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Le 10 migliori piattaforme di crowdfunding per finanziare il tuo progetto

Il crowdfunding permette di trovare i fondi per realizzare la tua idea quindi se hai in mente un progetto per una Start up devi conoscere le principali piattaforme che possono farlo diventare una realtà

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Le 10 migliori piattaforme di crowdfunding

Il termine crowdfunding deriva da crowd, ossia folla, e funding che vuol dire finanziamento. Si tratta dunque di una raccolta di fondi organizzata tramite un’apposita campagna che permette ai donatori di versare una cifra a scelta in vista di un determinato obiettivo. Come si evince dal significato del termine, il crowdfunding si affida a una cerchia di privati disposti a sostenere un progetto. Questo fenomeno ha riscontrato così tanto successo da avere scatenato la nascita di diverse piattaforme in tutto il mondo. Vediamo quali sono le più conosciute e quelle che hanno ottenuto uno spazio maggiore rispetto ad altre:

  1. GoFundMe. Si tratta di una piattaforma crowdfunding specializzata nel settore della beneficenza e del non profit e che perciò si occupa di finanziare maggiormente progetti benefici e di rilevanza sociale. Si differenzia rispetto ad altre piattaforme perché consente di tenere tutte le donazioni ricevute anche quando non si raggiunge l’importo di finanziamento prefissato ed inoltre non esiste una scadenza per raggiungere l’obiettivo. Nella schermata principale del sito si possono visualizzare tutte le informazioni relative al progetto in tempo reale con i pulsanti che riportano ai social media per la condivisione del progetto
  2. Kickstarter. Una delle piattaforme più note a livello mondiale che è riuscita a raggiungere oltre 4 miliardi di dollari stanziati per più di 160 mila progetti. In Kickstarter l’obiettivo deve essere raggiunto entro un termine prestabilito dopo il quale la campagna viene considerata fallita. I principali oggetti di finanziamento sono le Start up e progetti creativi che offrono beni di uso comune e innovativi. Il sistema di Kickstarter prevede il finanziamento collettivo agevolato da una ricompensa ai donatori che può consistere in un bonus di preordine del prodotto od ancora in un articolo di merchandise come una t-shirt o un cappello
  3. Indiegogo. Conosciuta come la seconda piattaforma di crowdfunding più grande al mondo che si occupa di progetti creativi e Start up ma recentemente permette di sfruttare un modello basato su quote per investitori commerciali e ha fornito anche la disponibilità di finanziare progetti per scopi sociali. Si distingue da altre piattaforme in quanto il responsabile del progetto può ricevere subito parte delle donazioni e non esiste un limite all’oggetto del progetto proposto
  4. Patreon. Una piattaforma di micro crowdfunding dedicata agli artisti che desiderano pubblicare i propri contenuti online e che ricevono donazioni direttamente dai loro fan poi ricompensati in percentuale al contributo o con l’accesso a contenuti esclusivi
  5. Lending Club. Si tratta di una piattaforma di prestiti Peer to Peer di origine statunitense e che ad oggi risulta aver totalizzato l’emissione di quasi 50 miliardi di prestiti
  6. SeedInvest. Famosa per le sue particolari caratteristiche in tema di investimenti e per la possibilità data all’investitore di attivare un sistema di auto-investimento in base a variabili da lui decise
  7. DeRev. Una piattaforma italiana considerata tra le migliori in tutta Europa che si occupa di Start up, di progetti innovativi e non profit. DeRev permette la sperimentazione di idee o prodotti offrendo la possibilità di ottenere feedback e suggerimenti
  8. Crowdcube. Piattaforma crowdfunding di origine inglese che ha ottenuto nel tempo risultati eccellenti contando una community di oltre 750 mila utenti
  9. Fundrise. Pioniere nel settore immobiliare che consente di investire in condomini, hotel e in vari progetti che garantiscono lo sviluppo del mercato immobiliare
  10. StarsUp. Un’altra piattaforma di crowdfunding tutta italiana che si rivolge solamente a professionisti e alle aziende innovative. Si tratta di una piattaforma autorizzata ufficialmente dalla Consob per raccogliere capitali
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10 trucchi per migliorare il posizionamento SEO

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aumentare visibilità sito web con strategia seo efficace

Gli specialisti del Digital Marketing consigliano a chiunque voglia migliorare il posizionamento del proprio sito/blog su Google di sfruttare le tecniche SEO. Il SEO offre infatti benefici a lungo termine ed è inoltre gratuito. Ovviamente non si tratta di qualcosa di immediato: le strategie SEO sono a lungo termine e servono tempo e pazienza per vedere i primi risultati.

Se non conosci il mondo del Digital Marketing o vuoi posizionare un sito in maniera immediata, ecco 10 trucchi che ti consentiranno di aumentare la visibilità del tuo brand, aumentare il traffico e ottenere dati utili per migliorare i tuoi risultati SEO.

 

  • 1. Monitoraggio visitatori

Per sapere se i tuoi sforzi sono efficaci e stanno avendo successo, è fondamentale tenere d’occhio il page rank, uno dei fattori che contribuisce a determinare la posizione della pagina nel motore di ricerca. Per farlo, basta monitorare il registro referrer che consente di vedere la provenienza dei visitatori e i termini di ricerca che stanno utilizzando gli utenti per trovare il tuo sito.

  • 2. Parole chiave

Non c’è SEO senza parole chiave. Si consiglia di aggiungere le parole chiave in ogni sezione del proprio sito: nei titoli, nei contenuti, negli URL e nelle immagini. Come trovare le parole chiave più efficaci? Inizia a digitare sulla barra di ricerca di Google la frase o la parola che ritieni sia utile per il tuo articolo e, lettera dopo lettera guarda se la funzione dell’auto completamento suggerisce la parola che stai scrivendo. L’auto completamento si basa su ricerche fatte dagli utenti, quindi mentre digiti, il motore ti dà una decina di suggerimenti su come la frase potrebbe continuare. Se non ti suggerisce quello che cerchi, sicuramente non si tratta di una parola chiave ricercata.

Il tag title e le intestazioni delle pagine sono le due sezioni più importanti nelle quali inserire le parole chiave. Ricorda però di non inserire troppe keywords o sarai etichettato come spammer.

  • 3. Utilizzo di link interni ed esterni

L’integrazione di link esterni ed interni rappresenta una delle più importanti strategie SEO. Crea una serie di link ai tuoi contenuti già esistenti durante la creazione di nuovi testi e ricorda sempre di fare l’anchor text search-engine-friendly. Grazie a questo piccolo trucchetto, le visite all’interno del tuo sito aumenteranno considerevolmente. Come per tutti gli altri approcci SEO, fai attenzione a non eccedere con la quantità di link.

  • 4. Sitemap

Aggiungi una mappa del sito, cioè una pagina che contenga il collegamento a tutte le altre pagine del tuo sito. Questo trucco rende più facile ai tuoi visitatori e ai crawler fare ricerca all’interno del tuo sito.

  • 5. Non utilizzare Flash

Flash può sembrare uno strumento divertente, ma non funziona per la SEO. Frames, Flash e AJAX presentano lo stesso problema: non possono essere collegati a una singola pagina.

  • 6. Immagini

Gli utenti possono cercare solo testo, non il testo presente nelle immagini. Per questo motivo, è importante rendere più descrittive possibile le parole associate alle immagini. A tal proposito, l’aggiunta di un tag “ALT” consente di includere una descrizione ricca di parole chiave per ogni immagine presente sul sito. Il testo inserito in una didascalia è molto utile per la SEO. Aggiungi didascalie in tutte le foto, utilizzando parole accattivanti e attraenti.

  • 7. Aggiorna, aggiorna e aggiorna

Il contenuto del tuo sito deve essere fresco e mai statico. Per questo motivo, è fondamentale aggiornare il sito in modo regolare per aumentare il traffico. Inoltre, evita di creare contenuti noiosi o poco rilevanti. Ricorda: i migliori siti sono pieni di informazioni utili per gli utenti. Queste informazioni posso riguardare un servizio, un prodotto, un argomento o una disciplina. Se desideri che il tuo sito abbia nuovi contenuti con una certa frequenza, puoi integrarlo con un blog.  In questo modo crei maggiori opportunità di relazione e dai al sito una voce più umana e personale.

  • 8. Url ricerca – friendly

Cerca di creare una URL più search-engine-friendly possibile. Per farlo puoi inserire all’interno della tua URL le parole chiave.

  • 9. Condividi sui social

Condividi i link legati ai contenuti del tuo sito attraverso le piattaforme di social networking più utilizzate (Facebook, Twitter, Linkedin). Il consiglio è anche quello di integrare questi link con post scritti in grado di stuzzicare la curiosità dell’utente.  Questa strategia moltiplica in modo esponenziale il numero dei visitatori che potranno visitare e condividere i tuoi link.

I blogger di successo Inoltre, aggiungono sempre icone di condivisione social ai loro siti web e orientano i lettori a condividere i loro contenuti su Facebook, LinkedIn e altre piattaforme.

  • 10. Fatti una reputazione

Un trucco per creare più traffico è lo sviluppo di relazioni con altri siti. Chiedi personalmente ai webmaster dei siti autorevoli nella tua nicchia di includere un link alla tua realtà. Ovviamente, controlla sempre che il tuo partner abbia una buona web-reputazione.

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Vuoi investire in una startup ma non sai come fare? Di seguito 4 consigli utili per farlo

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Investire in una startup è oramai alla portata di tutti. Grazie alle numerose piattaforme di equity crowdfunding, sicure e facili da utilizzare, sempre più persone decidono di allocare una parte dei propri fondi personali in questa tipologia societaria.

Quando prendiamo in considerazione di investire in una startup dobbiamo, però, considerare entrambe le facce della medaglia. Infatti, se da un lato una startup ha un alto potenziale di crescita, dall’altro lato il rischio fallimento è dietro l’angolo. Per questo, prima di investire, bisogna considerare e valutare una serie di fattori che ci permettono di capire se l’investimento si rivelerà fruttuoso oppure no.

Cosa caratterizza una startup

Innanzitutto, è bene chiarire che non tutte le aziende che nascono sono startup. Una startup per definirsi tale deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • Temporaneità: la qualifica di startup è temporanea e rappresenta la prima fase del percorso che la porterà a diventare una grande impresa;
  • Scalabilità: è la capacità di crescere in modo esponenziale utilizzando poche risorse;
  • Replicabilità del modello di business: vuol dire che il business model può essere ripetuto in diverse aree geografiche o periodi temporali senza grandi cambiamenti. Il business model aiuta a capire la fattibilità del progetto (scalabilità, replicabilità, bisogno reale del cliente); per questo è indispensabile redigere un Business Model Canvas o un Lean Model Canvas per capire il reale valore del prodotto immesso sul mercato e le modalità di monetizzazione;
  • Innovazione intrinseca: deve esserci un’importante innovazione di prodotto o di processo. Quando parliamo di startup, l’innovazione rappresenta la “conditio sine qua non”; una startup, infatti, nasce per soddisfare un bisogno non ancora soddisfatto e apportare un’innovazione che ancora manca sul mercato.

4 fattori per valutare l’investimento in una startup

  • Team: la valutazione del team è un aspetto molto importante da tenere in considerazione. Il team, infatti, costituisce la colonna portante della startup stessa. Solitamente il team (almeno all’inizio) è composto da due figure: il CEO (Chief Executive Officer) e il CTO (Chief Technical Officer), esperti del settore business e tecnologico. Oltre all’esperienza pregressa del team e alle competenze maturate, un investitore tiene conto anche della vision e della motivation degli imprenditori.
  • Prodotto/servizio: questa fase richiede uno studio approfondito. Per prima cosa bisogna confrontare il prodotto/servizio che si intende offrire con quelli presenti sul mercato e valutarne l’effettiva necessità dell’introduzione del prodotto/servizio sul mercato stesso, bisogna poi analizzare attentamente i competitor sia diretti che indiretti in relazione a quello che offrono e a quello che noi andremo ad offrire. Una particolare attenzione dovrà essere posta sul vantaggio che tale prodotto/servizio possiede rispetto agli altri; dunque, quali sono le sue principali caratteristiche distintive;
  • Traction: nel mondo delle startup la “Traction is the king”, senza di essa avrà vita breve e, di conseguenza, non avrà mai un futuro. La traction è la prova che qualcuno vuole comprare il prodotto e che soddisfa una richiesta reale del mercato. Ogni potenziale investitore dovrà misurare la traction di una startup per capire l’effettiva capacità di una startup non solo di offrire un prodotto che soddisfi un bisogno ma anche la sua capacità di crescere e di acquisire nuovi clienti;
  • Dimensione del mercato: un’attenta analisi di mercato, consentirà di capire la potenziale crescita ed evoluzione della startup nella quale si ha intenzione di investire. Ad esempio, un mercato troppo piccolo indicherà una crescita lenta e ciò potrebbe compromettere la riuscita del progetto; al contrario, un mercato potenziale ampio è indicativo di una possibile crescita esponenziale e quindi di successo del progetto. È importante valutare anche il trend del mercato, meglio agire in mercati in crescita anziché in declino.
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Startup Early Stage: come si definiscono e cosa fanno

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La fase di Early Stage rappresenta l’inizio della vita di un’impresa ed include tutte le operazioni di investimento indispensabili per la sua crescita.

Cos’è e come funziona la Startup Early Stage

La Startup Early Stage attraversa quel momento in cui l’idea ha bisogno di essere perfezionata. Vanno perciò effettuati tutti i test necessari a dimostrare l’efficacia del prototipo. Si tratta essenzialmente della fase di sviluppo del prodotto che ha lo scopo di valutare la possibilità o meno di ottenere finanziamenti per giungere alla sua immissione nel mercato. Una volta che l’idea è pronta per diventare realtà si raggiunge la fase centrale di Early Stage. L’obiettivo principale di una Startup nascente è quello di ottenere un numero consistente di consensi da parte dei finanziatori. Tra gli elementi rilevanti è inclusa anche l’individuazione del mercato di riferimento del prodotto che consenta di generare i primi ricavi. La Startup Early Stage ha l’opportunità di attirare i suoi primi clienti e i sostegni che costituiscono le basi del suo futuro. Le caratteristiche principali che accomunano una Start up in questa fase sono:

  • La presenza di pochi dipendenti, in genere meno di dieci
  • L’assenza di profitti
  • L’incapacità di corrispondere stipendi competitivi

Se infatti l’impresa possiede già ricavi sufficienti per far fronte a tutte le esigenze della squadra non può essere classificata come una Startup Early Stage.

Di cosa ha bisogno una Startup Early Stage

Una Startup in fase di creazione necessita principalmente di capitale. La fase di Early Stage viene definita appunto di pre-finanziamento nella quale è importante dimostrare l’efficienza e la validità del team. Le necessità che emergono per una Startup Early Stage vengono soddisfatte solamente mettendo in atto determinate azioni:

  1. Individuare un target definito. Il prodotto o servizio immesso nel mercato deve far fronte al bisogno di un target sufficientemente ampio per garantire il successo della Startup
  2. Testare l’efficacia della soluzione. L’obiettivo principale dell’impresa deve essere quello di offrire un prodotto funzionale ed appetibile capace di creare riscontri positivi tra gli utenti
  3. Identificare gli effetti sul mercato. Quando il prototipo viene immesso nel mercato è possibile iniziare a valutare i margini di crescita economici e stabilire se può sussistere un adeguato ritorno in termini finanziari per l’impresa
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