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INNOVATORI VS COVID-19

Susanna Martucci ci parla di Alisea: L’unica che fa del Riuso e del Riciclo un’identità d’impresa

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Susanna-Martucci-Alisea

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19?

Susanna Martucci: Stiamo tutti bene, grazie per la domanda.  Naturalmente siamo preoccupati ma siamo anche convinti che la situazione di crisi che stiamo affrontando possa darci degli insegnamenti per il futuro.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Susanna Martucci: Il mio lavoro è allungare la vita dei materiali. Dopo 12 anni di esperienza in una grande azienda italiana, nel 1994 fondo la mia: Alisea. Mi occupo della vendita di gadget promozionali made in Italy. Dopo poco più di un anno arrivano sul mercato i prodotti made in China: impossibile competere, hanno prezzi imbattibili e sono belli da vedere; rischio di chiudere e di lasciare senza lavoro 20 persone. Sono in un bar ed un conoscente mi regala un piccolo quaderno sul quale è scritto “nessun albero è stato abbattuto per la produzione di questo quaderno”, una frase che mi riporta improvvisamente indietro al 1982. Sono su un treno e al mio fianco parlano due professori universitari: “siamo tutti seduti su un’enorme pattumiera, una bomba destinata ad esplodere, un grande problema per le future generazioni ma anche una grossa opportunità di business per chi riuscirà a coglierla”. Nel 1982, in Italia non si sapeva cosa fosse la raccolta differenziata. Intuisco così la mia strada per evitare la concorrenza cinese sul prezzo: “perché non dare una nuova vita agli scarti?”.

Parlo con gli uffici marketing dei miei clienti e chiedo di poter vedere gli scarti che le loro aziende producono. Mi mettono in contatto con i loro responsabili di produzione che mi spiegano i loro processi produttivi e mi consegnano le schede tecniche dei loro materiali. Noi in Alisea ci rendiamo conto che con la creatività ogni scarto può diventare il protagonista di una affascinante storia da raccontare. È il 1996 e da quella intuizione Alisea trova una collocazione unica sul mercato, diventando in Italia l’unico operatore che fa del riciclo e del riutilizzo dei più disparati materiali di scarto la sua particolarissima identità
d’impresa.

Come innova Alisea?

Susanna Martucci: L’innovazione fa parte del nostro DNA da sempre. Mettiamo a disposizione dei nostri clienti idee che trasformiamo in oggetti utilizzando i più diversi materiali derivanti da recupero, da riciclo o dagli scarti di lavorazione industriale forniti dagli stessi clienti. Trasformare ciò che per tutti è rifiuto in una nuova risorsa non è semplice. È necessario avviare un processo di ricerca e sviluppo per ripensare e reinventare un materiale, altrimenti destinato alla distruzione. Da quando abbiamo iniziato, nel 1994, sono stati realizzati tantissimi oggetti: penne da fanali rottamati, puzzle recuperati da parquet, oggetti per l’ufficio da banner pubblicitari in PVC, vasi e centri tavola fatti di cera e scorze vegetali. Ma non ci siamo fermati qui. Alisea è proprietaria di due brevetti di prodotto e processo produttivo:

1. Perpetua la matita, la prima ed unica realizzata in Italia con l’80% di polvere di grafite recuperata dai processi di lavorazione industriale, altrimenti destinata a finire in discarica;

2. g_pwdr Technology, il primo trattamento di tintura per capi e tessuti che utilizza polvere
di grafite di recupero in alternativa all’uso di additivi e pigmenti chimici.

Attualmente stiamo realizzando un tappo realizzato dall’unione tra grafite recuperata e sughero riciclato, senza utilizzo di colle e vernici. Insomma, ripensare materiali e processi produttivi in chiave circolare è alla base della nostra attività. Siamo convinti che solo in questo modo sia possibile contribuire ad un cambiamento positivo nei confronti del Pianeta in cui viviamo.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Alisea e come state affrontando questa crisi?

Susanna Martucci: Anche noi siamo stati pesantemente colpiti da questa pandemia globale. Il nostro target principale è costituito da negozi, concept store, musei e aziende che scelgono i nostri oggetti per fiere ed eventi. Tutte queste attività purtroppo hanno subito una forte battuta d’arresto e, di riflesso, anche la nostra azienda ha risentito della crisi. Nonostante la difficoltà, abbiamo deciso di affrontare questo momento in modo propositivo: non ci siamo soffermati sul presente, bensì abbiamo ragionato sul lungo periodo. In quest’ottica abbiamo sfruttato questo “rallentamento forzato” per concentrarci maggiormente nel processo di ricerca e sviluppo al fine di sviluppare idee creative e innovative per rispondere alle nuove esigenze di consumo post-covid.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Susanna Martucci: Purtroppo, a seguito del calo del lavoro, abbiamo dovuto prendere la delicata decisione di accedere alla cassa integrazione per i nostri dipendenti. Fin da subito abbiamo ritenuto giusto anticiparla per evitare ritardi e quindi disagi a chi lavora con noi. La lezione più importante che questa pandemia ci ha ricordato è che non bisogna rimanere intrappolati nella propria zona di comfort. Gli imprevisti sono dietro l’angolo: quello che è una zona di comfort oggi, può non esserlo domani. Non farsi trovare impreparati è fondamentale. Fortunatamente il nostro lavoro ci insegna ad uscire dagli schemi e ragionare out of the box ogni giorno. Forse è anche per questo che siamo riusciti a reagire di fronte alla difficoltà e, piano piano, rimetterci in gioco.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Alisea nel futuro?

Susanna Martucci: Affrontiamo questa crisi un passo alla volta: respiriamo profondamente e cerchiamo di cogliere tutti gli insegnamenti positivi che questo momento ha da offrire. Questa pandemia ci ha ricordato come fosse bello il Pianeta prima che iniziassimo a darlo per scontato. Durante il periodo più duro che abbiamo affrontato, il lockdown di marzo, abbiamo visto animali selvatici abitare le strade delle nostre città e abbiamo riscoperto colori che forse avevamo dimenticato: senza inquinamento il cielo era più azzurro, l’aria più leggera e l’acqua più limpida. Mi auguro che questo momento di crisi possa portare a riflettere sull’importanza di mettere in atto un cambiamento che parte proprio dai piccoli gesti che
ognuno di noi compie ogni giorno.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Susanna Martucci: Ci rivolgiamo a clienti che cercano qualcosa che non trovano sul mercato, per questa ragione riteniamo di non avere competitor diretti. Se dovessero esserci, comunque, non vivremmo la concorrenza come una gara dove vince chi supera l’avversario ma come un confronto costruttivo per migliorarci ogni giorno e da cui trarre insegnamento.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Susanna Martucci: Da un punto di vista aziendale, questa pandemia purtroppo segnerà la fine di tante storie imprenditoriali. Sono convinta, però, che sia proprio in questi momenti di crisi che emerge il carattere e la stoffa di un imprenditore. Chi è in grado di abbandonare la propria comfort zone e cavalcare l’onda del cambiamento può ripensare la propria attività e trovare opportunità di lavoro inesplorate fino a quel momento. Da un punto di vista generale, mi auguro che questa situazione possa renderci tutti più consapevoli del nostro impatto sul Pianeta e ci faccia riscoprire l’importanza di ogni singolo gesto per mettere in atto un cambiamento positivo.

Link utili:

www.alisea.it

www.perpetua.it

www.gpwdr.com

 

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