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Intervista a Nicolò Santin di Gamindo: Quando puoi fare beneficenza giocando

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Nicolò Santin Gamindo

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Nicolò Santin: Per fortuna stiamo tutti bene. Ci stiamo impegnando a rispettare al massimo le regole che sono state presentate dal Governo.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Nicolò Santin: Mi chiamo Nicolò Santin, ho 28 anni, vengo da un paese che si chiama Paese, in provincia di Treviso e mi sono laureato in Economia e gestione delle aziende presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’origine dell’idea alla base di Gamindo è un po’ bizzarra. È tutto nato con Gangnam Style. Ricordo di aver letto un articolo in cui si diceva che l’artista PSY aveva guadagnato 4 milioni di dollari, per gli introiti pubblicitari presenti su YouTube, dopo il primo miliardo di visualizzazioni della canzone. Ho pensato: creo un video, convinco la gente a guardarlo dicendo “guardalo non ti costa nulla, ma i soldi degli introiti andranno in beneficenza” e dono tutto ad uno o più enti. Far guardare un video però non è semplice. Farli divertire, con un videogioco, lo è molto di più. Sono da sempre appassionato di videogiochi e quando all’esame di marketing ho scoperto gli advergame (videogiochi brandizzati creati dalle aziende per promuoversi) ho pensato che fossero il mezzo ideale per far donare le persone senza spendere. Da lì, ho scritto la mia tesi di laurea proprio su questo argomento.

Ero talmente motivato e curioso di studiare questo argomento che ho finito per scrivere 700 pagine, raccogliendo 2500 questionari grazie ai miei cuginetti di 12 anni che si sono messi una t-shirt in spiaggia con scritto “Se compili un questionario, ti regaliamo un sorriso”. Dopo la laurea mi sono però reso conto che non bastava una lunga tesi o un bel voto per fare impresa. Ci volevano le giuste persone. Per fortuna ho conosciuto dopo qualche mese Matteo Albrizio, ingegnere laureato a Padova, che si è dimesso dal suo lavoro per lanciarsi assieme a me in questa avventura.

Come innova Gamindo?

Nicolò Santin: Abbiamo unito due mondi esistenti, quelli del gaming e della beneficenza, in qualcosa che prima non esisteva, ossia una piattaforma dove puoi convertire il tempo speso giocando ai videogiochi in donazioni agli enti non profit. L’innovazione che stiamo portando avanti però non è solo nell’idea, ma anche nel prodotto che offriamo ai nostri utenti. L’app Gamindo, disponibile gratuitamente su Google Play e App Store, infatti presenta sempre nuovi giochi ed elementi che testiamo e poi implementiamo nel tentativo di innovare continuamente.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Gamindo e come state affrontando questa crisi?

Nicolò Santin: Il mercato del gaming, per fortuna, non ha subito un duro colpo da questa pandemia. Anzi, gli ultimi mesi sono stati un periodo di forte crescita del numero di utenti per tutti i giochi e le piattaforme di gaming, compreso Gamindo. Abbiamo visto infatti quintuplicare il numero di utenti rispetto a marzo, quando avevamo da poco lanciato la piattaforma. Considerando però che i giochi che in questo momento sviluppiamo sono advergame, ossia videogiochi brandizzati per le aziende che si vogliono promuovere il modo coinvolgente, abbiamo sicuramente notato un rallentamento nei brand ad investire in nuove iniziative ed una difficoltà nei primi mesi a relazionarci con le aziende, visto il lockdown che ha bloccato gli eventi e gli incontri.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Nicolò Santin: Due sono state le decisioni “difficili” che abbiamo dovuto prendere. La prima è stata quella di rinunciare a trasferirci a Milano a partire da settembre, dato che sono saltati tutti gli eventi e la quasi totalità degli incontri si sono spostati sul mondo online. Milano è sicuramente la città migliore in Italia dove fare startup in questo momento, vista la forte concentrazione di aziende/investitori/giornalisti. Abbiamo però dovuto rinviare il trasferimento al 2021.

La seconda decisione “difficile” è stata quella di rinunciare all’incontro con tutto il team di Gamindo a fine settembre. Solo io e il mio socio siamo da Treviso. Tutto il resto dei ragazzi, che collabora part time con noi, è sparso in giro per l’Italia. Avevamo deciso di far un ritrovo di 2-3 giorni in Toscana per star assieme e divertirci. Anche in questo caso abbiamo preferito rinunciare a causa della pandemia. In generale comunque, per fortuna, non siamo stati costretti a prendere decisioni difficili come son sicuro avranno dovuto far fronte molti imprenditori che si son visti costretti a ripensare completamente il loro business dalla sera alla mattina.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Gamindo nel futuro?

Nicolò Santin: Per fortuna questa emergenza sanitaria non ha avuto un impatto significativo sulla salute fisica e mentale di nessuno del team, nonostante il lungo tempo trascorso chiusi tra le mura domestiche. Per quanto riguarda le previsioni future, è molto difficile farle visto il momento storico che stiamo vivendo. Son sicuro che sarà sempre più complesso prevedere il futuro e che i business plan a 3-5 anni serviranno sempre meno. Quello che vediamo nei prossimi mesi per Gamindo è un’azienda che si specializzerà sempre di più nel mondo del gaming, offrendo soluzioni sia B2B per le aziende che B2C per gli utenti finali. Ne vedrete delle belle!

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Nicolò Santin: Ci sono moltissime aziende che producono e/o distribuiscono casual games (Voodoo, King, Ketchapp, Zynga, Lion Studio ecc…) e diverse aziende che permettono alle persone di donare senza spendere (Charity Miles correndo o WeGiveIt guardando un video). Noi pensiamo di superare la concorrenza offrendo l’unico servizio che permette di dar valore al tempo speso giocando ai videogiochi. L’unica soluzione che consente alle persone di salvare il mondo reale, e non solo quello virtuale, giocando con i videogiochi.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Nicolò Santin: Stiamo vivendo un momento davvero difficile e che entrerà sicuramente nella storia per l’impatto che avrà nella società e nell’economia. Noi giovani e più in generale noi startup dobbiamo cogliere questo momento per offrire dei prodotti e dei servizi che possano trasformare questa minaccia in un’opportunità per crescere tutti assieme.

Link Utili:

Il sito https://gamindo.com/

Il link per il download dell’app: https://gamindo.com/download

 

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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