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INNOVATORI VS COVID-19

La telemedicina di Ultraspecialisti: Il percorso di cura diventa personalizzato

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Abbiamo intervistato Antonio Sammarco, CEO di Ultraspecialisti : un’azienda innovativa a impatto sociale specializzata in servizi di Telemedicina.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Antonio Sammarco: Sono laureato in economia e commercio e ho iniziato il mio percorso professionale in una multinazionale nota nel mercato del largo consumo, occupandomi della gestione di alcuni key account. Di lì in poi ho maturato sempre più esperienze in ambito commerciale e marketing, occupandomi di canali diversi B2C e B2B e spostandomi anche su mercati industry, e gestendo reti di vendita e mercati esteri. Nel 2015, dopo l’ultima crisi economica, mi sono chiesto se poteva essere il momento di staccarmi dalle aziende e pensare di creare un progetto lavorativo autonomo dove esprimere al meglio le mie potenzialità e la mia esperienza.

Mia moglie è stata la chiave di volta, insieme anche a mio padre, entrambi medici.  Guardando alle loro vite lavorative ho osservato tutte le dinamiche e soprattutto la continua ingerenza del lavoro nella vita privata. Ho studiato le dinamiche di relazione tra lo specialista e il paziente in difficoltà che cerca aiuto e soluzioni insieme a tutto il suo nucleo familiare. Di lì ho provato a immaginare uno strumento solido ed efficace che potesse aiutare entrambi, medico e paziente, a comunicare in modo corretto e funzionale, addirittura evitando, quando possibile, gli spostamenti.

Si parlava poco di Telemedicina nel 2015, ma di fatto senza neanche volerlo sono arrivato passo dopo passo a realizzare una prima soluzione innovativa di cui oggi si sente l’esigenza quasi solo per via del Covid-19. Ma che di fatto ha risolto i problemi di tanti pazienti e delle loro famiglie già dal 2016, quando abbiamo lanciato la prima release di Ultraspecialisti. Da pugliese trapiantato al nord mi è stato facile anche guardare al grande tema della migrazione sanitaria, e questo è stato il primo need su cui mi sono concentrato. Non ultimo difendere anche i medici dalle continue richieste improprie attraverso quello che oramai è diventato un elemento vitale per ciascuno di noi, ovvero lo smartphone.

Come innova Ultraspecialisti?

Antonio Sammarco: In qualità di impact company del mondo della telemedicina, la nostra idea di innovazione va oltre il concetto di tecnologia. Ultraspecialisti sfrutta i mezzi tecnologici con l’obiettivo di innovare i processi della Sanità, un compito complesso che richiede una conoscenza approfondita del mondo sanitario e anni di test e validazioni (Ultraspecialisti è come detto nata nel 2016, ben prima della pandemia).

In questo, la co-founder della startup, la dr.ssa Vanesa Gregorc, ci supporta ogni giorno per studiare nuove soluzioni che permettano di rendere più accessibili le cure ai pazienti e più efficiente il lavoro dei medici. Mi permetto di fare una considerazione: purtroppo in questo periodo di emergenza, in aggiunta all’uso improprio di strumenti come Whatsapp o Zoom, che non hanno nulla a che vedere con la telemedicina, abbiamo assistito alla nascita tante soluzioni tecnologiche improvvisate. Queste hanno contribuito a generare ulteriore confusione intorno alla telemedicina, che ha invece delle linee guida precise e ha bisogno di servizi strutturati che generino un reale impatto sulle persone in cerca di cure.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Ultraspecialisti e come state affrontando questa crisi?

Antonio Sammarco: La pandemia da Covid-19 ha portato alla ribalta in generale tutto ciò che riguarda la e-health, evidenziando come i percorsi di cura si possano effettivamente gestire digitalmente. La maggiore attenzione verso canali e modelli digitali di cura, però, ha avuto come riflesso l’uso spesso inappropriato di strumenti che, di fatto, non sono riconducibili in nessun modo alla telemedicina. Siamo quindi purtroppo ancora lontani dall’idea che sia indispensabile l’utilizzo di piattaforme e soluzioni realizzate appositamente per percorsi di cura digitali, che rispondono a un quadro normativo chiaro.

La pandemia ha generato una necessità, ma concretamente ha insegnato ancora poco. Ripeto: bisogna scegliere canali appropriati. E con Ultraspecialisti intendiamo educare i cittadini a questo tipo di comportamento. In aggiunta, la pandemia da Covid-19 ha fatto luce anche sulle necessità delle persone non Covid-positive con malattie croniche (malati oncologici, cardiopatici, diabetici ecc.), che hanno visto rallentarsi e in certi casi bloccarsi le cure. Ultraspecialisti si pone come importante punto di riferimento per tutti loro, potendo offrire una soluzione appropriata e validata grazie alle più di 5000 interazioni (consulti, chiarimenti, visite di controllo ecc.) avvenute all’interno della piattaforma dal 2016.

Quali sono le lezioni apprese?

Antonio Sammarco: Sicuramente che la telemedicina, in Italia, può funzionare, anche se è evidente che ci sia bisogno che si sviluppi un ecosistema che ancora manca. C’è maggiore maturità anche da parte dei player della Sanità, che in alcuni casi però ancora faticano a capire l’importanza di potenziare le cure a distanza. Un’altra importante lezione è strettamente legata a ciò che Ultraspecialisti si propone di fare: abbiamo capito che la visita specialistica online, volta alla ricezione di un singolo parere medico, è solo un tassello del puzzle; è invece fondamentale studiare piani terapeutici e di accompagnamento da remoto a 360º per i pazienti, personalizzando il più possibile il loro percorso di cura in funzione delle necessità. Ed è ciò che Ultraspecialisti, innovando e formando i medici che fanno parte della community, si propone di fare.

Come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

Antonio Sammarco: Siamo coscienti che Ultraspecialisti possa diventare in futuro un vero e proprio ospedale virtuale, un punto di riferimento sia per i pazienti che per le strutture sanitarie. Vogliamo offrire un servizio sempre più completo, che ambisca a de-ospedalizzare le cure e a renderne più semplice la fruizione da parte di chi ha bisogno. Già più di 100 specialisti in più di 300 patologie hanno scelto di far parte della nostra Community e sulla piattaforma sono quasi 30 le aree terapeutiche presenti, numeri che ci auguriamo possano aumentare costantemente.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Antonio Sammarco: Ultraspecialisti è, come detto, una startup specializzata in servizi di telemedicina ultra-specialistica, caratteristica che fa emergere la sua unicità. Ci avvaliamo di una piattaforma che è un device medico certificato, che permette la trasmissione online da parte del paziente di qualsiasi tipo di esame diagnostico al medico. Grazie a questa, lo specialista è messo nelle condizioni erogare consulti a distanza, in soli 5 giorni e in totale sicurezza. Sperimentiamo quotidianamente nuove soluzioni per rendere sempre più avanzato il nostro servizio a beneficio della salute dei pazienti.

Link Utili:

www.ultraspecialisti.com

 

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