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Intervista a Cristian Fracassi di Isinnova: “Il futuro è nelle nostre mani, non teniamole in tasca”

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Cristian Fracassi Isinnova

Come state, lei e la sua famiglia?

Cristian Fracassi: Fortunatamente tutti bene. Nessuno di noi si è ammalato di Covid né si è trovato in difficoltà in seguito alla situazione sanitaria critica di questo periodo.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Cristian Fracassi: Sono sempre stato un ragazzo curioso, fin da quando andavo a scuola. I “perché” non finivano mai nella mia testa e questa attitudine, unita alla passione per la matematica, la fisica e il disegno tecnico, mi ha portato a frequentare la facoltà di Ingegneria.
Una volta diventato ingegnere, ho deciso di perseguire il mio sogno, l’unico progetto che in quel momento avevo (Brix) ma a cui avevo dedicato grande impegno. Ci credevo, e ci credo tuttora.

E così, dopo un dottorato e un master per affinare le mie competenze, ho fondato Isinnova, un’azienda che si pone come obiettivo principale aiutare chiunque abbia un’idea a realizzarla. Tanto ho dovuto essere perseverante con il mio progetto, dovendo ricercare la forza e l’aiuto solo in me stesso, tanto Isinnova vuole sostenere e affiancare chi si trova in questa situazione. Ovviamente Isinnova sviluppa anche progetti propri e si dedica a svolgere Ricerca e Sviluppo per le aziende interessate.

Come innova Isinnova?

Cristian Fracassi: Come accennato prima, abbiamo tre filoni di innovazione: sviluppo di idee/progetti di terzi, sviluppo di idee/progetti propri di Isinnova e infine Ricerca e Sviluppo per aziende. Diciamo che per tutti i progetti che affrontiamo, l’approccio che fa da filo conduttore è di non porsi limiti. Solo perché qualcosa non è mai stato fatto prima non vuol dire necessariamente che non si possa fare, così come se fino ad oggi si è fatto in un unico modo non implica che non ce ne siano altri, magari anche più ottimali.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Isinnova e come state affrontando questa crisi?

Cristian Fracassi: La pandemia ci ha colpito in un modo imprevedibile e assolutamente destabilizzante…ma allo stesso tempo ha portato una carica di entusiasmo e forza che non sapevamo neanche di possedere. Tutto è partito quando, il 13 marzo 2020, ci è giunta una richiesta d’aiuto da parte dell’ospedale di Chiari: avevano esaurito delle valvole (chiamate Venturi) con il compito di miscelare aria e ossigeno nelle maschere respiratorie per i pazienti malati di Covid. Il nostro team non si è tirato indietro e in due giorni siamo riusciti a recuperare un campione di valvola Venturi, a ridisegnarla in 3D senza avere a disposizione le schede tecniche del prodotto, a stamparla e a consegnarne 100 esemplari all’Ospedale. Abbiamo mobilitato il Giornale di Brescia, una grande azienda bresciana (Gruppo Lonati) che ci ha messo a disposizione le sue stampanti più performanti e nessuno di noi si è fermato per un attimo a riflettere sul fatto che poteva “non essere fattibile”. Servivano le valvole per salvare delle vite e noi abbiamo risposto alla chiamata.

In seguito a questa breve ma intensa vicenda, il Dott. Favero ci ha contattati perché aveva avuto un’intuizione interessante in merito alle maschere da snorkeling della Decathlon: con la stessa grinta che ormai ci animava da giorni, ci siamo lanciati anche in questo progetto, ancora più rischioso in quanto si trattava di inventare da zero un raccordo per collegare le suddette maschere ai respiratori.
Con moltissimi tentativi, prove, modifiche e test alla fine siamo riusciti a produrre quello che consideriamo un piccolo miracolo, per la tempistica ristretta e l’impegno profuso.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Cristian Fracassi: Sicuramente le decisioni da prendere sono state tante e di livello non indifferente. Non solo per quanto riguarda i progetti che ci hanno impegnato nei mesi più duri della pandemia (essendo qualcosa di totalmente nuovo, ogni decisione poteva risultare determinante in bene o in male per la buona riuscita del progetto) ma anche per quanto riguarda l’operatività stessa di Isinnova.

Per le caratteristiche tipiche della nostra società, non rientravamo tra le categorie di aziende obbligate a chiudere: tuttavia bisognava tenere conto della salute delle persone (sia fisica che mentale), delle difficoltà legate al lavoro a distanza, della necessità di essere in presenza per poter essere più efficaci, della paura che nonostante tutto viaggiava costantemente con ciascuno di noi.

Quali le lezioni apprese? Penso che mai come nell’anno trascorso mi sia risultato evidente come l’unione, il lavoro di squadra, la presenza reciproca facciano la forza di una persona e di un’azienda. Io da solo non sarei mai riuscito ad affrontare tutto quello che c’è stato in modo così positivo e coraggioso: mai avrei affrontato questo intero periodo senza la presenza di persone ricche della mia stessa voglia di fare e di non fermarsi.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Isinnova nel futuro?

Cristian Fracassi: Per quanto riguarda lo stress e l’ansia penso di aver risposto poco sopra: il lavoro di squadra e la condivisione con i propri collaboratori sono davvero l’elemento distintivo che può fare la differenza nell’affrontare una determinata situazione.
Il futuro al momento è molto incerto: per fortuna lavorativamente non ci siamo mai fermati e questo ha contribuito a mantenere alto l’umore, pur in un periodo di difficoltà. Non è semplice al momento guardare con ottimismo al futuro ma l’esperienza che abbiamo vissuto penso ci abbia dimostrato che nonostante tutto, insieme possiamo. E non c’è consapevolezza più bella per un imprenditore.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Cristian Fracassi: In realtà più che superare la concorrenza riteniamo più saggio allearci con essa. Molto spesso siamo troppo impegnati a fare la guerra a quelli che consideriamo dei concorrenti da non renderci conto delle opportunità che ci potrebbero essere alleandoci con essi. Più che concorrenti la maggior parte delle volte si è complementari: basta solo osservare da una diversa prospettiva.

Link utili:

https://www.isinnova.it/

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Cristian Fracassi: La pandemia di Covid ha messo a dura prova tutti i settori e i singoli individui a livello fisico e psicologico: ha evidenziato le nostre fragilità e i punti deboli della società, lasciandoli scoperti e indifesi. Mai come in questo momento, a mio avviso, risulta importante puntare l’attenzione sull’imprevedibile, essere pronti per affrontare ciò che non ci aspettiamo: molte delle difficoltà dell’anno appena trascorso sono derivate dalla nostra insufficiente preparazione nel saper gestire un’emergenza. Tempistiche troppo lunghe, difficoltà di comunicazione e gestione delle risorse. Dovremmo fare tesoro di quanto abbiamo vissuto per organizzarci ed essere più pronti in futuro.

 

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