzo : Ideiamo e realizziamo soluzioni innovative, in particolare in due settori: Educational e Food&Beverage.

Abbiamo compreso il bisogno di evoluzione dei percorsi formativi, molti mesi prima che diventasse un’esigenza concreta.

L’idea di sviluppare dinamiche interattive attraverso Game in VR, Tool in Ar, ci hanno permesso di sperimentare molto e di comprendere quanto l’approccio immersivo sia assolutamente più profittevole e ingaggiante rispetto a qualsiasi altra modalità.

L’emergenza COVID-19, in particolare per il settore beverage, ha comportato la cancellazione di eventi di settore, fiere, show cooking e qualsiasi tipo di incontro e degustazione.

Limitando quindi ogni contatto diretto tra prodotto e consumatore.

Ecco perché abbiamo deciso di sviluppare un Sommelier virtuale, una soluzione tecnologica, che accompagna l’utente nei momenti di degustazione, e punta a incentivarne sensibilità e conoscenza.

Il nostro approccio è di ascolto. Ogni volta che sviluppiamo una soluzione tecnologica abbiamo un obiettivo ben preciso: concretizzare qualcosa che il mercato chiede da tempo.

Come in questo caso, regalare una nuova esperienza di consumo e raccogliere dati utili, che vanno poi analizzati, studiati e interpretati.

E che possono rappresentare la vera chiave di volta per evolvere il proprio business e studiare soluzioni personalizzate.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Dotfarm e come state affrontando questa crisi?

Michela Di Nuzzo : Di sicuro da marzo abbiamo vissuto un ridimensionamento totale di tutte le occasioni che ci portavano ad essere in contatto con i nostri clienti.

Per un’azienda che propone soluzioni innovative è davvero importante poter avere un contatto con il cliente.

Ma ancor di più oggi combattiamo contro uno stato d’animo diffuso, che spesso spinge alla conservazione più che all’innovazione.

Le aziende faticano a comprendere che in una fase così delicata, è fondamentale non fermarsi.

È tempo di sperimentare.

Proprio ciò che abbiamo deciso di fare noi.

Nel momento più complicato abbiamo pensato a quale potesse essere una soluzione tecnologica in grado di aiutare le aziende del settore beverage, e così abbiamo realizzato in pochi mesi il nostro Virtual Sommelier.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Michela Di Nuzzo : La difficoltà maggiore è stata scegliere di continuare a creare.

Non è semplice ideare, testare, sviluppare, quando tutto intorno ti invita a tutelare ciò che hai e a non chiedere troppo.

E soprattutto quando non si riesce ad avere un’idea di futuro.

Nonostante tutto continuo a credere fortemente che, proprio nei periodi più complessi, possano avvenire i cambiamenti più importanti.

Un’esperienza immersiva, ovvero letteralmente mettersi nei panni degli altri, può aiutarci non solo a migliorare le nostre azioni ma anche a comprendere fino in fondo quelle degli altri. Parliamo di “applicazione utile”, questo credo sia il futuro della tecnologia, ovvero utilizzare il coinvolgimento emotivo per dar vita a soluzioni personalizzate.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e Dotfarm nel futuro?

Michela Di Nuzzo : Come dicevo prima, il miglior modo per contrastare questo periodo è progettare e gettare le basi per costruire quel futuro, che vorremmo diventasse reale il prima possibile.

Ecco perché abbiamo concentrato le nostre energie su un progetto come il Sommelier Virtuale, che a nostro avviso, può essere un ottimo supporto per le aziende che vogliono continuare a mantenere una relazione attiva con il proprio consumatore.

Approfondendo la sua conoscenza e realizzando operazione di upselling mirate. Insomma, non aspettiamo che passi l’ondata.

Il più grande errore che le aziende possono fare oggi è quello di lasciar correre questo momento e ritrovarsi poi alla fine immutati, anzi semplicemente più deboli.

Io vedo la mia azienda così, a supporto dell’innovazione e dei processi evolutivi, e a sostengo di quei visionari, che sapranno andare oltre questa fase critica.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Michela Di Nuzzo : Esistono diverse società interessanti che lavorano sulle tecnologie immersive, molte focalizzate sullo sviluppo di soluzioni poche sul prodotto.

Manca un prodotto sul mercato che utilizzi la tecnologia in maniera efficace e produttiva.

Nei nostri settori focus come l’ambito formativo, si sta sperimentando, ma si è ancora molto frenati.

Mentre nel settore food&beverage il processo di digital transformation è ancora all’inizio.

Oltre al delivery, l’innovazione dovrebbe riguardare anche e soprattutto le modalità di relazione con un consumatore sempre più esigente. In tal senso non abbiamo competitor diretti sul mercato.

Link utili :

www.dot-farm.net (sito corporate)

https://www.dot-farm.net/good-manners/ (esempio di game in realtà virtuale per la formazione)

https://www.flickonfood.com/tour-virtuale/ (piattaforma immersiva mondo food)

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Michela Di Nuzzo : Il primo passo è l’accettazione, dobbiamo essere consapevoli che dalla tempesta ne usciremo tutti mutati nel profondo, adesso sta a ognuno d noi decidere, come e se accettare il cambiamento.

E magari lasciarsi portare verso possibilità, che altrimenti avremmo di sicuro ignorato.

 

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