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Coronavirus : uso della Blockchain e dell’IA per rafforzare la risposta sanitaria

Secondo numerosi esperti e vari rappresentanti di Istituzioni nazionali e sovranazionali esiste uno strumento in grado di contrastare l’attuale epidemia provocata dal Coronavirus ossia l’innovazione tecnologica

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Una delle operazioni più difficili da svolgere quando è in atto un’epidemia estesa a livello mondiale come quella del Coronavirus è pianificare e gestire le richieste di intervento, la raccolta di risorse finanziarie e l’arrivo di personale o materiale sanitario nei principali focolai. Sorge quindi il problema di valutare in che modo aiutare le popolazioni colpite senza ritardi e prendere le decisioni più giuste per fronteggiare l’epidemia. Per questo entra in gioco l’innovazione tecnologica supportata da due importanti strumenti:

La Blockchain

L’installazione di una rete blockchain privata può permettere il monitoraggio delle donazioni e addirittura la distribuzione delle maschere N95 indispensabili per bloccare almeno il 95% delle particelle sospese nell’aria. Utilizzando la blockchain si può inoltre assicurare una maggiore trasparenza pubblica sulla tracciabilità delle donazioni, sul loro uso da parte delle popolazioni bisognose e sull’individuazione dei responsabili che gestiscono questo sistema. La blockchain consentirebbe anche il controllo di tutti i dati pervenuti in tempo reale e che tengono conto dei decessi causati dal virus, dei pazienti che guariscono e delle cure o terapie messe in atto.

L’intelligenza artificiale (IA)

Grazie all’intelligenza artificiale e all’utilizzo di analytics è possibile prevedere un maniera anticipata i sintomi che annunciano l’inizio di una nuova epidemia. Combinando insieme diverse fonti di informazioni tratte dai registri di volo, dai social media, dalle vendite di farmaci anti-piretici, da dati di emergenza clinica e via dicendo è possibile ottenere un sistema di analisi preciso ed accurato. In questo modo può essere limitata la diffusione del virus in maniera efficace ad esempio mettendo in quarantena i pazienti o predisponendo una quantità di farmaci immediatamente disponibile.

Con l’uso di queste tecnologie possono essere previsti anche eventuali nuovi focolai e si può inserire nel sistema di gestione dell’epidemia un’apposita chatbot attiva 24 ore su 24 per permettere alle persone di individuare i sintomi in caso di sospetto contagio. L’intelligenza artificiale permette di ottenere una valido supporto anche alla sperimentazione clinica e per quanto riguarda la produzione di vaccini offre la garanzia della loro efficacia e del fatto che vengano introdotti in un contesto normativo sicuro e controllato.

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