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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Niccolò Cipriani, Founder, Rifò : “Dobbiamo iniziare a farci guidare dal buonsenso”.

Rifò è una linea di abbigliamento e di accessori alla moda confezionata interamente a Prato con fibre 100% rigenerate.

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Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questo periodo di emergenza COVID-19?

“Bene grazie. Come tutti ci siamo preoccupati sia per il pericolo sanitario sia, in quanto startup, dei danni economici. Va detto piano, però sembra che il peggio sia alle spalle quindi iniziamo ad essere più sollevati”.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale ?

rifo e1592139643456Rifò nasce dalla mia ultima esperienza di lavoro in Vietnam per l’ONU dove mi occupavo di progetti di cooperazione e sviluppo. Qui ho visto con i miei occhi il problema della sovrapproduzione che grava sul settore dell’abbigliamento. Le strade di Hanoi sono piene di negozi dal nome ‘Made in Vietnam‘ che vendono tutti capi di abbigliamento prodotti in Vietnam, esportati in Occidente, non venduti in Europa e rispediti in Vietnam per non abbassare i prezzi del mercato occidentale: è assurdo! Se poi questi vestiti non vengono venduti nemmeno in Vietnam sono destinati all’inceneritore.

Con questa consapevolezza in mente ho deciso di tornare in Italia, a Prato. Così ho ripreso una tradizione pratese, quella del rigenerare i vecchi ‘cenci’ per farne nuovo filato. Da una carriera negli organismi internazionali ho cambiato completamente rotta e oggi lavoro per la mia startup di moda sostenibile”.

Come innova la vostra azienda?

“Riprendendo una tradizione tessile antica, fatta di risparmio di risorse e a basso impatto ambientale e riproponendola come protagonista di una nuova green economy del tessile.

Un tempo alla base dell’attività del distretto tessile di Prato, le competenze dei cenciaioli rischiano oggi di andare perse a causa degli assurdi ritmi economici dell’industria tessile e della moda, per la quale produrre materiali nuovi costa meno che riciclarli o rigenerarli. Dobbiamo però iniziare a farci guidare dal buonsenso e non solo e unicamente dal profitto: questa è l’innovazione più importante”.

In che modo la pandemia da COVID-19 colpisce la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

“Non avendo una produzione interna e avendo scelto piccole imprese locali, dipendiamo dagli impatti che il Covid ha avuto anche su di loro. Allo stesso tempo la scelta di lavorare con i piccoli, tutti nel raggio di 30 km di distanza e privilegiando il sistema della pre-vendita rispetto allo stoccaggio di molta merce in magazzino ci rende agili e flessibili. Ci stiamo adattando a questi nuovi ritmi perché siamo una piccola realtà nata da poco”.

Avete dovuto fare delle scelte difficili in questa situazione di emergenza ? E quali sono le lezioni apprese?

“Si, sicuramente abbiamo dovuto mettere in pausa alcune collaborazioni in corso per l’incertezza della situazione e per poter garantire il livello di sicurezza richiesto. Oltre a questo abbiamo anche deciso di continuare a vendere sul sito con modalità di pre-vendita anche se le lavorazioni in quel momento non erano attive, questo ci ha insegnato che spiegando bene i motivi alle persone quest’ultime sono disponibili ad aspettare e ascoltare”.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

“Cerchiamo di programmare con un orizzonte temporale breve, valutando quotidianamente la situazione e prendendo decisioni con la massima flessibilità e agilità così da evitare situazioni non previste o non arginabili. Questa filosofia operativa cercheremo di attuarla anche per il futuro unendole a strategie di medio-lungo termine”.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

“In Italia non ci sono ancora molti competitor nel settore della moda sostenibile e soprattutto dei materiali rigenerati. All’estero, soprattutto nel nord europa si muove molto di più. Crediamo però di avere un punto di forza su tutti: la possibilità di avere i nostri artigiani nel nostro distretto tessile con un ventaglio di scelte di realizzazione molto ampia. A Prato puoi trovare davvero un sacco di micro-imprese specializzate in una particolare tecnica, il che ci dà la possibilità di ridurre il nostro impatto sul pianeta, ma anche di essere creativi e realizzare un prodotto di qualità”.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

“Penso che questa emergenza nonostante i suoi impatti negativi ci abbia re-insegnato un valore molto importante per la nostra economia: la prossimità. Significa andare dall’artigiano del quartiere, comprare dal fruttivendolo vicino a casa. Questo valore spero continui anche negli anni futuri”.

Il vostro sito Web?

https://www.rifo-lab.com/

Video coperta in cashmere Jetèe : https://www.rifo-lab.com/coperta-cashmere-jetee/

 

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