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INNOVATORI VS COVID-19

Paolo Viganò ci parla di Rete Clima: Il partner per la sostenibilità e il contrasto al cambiamento climatico

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Come state, lei e la sua famiglia?

Paolo Viganò: Fortunatamente tutto bene, non siamo stati interessati dal Covid.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Paolo Viganò: Dopo una laurea ed un dottorato di ricerca in materie tecniche ambientali è nata l’idea di fondare Rete Clima, un ente tecnico che oggi accompagna le aziende in percorsi di sostenibilità e di decarbonizzazione al fine di contrastare il riscaldamento climatico. In realtà però Rete Clima non è una azienda ma un ente non profit, la cui attività non è quindi finalizzata alla generazione e distribuzione di un utile economico quanto invece alla realizzazione di progetti con importanti valenze ambientali: si è trattata di una scelta etica che comunque richiede una significativa efficienza organizzativa, tecnica ed operativa pet offrire attività di alto valore operativo e comunicativo in campo ambientale. Questo orientamento all’utilità collettiva del business oggi è molto più diffuso, basti pensare alle società benefit, ma 10 anni fa è stata davvero una sfida, coerente con il modo di voler lavorare insieme e di promuovere le progettualità ambientali con un particolare “stile”.

Come innova Rete Clima?

Paolo Viganò: Crediamo che la nostra attività tecnica, che permette di quantificare il reale valore degli impatti ambientali delle varie attività economiche (quali eventi, produzione di prodotti e servizi, Organizzazioni,…etc.), sia una strada vincente per consapevolizzare ai rischi ambientali ma anche per sviluppare progettualità ambientali innovative per le Aziende. Innoviamo mediante lo sviluppo di calcoli personalizzati sulle performance ambientali di diverse realtà economiche, ma anche sviluppando strategie per ridurre e compensare le performance ambientali negative di tali realtà. Che poi questa innovazione passi per lo sviluppo di tool di calcolo o per nuove tipologie di progettualità di tutela ambientale dipende dai singoli casi.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Rete Clima e come state affrontando questa crisi?

Paolo Viganò: In realtà la pandemia ha colpito solo parzialmente la nostra attività operativa: certamente sono state spostate le date degli eventi di forestazione che prevedevano la presenza di personale delle aziende sponsor, abbiamo dovuto riorganizzare le attività dello staff puntando sull’uso del cloud, e poco altro. Ma in realtà il Covid ha -se possibile- accelerato l’attenzione alla sostenibilità da parte di moltissime aziende e abbiamo quindi avuto una attività operativa che nel 2020 si è complessivamente accresciuta. Un segnale sicuramente positivo nei confronti dell’ambiente.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Paolo Viganò: Come dicevo la nostra operatività non è stata particolarmente danneggiata dal Covid, non abbiamo quindi dovuto fare scelte particolarmente complesse. Certamente però abbiamo dovuto reinventare il lavoro insieme, aumentare la nostra flessibilità operativa e perfezionare il modo di lavorare “a distanza”, scoprendo però una serie di lati positivi di questo modo di lavorare. Per il futuro stiamo infatti pensando ad una riorganizzazione ancor più basata sul lavoro flessibile, in cloud.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Rete Clima nel futuro?

Paolo Viganò: Il Covid ha mostrato quali possono essere le conseguenze ambientali e sanitarie del mancato rispetto dell’ambiente, dell’accesso ad aree selvagge e della distruzione degli ecosistemi, del traffico di animali selvatici vivi (vedi: www.reteclima.it/coronavirus-sars-cov2-conseguenza-dello-sviluppo-in-sostenibile-e-della-distruzione-degli-ecosistemi/): questa consapevolezza del ruolo strategico del contrasto al riscaldamento climatico sia per tutela della sicurezza che della salute umana ci spinge ad un impegno ancora maggiore nel nostro campo ambientale e forestale. Abbiamo quindi aspettative di crescita sia nei nostri campi di attività sia nelle risorse da coinvolgere, vediamo la nostra attività in crescita già nel breve periodo. In questo senso stiamo anche lavorando con il partner Inrete per la creazione di un nuovo soggetto (Società Benefit) che possa promuovere attività sinergiche a livello tecnico e comunicativo, per valorizzare la capacità delle aziende di agire a favore dell’ambiente e di comunicarlo con efficacia.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Paolo Viganò: I soggetti che lavorano nel nostro stesso campo non sono numerosissimi, direi che c’è spazio per tutti contando peraltro che abbiamo alcune peculiarità che ci rendono unici nella nostra proposta di azioni sostenibili per le Aziende. Come già detto abbiamo piani di sviluppo interessanti con il nostro partner Inrete per sviluppare nuove capacità di comunicare l’ambiente.

Link utili:

www.reteclima.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Paolo Viganò: Si è trattato di una tragedia, che ha dato un chiaro segnale circa l’insostenibilità dell’attuale relazione uomo-ambiente: credo che sia strategico ripensare a come viviamo l’ambiente, credo anche che ogni soggetto pubblico o privato debba internalizzare nella propria attività logiche di tutela ambientale e di promozione della sostenibilità, per ragioni etiche e di reale necessità ed urgenza.

 

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