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Conto business online: cosa deve valutare una startup prima di aprirlo
L’Italia è al 43esimo posto tra gli ecosistemi più innovativi al mondo grazie al numero di startup che cresce sempre più. Chiaramente a fare la differenza è soprattutto il tipo di progetto accompagnato da un’idea vincente ma per poter funzionare davvero serve un’ottima gestione finanziaria che parte dalla scelta di un conto corrente aziendale con cui gestire incassi e pagamenti in totale sicurezza.
Un conto business online può aiutare le nuove imprese a centralizzare tutte le operazioni finanziarie così da non doversi recare fisicamente agli sportelli e avere una panoramica chiara e completa dei movimenti.
Ma come si sceglie quello giusto? Prima di aprirlo bisogna confrontare il canone mensile, il costo complessivo, la semplicità di gestione, servizi inclusi e altri dettagli. Vediamo dunque nel dettaglio quali sono gli aspetti da valutare.
#1 Quanto costa un conto business online: canone e altre spese
Per le startup un errore molto comune nella scelta del conto business online è limitarsi a considerare il canone ma in realtà ogni costo va a incidere sulla liquidità. Il confronto deve includere i costi dei bonifici SEPA ordinari e istantanei, dei prelievi e della gestione delle carte aziendali oltre a controllare se esistono limiti al numero di operazioni comprese e quali tariffe vengono applicate una volta superate determinate soglie.
Se un conto è molto economico all’inizio potrebbe diventare meno conveniente nel tempo con l’aumento di fornitori e transizioni, per questo una startup dovrebbe stimare sia l’operatività iniziale sia quella prevista almeno nei primi 2 anni successivi.
#2 Conto business online: app, home banking e sicurezza
Il secondo elemento da osservare è quello della facilità di utilizzare il portale online dall’app o dall’home banking. Le opzioni migliori hanno ottimi livelli di cybersecurity abbinate a interfacce semplici e notifiche tempestive. Bastano pochi clic, anche con Face ID o sistemi di doppia autenticazione per autorizzare carte virtuali, pagamenti e altre procedure.
#3 F24, tasse e tributi con un conto business online
Quando si avvia un’impresa è fondamentale rispettare le scadenze fiscali e amministrative per evitare multe e sanzioni; un conto business offre tutti gli strumenti per pagare tasse e tributi senza dover utilizzare piattaforme separate. Tra le funzioni da non sottovalutare ci sono il pagamento di modelli F24, dei bollettini e dei RAV. Avendo le funzioni digitali si evitano ritardi e code agli sportelli guadagnando in operatività.
#4 Incassi, pagamenti e gestione della liquidità
Una startup deve sapere in ogni momento quanto sta spendendo, eventuali pagamenti imminenti e la liquidità disponibile; per questo un conto business online dovrebbe supportare bonifici istantanei oltre agli addebiti automatici magari con una tariffa conveniente.
#5 POS fisico o digitale per una startup: costi e commissioni
Per molte imprese emergenti il conto serve soprattutto per ricevere gli incassi in modo flessibile; chi vende prodotti o servizi dovrebbe valutare in aggiunta la disponibilità di un POS digitale o fisico. Quelle utilizzabili tramite smartphone si stanno diffondendo sempre più per praticità, prezzi contenuti e facilità di utilizzo. Prima di scegliere, però, si suggerisce sempre di valutare costi di attivazione, commissioni e tempi di accredito.
#6 Carte, assicurazioni e servizi inclusi nel conto business
I servizi accessori sono quelli che fanno la differenza nella percezione del valore del conto; per le startup se sono presenti servizi extra che agevolano la gestione finanziaria come carte di debito e credito aziendali e la possibilità di attivare coperture assicurative c’è molto da guadagnare. La decisione finale, comunque, dovrebbe basarsi su un mix tra operatività e costi avendo chiara la possibilità di crescita.
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