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INNOVATORS VS COVID-19

Autodop rivoluziona le soluzioni automatiche per il trattamento e lo stoccaggio delle forme. Intervista al fondatore, Paolo Casoni

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Vincenzo Bruno AutoDop Definitivo 85 low

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Paolo Casoni : Stiamo tutti bene. grazie

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Autodop?

Paolo Casoni : L’idea imprenditoriale di Autodop nasce, dopo 10 anni di esperienza come dipendente, all’interno di un’azienda che produceva macchine per la stagionatura del parmigiano reggiano, per il desiderio di rendere più moderne ed efficienti questo tipo di macchinari specifici per l’industria casearia.

Come innova Autodop?

Paolo Casoni : La nostra azienda innova con macchinari nuovi, interamente riprogettati per l’inserimento di componenti hardware e software di ultima generazione e con l’introduzione di tecniche e procedure che trasformano in ottica 4.0 i magazzini di stagionatura dei formaggi tipo grana.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

Paolo Casoni : Abbiamo dovuto interrompere la produzione per oltre un mese poiché era interrotta la filiera e non ricevevamo più il materiale necessario dai nostri fornitori. Durante il lockdown tutti i tecnici e gli amministrativi hanno operato in smartworking per anticipare tutto il necessario per velocizzare la ripartenza al momento della riapertura.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Paolo Casoni : La decisione più difficile è stata quella di fermare la produzione e di chiedere la cassa integrazione per i dipendenti della produzione. Autodop pre-lockdown ha sempre operato con una logica di struttura leggera e con il minimo impiego di risorse; una sorta di industria metalmeccanica cloud che fonda la sua efficienza su una rete di fornitori esterni molto competenti e specializzati. Abbiamo imparato che uno dei punti forti di questa idea di impresa, in particolare il magazzino ai minimi termini e la produzione just in time, ha un pesante risvolto nel momento in cui un soggetto facente parte della nostra filiera ha un problema (un fornitore della zona di Brescia ha chiuso addirittura prima del lockdown per problemi avuti con i dipendenti, questo ha paralizzato la nostra produzione).

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come vi proiettate, voi stessi e Autodop nel futuro?

Paolo Casoni : Lo stress e l’ansia sono molto ridimensionati ora che la situazione è pressoché tornata alla normalità. C’è un po’ di timore per l’arrivo dell’autunno e stiamo cercando di mettere in campo un po’ di correttivi per non ritrovarci nuovamente in una situazione come quella appena vissuta.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Paolo Casoni : I nostri competitor sono aziende consolidate che operano da molti anni nel settore; sono aziende un po’ meno dinamiche e contiamo di far leva sul nostro team giovane che ha molta energia e idee innovative.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Paolo Casoni : Credo e mi auguro che il peggio sia passato. Nel momento in cui ho costituito Autodop ero preoccupato del poco lavoro, della mancanza di commesse. Non avrei mai pensato di dover chiudere un mese, di richiedere la cassa integrazione per una situazione di questo tipo.

Il vostro sito Web ?

www.autodop.it

 

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