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INNOVATORI VS COVID-19

Paolo Barichella, CEO di Food Lifestyle : “La velocità di adattamento e riprogrammazione è la soluzione per la sopravvivenza e il successo”.

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Paolo Barichella Food Lifestyle

Photo Credit : Lido Vannucchi

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Paolo Barichella : In questa fase siamo un po’ preoccupati dall’aumento dei casi di contagio.

Fortunatamente nessuno in famiglia è stato contagiato e tutti siamo molto attenti a seguire le indicazioni rispettando le restrizioni che le autorità stanno impartendo a privati e attività.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Food Lifestyle?

Paolo Barichella : Ho iniziato a teorizzare il Food Design nel 2002 e negli anni a seguire ho applicato questa specializzazione del campo del Design alla creazione di nuovi prodotti e allo sviluppo del concept di base di alcune catene di locali Food di successo.

Nel 2017 forte di alcune mie idee innovative come ad esempio il gelato in capsula Coolella (www.coolella.it) ho pensato di costituire Food Lifestyle Srl una Startup innovativa che oggi partecipa in altri due progetti dove condensare tutta la mia esperienza in questo settore.

La prima è Affettami Srl, un’altra Startup innovativa che si occupa di sviluppare, produrre e commercializzare le nostre idee e brevetti, la seconda è Sensory Design, una rete di imprese che sviluppa format innovativi di approccio al cibo.

Come innova Food Lifestyle?

Paolo Barichella : Dedichiamo praticamente tutte le risorse e gli investimenti alla ricerca e sviluppo e applichiamo il metodo del Design Thinking a tutto ciò che facciamo.

Osservazione, Analisi, Proposta sono le tre fasi che compongono il nostro metodo di progetto.

Oggi facciamo asset management della nostra proprietà industriale attraverso le partecipate e partners industriali protagonisti del Made in Italy.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Food Lifestyle e come state affrontando questa crisi?

Paolo Barichella : All’inizio del lockdown è stata molto dura.

Tutti i nostri clienti e potenziali clienti sono nel mondo del Ho.Re.Ca.

Foodservice e siamo stati fermati per alcuni mesi dal blocco che gli effetti della pandemia e le relative misure di contenimento hanno causato al settore della ristorazione e ospitalità.

Ancora oggi gli attori che non hanno modificato il loro modello di business sono completamente fermi e molti hanno cercato dei rimedi per ovviare al problema Covid e le sue conseguenze improvvisando soluzioni poi rivelatesi non adeguate.

Arrivando dal mondo del design dove è forma metis rompere un paradigma, penso che un buon rimedio non possa mai essere una efficace soluzione.

Il vantaggio di essere una startup ci ha dato la possibilità di fare una rapida analisi per capire come ripensare e progettare nuove soluzioni più che adattare i sistemi esistenti alle nuove esigenze dettate dal Covid.

Abbiamo cambiato il modo in cui il Food arriva alle persone in azienda e in Smart Working, partendo dalla logistica fino ad arrivare a riprogettare le meal solution per renderle adeguate alle nuove modalità e restrizioni che il virus ha imposto.

Alcuni mesi fa, all’interno del programma di accelerazione Hi-Hack, siamo stati selezionati come Startup Innovativa per dare vita ad un progetto di Food Innovation presso MIND (Milano Innovatione District). MIND ha affidato a Design Tech Hub del quale facciamo parte un progetto nel quale creare un co-working fatto esclusivamente da Startup Innovative del mondo del Design.

I primi di febbraio, nell’ex padiglione Intesa Sanpaolo insieme a Rhea Vendors, Ernestomeda e IFI daremo vita ad un modello di Self-Kitchen Restaurant basato sul nostro concept di Food Design, all’interno del quale gli ospiti potranno ultimare delle meal solution prodotte dalla nostra partecipata con il marchio Ultimo Tocco (Affettami Srl).

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Paolo Barichella : Abbiamo dovuto cambiare molto rapidamente il nostro modello di business e ripensare i sistemi e le soluzioni che avevamo strutturato adeguandole alle circostanze, evolvendole in funzione dei nuovi contesti che si sono determinati.

La lezione più importante è stata che nulla è definitivo e che la velocità di adattamento e riprogrammazione è la soluzione per la sopravvivenza e il successo.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come vi proiettate, voi stessi e Food Lifestyle nel futuro?

Paolo Barichella : Ansia e stress sono i fattori più pericolosi che rischiano di far commettere errori difficilmente recuperabili, pertanto cerchiamo di stare con i piedi ben ancorati a terra e gestire al meglio le varie situazione che si stanno prospettando.

Pensare al futuro è nel nostro DNA, pertanto cerchiamo di gestire il breve, medio e lungo periodo con strategie differenti, ma sempre utilizzando il design e l’innovazione come comune denominatore in grado di creare valore.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Paolo Barichella : I competitor sono società che si sono messe in gioco reinventando il modo di far mangiare le persone attraverso sistemi differenti da quelli che prima erano ampiamente diffusi.

Più che superare la concorrenza stiamo cercando di fare networking per essere più forti insieme a partners complementari in grado di completare e potenziare le soluzioni con ciò che i nostri utenti e clienti chiedono.

Il mondo del lavoro è cambiato molto, lo Smart Working ha di fatto eliminato definitivamente il modello vetusto e antiquato del Self Service che nella ristorazione collettiva imperava, questo ha generato opportunità irripetibili, per attori come noi che si occupano di Food Innovation, di proporre nuovi modelli di fruibilità e interfaccia di servizio dei pasti al lavoro o a casa.

Link utili :

www.foodlifestyle.itwww.ultimotocco.tech (B2B) www.ultimotocco.it (B2C) – www.sensorydesign.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Paolo Barichella : Il virus è stato un acceleratore del cambiamento che nel settore nel quale operiamo era in atto ma aveva tempi estremamente lenti.

Alla fine dell’emergenza nulla sarà più come prima e solo chi ha saputo innovare e rinnovare adeguandosi alle nuove necessità e abitudini che si sono determinate sarà un’impresa proiettata verso il futuro.

Il virus ha dato una grande spinta e opportunità alle startup innovative, società che per loro natura fanno dell’innovazione e il R&D il motore della propria attività.

 

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