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Informatica

Paola Bonesu racconta di Elif Lab: Start-up tra data science e intelligenza artificiale

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paola bonesu elif lab

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Paola Bonesu: Per fortuna non possiamo lamentarci, grazie. In una situazione così strana, forse è più facile dare valore a ciò che prima si dava un po’ per scontato.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Paola Bonesu: Elif Lab nasce nel 2016 dall’incontro tra il mio percorso e quello del mio socio, Gabriele Lami. Io mi occupavo da qualche anno di comunicazione politica e analisi dati in campo politico, digital e customer care. Gabriele, invece, è laureato in matematica e ha lavorato per diverso tempo per alcuni grossi player digital in Italia, come sviluppatore e come data scientist. Ci siamo conosciuti nel 2014, quando siamo diventati colleghi all’interno di una startup che si occupava dello sviluppo di un software per l’analisi avanzata di dati parlamentari. Terminata quell’esperienza, essendo appassionati del nostro lavoro e convinti che alcune tecnologie, ad esempio legate all’analisi di testi e network di relazioni, potessero trovare applicazione ed essere di interesse non solo in campo politico, ma soprattutto in ambito aziendale, abbiamo deciso di creare una nostra realtà imprenditoriale.

Come innova Elif Lab?

Paola Bonesu: Elif Lab è una società di consulenza in ambito data science e intelligenza artificiale. Rilasciamo modelli di intelligenza artificiale e progettiamo algoritmi per migliorare e automatizzare processi complessi. Attraverso la nostra suite Kymos e una metodologia di lavoro rigorosa, copriamo tutte le fasi di raccolta e gestione di dati strutturati e non strutturati, l’estrazione di valore e significato da questi dati attraverso algoritmi e tecnologie proprietarie, la human interaction per mettere il cliente in condizione di gestire e capire l’output delle attività. In particolare, abbiamo una forte specializzazione nell’analisi di documenti e testi di diverso tipo e nell’estrazione di informazioni da video e immagini.

In Elif Lab la componente di ricerca e sviluppo ha un ruolo centrale e alimenta costantemente le nostre soluzioni tecnologiche all’avanguardia. In particolare, riteniamo utile far incontrare mondi in apparenza lontani per creare innovazione. Ci piace capire “come funzionano” le cose, non solo farle funzionare. Ad esempio, stiamo ora lavorando sulle idee della metapsicologia freudiana, il modello della mente come teorizzato da Sigmund Freud, come strumento per elaborare ed estrarre significato da testi e immagini. Un nostro progetto che fa incontrare la metapsicologia e una branca particolare della matematica, quella dei numeri p-adici, per un processo di ricostruzione efficiente di modelli 3d partendo da un set limitato di fotografie, è stato di recente selezionato all’interno di una call europea dedicata alle tecnologie di Extended Reality.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Elif Lab e come state affrontando questa crisi?

Paola Bonesu: Siamo sempre stati ben disposti verso il lavoro da remoto di tutti i nostri collaboratori. Da questo punto di vista, il COVID ci ha sicuramente trovati più pronti di altre realtà. Dall’altro lato, però, incontrare clienti e partner via Zoom non sempre è comparabile con il vedersi dal vivo a quattrocchi. Non avendo alle spalle un brand particolarmente noto, la fiducia e la credibilità l’abbiamo sempre costruita nel confronto con i nostri interlocutori. Sotto questo aspetto, gli incontri in presenza hanno un altro sapore.

L’emergenza COVID-19 ci ha però, in parallelo, dato l’occasione per ricentrarci su alcune priorità e progetti che stavamo rimandando. Per forza di cose abbiamo messo tra parentesi alcune attività più complesse da portare avanti durante il lockdown, perché, ad esempio, richiedevano una nostra presenza fisica piuttosto frequente di affiancamento presso le aziende clienti, per concentrarci su nuovi servizi e prodotti che possano avere un respiro differente.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Paola Bonesu: Sicuramente è stato un periodo di scelte. Ad esempio, su dove mettere le energie in questi e nei prossimi mesi, abbandonando, almeno per ora, alcuni settori, per privilegiarne altri. A febbraio poi, avevamo in piedi alcune attività di marketing e collaborazioni, cui abbiamo scelto di rinunciare, essendo in parte cambiato lo scenario di mercato.

È banale ma, ora più che mai, emerge quanto sia cruciale mantenersi flessibili dati i tempi incerti. Ma siamo anche convinti che possa essere un momento in cui prendersi qualche rischio potrebbe pagare in un prossimo futuro.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi ed Elif Lab nel futuro?

Paola Bonesu: Chiunque abbia un’azienda credo sia sempre destinato a fare i conti con qualche preoccupazione rispetto al presente e al futuro. Sicuramente in cima alle priorità c’è il tema della salute e del benessere nostro, delle nostre famiglie, di amici e collaboratori. Se c’è questo tipo di serenità, è poi sicuramente più facile agire o reagire anche nelle emergenze. Il nostro settore è ancora in ascesa e meno colpito di altri da questa emergenza sanitaria. È chiaro che guardiamo con preoccupazione alla tenuta complessiva del sistema, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sociale e delle garanzie politiche. Su questo temo non possiamo fare più di tanto, se non tenerci sempre attivi e il più possibile positivi, fare rete e non guardare mai solo al mercato italiano.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Paola Bonesu: Nel settore della data science e dell’intelligenza artificiale sono sicuramente entrati diversi nuovi player negli ultimi anni. Avendo ognuno il suo percorso e la sua specifica esperienza, abbiamo avuto modo di constatare come la competizione talvolta si possa trasformare in collaborazione su progetti comuni. La scelta di specializzarci su alcuni tipi di dati e problemi, come ad esempio il tema dell’elaborazione di documenti e immagini, ci pone un po’ di lato rispetto ad altre realtà più dedite all’analisi di dati strutturati. Vi sono poi soluzioni e tecnologie “mainstream” offerte dai grandi del settore tecnologico, come Google e Amazon. Rispetto a questo tipo di “concorrenza”, abbiamo però visto che i clienti hanno spesso bisogno di soluzioni maggiormente dedicate al loro specifico problema e di qualcuno che, come noi, sia in grado anche di smontare e rimontare questi algoritmi per poter conseguire dei risultati che siano davvero efficaci. Quelle dei big vendor, poi, sono spesso soluzioni poco efficienti, basate sull’idea che si possa affrontare qualsiasi problema semplicemente aumentando la potenza di calcolo. Nella nostra esperienza, però, utilizzando metodologie anche più di nicchia, ibridando mondi all’apparenza distanti e mettendo insieme le nostre competenze e quelle del cliente, si possono ottenere risultati migliori e creare soluzioni più utili.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Paola Bonesu: Sicuramente è un monito su come nella vita possa sempre cambiare tutto da un giorno con l’altro. Non bisogna, però, farsi prendere dal panico. Purtroppo, quello che per noi è emergenza, in altri posti del mondo è normalità. Anzi, siamo immensamente più fortunati a poter vivere le nostre preoccupazioni negli agi tecnologici e con un tetto sulla testa. Un motivo in più per non perdersi d’animo, non lasciarsi terrorizzare e per non adagiarsi su una vita e una società che, nel bene e nel male, non dobbiamo considerare scontate, immutabili o perenni.

Link Utili:

www.eliflab.com

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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