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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Andrea Baldini, Co-founder di Tamatara, una piattaforma marketplace nel campo della stampa 3D

“Tamatara è una piattaforma che propone di rendere accessibile e semplice l’acquisto di oggetti personalizzati ed artigianali realizzati con la tecnologia della stampa 3D per il segmento B2C”.

andrea baldini tamatara

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Andrea Baldini : Bene, le nostre due figlie non ci hanno mai fatto annoiare diciamo. Stiamo affrontando la quotidianità con il pensiero di dover convivere con il virus, cercando di non far mancare nulla sul piano educativo e relazionale alle nostre figlie, consci della complessità istituzionale e sociale che questa pandemia ha comportato.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce Tamatara?

Andrea Baldini : Laureato in Sociologia mi inserisco professionalmente nel mondo no-profit ricoprendo diversi ruoli nel corso della mia carriera. Tutt’ora continuo a ricoprire cariche trasversali nel sociale perché affascinato dall’etica e dal lavoro personale e gruppale che esso comporta. Reputo che queste mie esperienze siano state il substrato fondamentale della mia idea, insieme alla mia passione per l’informatica e l’imprenditoria digitale.

Racconto un aneddoto: nel 2014 lavoravo nel pesarese con lo scopo di trovare opportunità innovative e formative a ragazzi in povertà educativa, entro così in contatto con un gruppo di ragazzi vogliosi di diventare artigiani digitali per professione, unendo le loro abilità manuali alla tecnologia della stampa 3D. Mi accorgo in prima persona di quanto know-how servisse per realizzare prodotti di livello con tale tecnologia ed al tempo stesso valorizzarlo al cliente finale.

Nel tempo il mercato è cambiato, ho seguito i vari trends ed eventuali competitors fino a validare il fatto che non esisteva un servizio mirato a mettere in contatto con semplicità gli artigiani digitali, le loro idee e le loro abilità, con i consumatori. Ho formato un team iniziale, strutturato l’idea e grazie ad una formazione continua e alla collaborazione con artigiani digitali di tutta Italia siamo riusciti a definire il nostro progetto nel 2018, fondando Tamatara, piattaforma marketplace nel campo della stampa 3D.

Come innova Tamatara?

Andrea Baldini : Tamatara è una piattaforma che propone di rendere accessibile e semplice l’acquisto di oggetti personalizzati ed artigianali realizzati con la tecnologia della stampa 3D per il segmento B2C.

I consumatori troveranno in Tamatara una piattaforma user friendly dove acquistare oggetti o richiederne di personalizzati, avvicinando un mondo come quello dell’artigianato digitale anche a quei soggetti ignari dei vantaggi di tale settore: oggetti unici, con materiali innovativi, di design e personalizzabili.

Gli artigiani digitali (designers e makers) utilizzeranno Tamatara come vetrina per i loro prodotti e per i loro servizi, potendo così mettere in mostra su scala internazionale la loro creatività e il loro talento artigianale, anche grazie ad un sistema pensato per formare e guidare gli artigiani al fine di migliorare le loro abilità e produrre oggetti di qualità.

La grande innovazione alla base di Tamatara sta nella semplificazione di processi complessi che facilitano la comunicazione e l’integrità delle informazioni da parte di tutti i soggetti coinvolti, attribuendo valore sia ai suoi buyers che ai suoi “artisti-artigiani”, credendo fortemente nella loro creatività, ingegno ed esperienza tecnica, con l’obiettivo di mettere al centro l’aspetto umano dell’artigianato e fornire all’utente un’esperienza unica grazie alla sua piattaforma innovativa.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

Andrea Baldini : La pandemia ha inciso inevitabilmente nella nostra entrata nel mercato: pre-covid i benchmark di riferimento (artigianato, personalizzazione, eCommerce) erano favorevoli; abbiamo dovuto ritardare l’uscita, virando su una ristrutturazione del team e sul perfezionamento della piattaforma. Si è cercato di sfruttare la situazione formandoci, integrando il team e preparando un’adeguata campagna marketing per farci trovare pronti al momento opportuno. Puntiamo ad uscire nel mercato in autunno 2020.

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

Andrea Baldini : Essendo una startup early-stage abbiamo responsabilità relative, non abbiamo dipendenti, siamo un team attualmente di 4 soci e di collaboratori esterni. Inoltre, come ogni startup, lo stress ed il rischio sono elevati ma abbiamo sempre gestito il tutto rispettando i nostri tempi ed il mercato su cui ci affacceremo. E’ chiaro che l’incertezza nel segmento B2C è forte, soprattutto nella capacità di spesa, ma al tempo stesso stiamo valutando che l’impennata della digitalizzazione e dell’ecosistema eCommerce possa essere stato un fattore positivo per alcune nostre nicchie. In un momento storico dove le relazioni interpersonali hanno subito “un’accelerazione digitale” Tamatara potrà essere il ponte tra vari artigiani e clienti fornendo una piattaforma virtuale dove l’interazione e la collaborazione rimangono colonne portanti.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Andrea Baldini : Competitor diretti nel segmento B2C con il nostro stesso business model non ne abbiamo; vi sono aziende che hanno come tecnologia core la stampa 3D ma si dedicano principalmente al segmento B2B. Semplicità, personalizzazione e fiducia nella rete di artigiani digitali italiani saranno i nostri punti forte.

Link al nostro sito : www.tamatara.com

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Andrea Baldini : E’ pressocché inevitabile che le modificazioni nelle interazioni sociali e la crisi economica che verrà porteranno ad una ridefinizione di alcuni valori e bisogni primari – secondari. Al tempo stesso la svolta digitale che l’Italia dovrà percorrere è necessaria, portando ad una ridefinizione delle interazioni pubblico / private ed all’accesso di beni e servizi. Chi riuscirà a fare andare di pari passo questi due cambiamenti potrà uscire al meglio da questa crisi in atto.

 

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