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INNOVATORI VS COVID-19

Valentino Bravi ci racconta TAS Group: Una Fintech a servizio del Sistema Paese

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Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Valentino Bravi: Stiamo bene, grazie e abbiamo sempre continuato lavorare nonostante la situazione che stiamo vivendo.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Valentino Bravi: Ho ormai un’esperienza trentennale nel mercato IT, nel quale ha ricoperto diversi ruoli manageriali. Mentre proseguivo gli studi universitari in Matematica Applicata, ho iniziato la mia carriera nel 1977 nel Gruppo Olivetti (Syntax Spa) per poi entrare, nel 1981, in Pirelli dedicandomi allo sviluppo di soluzioni innovative di Data Communication e collaborando all’organizzazione della nascente Pirelli Informatica. Nel 1988 sono entrato in Computer Associates, che ho lasciato nel 2000 dopo essere stato Amministratore Delegato Italia, General Manager South Europe e Senior Vice President a livello globale. Sono passato quindi in Siemens Business Services come Amministratore Delegato e Direttore Generale, ruoli che ho ricoperto poi anche in Etnoteam a partire dal 2003. Nel 2007 sono diventato Amministratore Delegato di T-Systems Italia. Da aprile 2009 sono Amministratore Delegato di TAS S.p.A., dove ho messo al servizio dell’azienda le mie capacità di gestione del cambiamento e sviluppo del business.

Nel 2016 ho condotto un’operazione di management buyout assieme all’amico, attuale Presidente del Consiglio d’Amministrazione di TAS, Dario Pardi. Insieme possediamo oggi il controllo indiretto della società, nella quale sono confluiti anche altri investitori privati minori. TAS Spa oggi controlla un gruppo di aziende, frutto di diverse acquisizioni e operazioni strategiche avvenute nel corso degli anni, che opera a livello sia nazionale che internazionale. Per quanto riguarda le idee imprenditoriali, in un mercato come quello dei pagamenti bisogna averne tante perché è un settore in continua e rapidissima evoluzione. Ma questa sfida piace sia a me che al management della Società. Il nostro obiettivo è creare valore per i clienti ma anche per l’intero sistema Paese, nonché esportare il nostro software made in Italy all’estero dove abbiamo già ampio riscontro del fatto che la nostra expertise e tecnologia ci consentono di essere competitivi anche a livello globale.

Come innova TAS Group?

Valentino Bravi: Il core business di TAS Group è mettere a disposizione piattaforme software mission critical, in grado di abilitare il futuro dei pagamenti digitali con massima sicurezza e agilità. Ci siamo spesso definiti “una fintech start up con 35 anni di storia”, perché il nostro Gruppo è sempre stato caratterizzato dalla continua capacità di rinnovarsi per stare al passo con un settore in cui l’evoluzione è rapidissima, sia dal punto di vista tecnologico che delle dinamiche del mercato. Siamo da decenni un partner di riferimento dei più importanti istituti bancari italiani e internazionali per tutto ciò che riguarda la digitalizzazione dei pagamenti. Per supportare i nuovi attori e ruoli introdotti dalla PSD2 stiamo ora finalizzando una piattaforma – la Global Payments Platform- unica nel settore, che offre una soluzione end to end integrata e modulare per tutto il mondo dei pagamenti interbancari, digitali e dell’open banking.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito TAS Group e come state affrontando questa crisi?

Valentino Bravi: L’emergenza sanitaria, come tutti sappiamo, sta avendo impatti pesanti sulla produttività delle imprese e sul rendimento delle attività commerciali. Lo spostamento delle transazioni di pagamento online, che riducono i rischi collegati al contatto fisico delle persone, può contribuire in modo significativo a preservare un settore che sta soffrendo. Lo sviluppo di soluzioni innovative e di facile implementazione per i pagamenti cashless fa parte del nostro core business. In questa situazione di emergenza la nostra mission assume quindi anche un connotato di responsabilità sociale perché è rivolta a supportare concretamente le dinamiche economiche del Paese in un momento di difficoltà.

Dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, abbiamo fin da subito adottato lo smart working per tutti i nostri lavoratori consentendo loro di svolgere le proprie attività da casa, collegandosi da remoto alle infrastrutture aziendali in completa sicurezza. Si tratta di una modalità lavorativa che prima del Covid era ancora poco diffusa in Italia, ma che TAS aveva già iniziato a utilizzare nel 2011 e che abbiamo estesa progressivamente a tutte nostre sedi in Italia (otto in sei regioni) e in Europa (Serbia, Svizzera, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito).

Dopo una breve fase di adattamento abbiamo constatato che non ci sono riduzioni significative di produttività, né impatti rilevanti sulla gestione e sui carichi di lavoro. Ci sono invece diversi benefici che riguardano il lavoratore e l’impresa, ma anche l’ambiente. Una migliore conciliazione tra mondo del lavoro e vita privata gratifica infatti dipendenti e collaboratori, aumentandone benessere e produttività, mentre i loro spostamenti ridotti contribuiscono a limitare l’inquinamento atmosferico, dando un aiuto importante alla sostenibilità ambientale.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Valentino Bravi: In questi anni abbiamo avuto modo di testare e verificare la validità del lavoro da remoto, per cui le indicazioni governative non ci hanno colto impreparati. Disponiamo infatti da tempo di strumenti e procedure organizzative per consentire ai collaboratori di lavorare ‘agilmente’ da casa senza compromettere la produttività, il lavoro in team e la qualità della delivery progettuale. Questa emergenza è stata dunque una conferma dei vantaggi che l’adozione di una mentalità “pionieristica” può portare, l’importanza di avere sempre uno sguardo rivolto al futuro.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e TAS Group nel futuro?

Valentino Bravi: Stiamo vivendo l’emergenza in atto come una sfida che i nostri clienti devono e possono affrontare, facendo leva sulle tecnologie abilitanti la digitalizzazione. Nei momenti di crisi si misura la tenuta di partnership forti e leali, e TAS ha tutti i requisiti e le caratteristiche in regola per continuare ad abilitare questo cambiamento tecnologico, migliorando costantemente le performance delle proprie soluzioni, all’altezza delle aspettative dei nostri clienti.

Come pensate di superare la concorrenza?

Valentino Bravi: Puntiamo sulla nostra forte expertise e sulla nostra offerta tecnologica incentrata sulla digitalizzazione dei pagamenti. Negli ultimi mesi tanti istituti bancari hanno visto aumentare i download delle proprie app di pagamento, l’utilizzo di carte e l’interazione della clientela con canali ATM, Internet e Mobile Banking. Questa crescita è resa possibile da infrastrutture tecnologiche altamente resilienti e scalabili, quelle che appunto da sempre forniamo in anteprima ai nostri clienti.

Link utili:

www.tasgroup.it

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Valentino Bravi: Questa emergenza sta mettendo a dura prova il Paese. Siamo convinti che ciascuno sia tenuto a dare il proprio contributo con ciò che fa per riportare l’ago della bilancia verso una condizione di maggior benessere. Noi mettiamo a disposizione ciò che sappiamo fare meglio: i pagamenti digitali. Crediamo inoltre che, a emergenza finita, nel bilancio evidenzieremo anche dei benefici derivati da ciò che stiamo vivendo, come ad esempio l’adozione dello smart working, in cui l’Italia si sta portando al passo degli altri Paesi europei. Chiudo riprendendo una campagna che sto promuovendo da anni “Made in Italy – Non solo moda”. Dare fiducia ai produttori locali di soluzioni tecnologiche e applicative – come succede in molti paesi – aiuterebbe, senza dubbio, l’Italia ad affrontare e superare una delle crisi finanziarie più critiche di tutti i tempi.

 

Co-Founder & COO at Startup.info. Passionate about the startup world and the role of entrepreneurship in our society.

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