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Cos’è la firma elettronica e perché è conveniente utilizzarla?

Nell’era in cui viviamo, sempre più proiettata verso la digitalizzazione e la dematerializzazione dei processi, la firma elettronica rappresenta un utile strumento per le aziende proiettate in questa direzione.

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Nel 2018 è stato stimato che il mercato della firma elettronica è cresciuto di oltre un miliardo di dollari, ed è previsto un incremento nel prossimo decennio del 30% annuo. Al fine di legalizzare e riconoscere la firma digitale, sia l’Europa (attraverso il regolamento eIDAS) che gli Stati Uniti d’America (con l’ESIGN Act), hanno dato vita a delle legislature permettendo così alle impese mondiali di consolidarla in ogni settore.

Cos’è la firma elettronica e quante tipologie ne esistono?

La firma elettronica è uno strumento tecnologico che offre molteplici vantaggi alle aziende. Permette loro di risparmiare tempo, denaro e di avere una maggiore visibilità sul flusso documentale. La definizione di firma elettronica contenuta all’interno del Regolamento Europeo (Art.3, paragrafo 1, n.10) è:

dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici e utilizzati dal firmatario per firmare”.

Secondo i ricercatori dell’Osservatorio Digital B2B ne esistono diversi tipi:

  • Firma elettronica semplice che costituisce “l’insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica”. Alcuni esempi tipici di questa tipologia di firma sono costituiti dal pin, dalla firma biometrica e dalle credenziali di accesso;
  • Firma elettronica avanzata (FEA), definita dal Codice Amministrazione Digitale (CAD) come “l’insieme di dati in forma elettronica allegati a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati”. Grazie a questa tipologia di firma viene garantita sia l’identità del firmatario, sia l’assenza di modifiche effettuate dopo l’apposizione della firma (esempio: firma su tablet);
  • Firma elettronica qualificata (FEQ), costituisce la più forte istanza di sottoscrizione informatica in quanto può essere utilizzata in ogni contesto in sostituzione della sottoscrizione autografa della quale è giuridicamente equivalente. La FEQ, per poter essere emessa, necessita di uno specifico hardware (lettore di smart card USB o un token hardware). Si ricorda che l’utilizzo di questa tipologia di firma è particolarmente impegnativo e oneroso. È utilizzata solo in rare occasioni;
  • Firma digitale, il CAD definisce tale firma “da riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o associata. L’apposizione di firma digitale integra e sostituisce di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente”. Garantisce autenticità, affidabilità e validità legale ai documenti, ed ha lo stesso valore della firma autografa.

A farsi spazio nel vasto e competitivo mondo della firma elettronica c’è Yousign

Yousign è una società fondata nel 2013 da Luc Pallavidino e Antoine Louiset, con sede a Caen e a Parigi, che offre soluzioni innovative di firma elettronica. Dopo aver conquistato il mercato francese ha rivolto il suo sguardo anche verso altre città europee tra cui l’Italia. Tra i suoi clienti vanta aziende del calibro di Cisco, Admiral Group, FCA e Allianz.  Dal 2019 collabora con eFounders con l’obiettivo di raggiungere livelli sempre più alti. A tal proposito, Luc Pallavidino ha affermato che: “Yousign ed eFounders hanno compreso l’importanza di avere un basso impatto ecologico che unito alla digitalizzazione permetterà il vero cambiamento per le aziende”.

Perché scegliere Yousign?

  1. L’app (eSignature) estremamente semplice da utilizzare, permette di caricare, inviare e approvare tutti i documenti di cui si necessita in modo estremamente rapido, veloce e sicuro;
  2. Fatturazione trasparente, nessun costo aggiuntivo e possibilità di visionare i costi dei vari servizi attraverso l’apposita pagina prezzi;
  3. Sede in Europa e servizi creati in conformità alle normative UE. Fornitore di firme elettroniche certificato in Italia e in tutta Europa;
  4. Partner tecnologici selezionati;
  5. API creata per offrire la migliore esperienza di firma online, facile da utilizzare per i team di lavoro delle imprese;
  6. Un team assistenza clienti celere e sempre pronto ad assistere tutti i suoi clienti

Yousign consente di prenotare, previa registrazione, una dimostrazione che consentirà di provare i servizi offerti gratuitamente per 14 giorni.

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10 trucchi per migliorare il posizionamento SEO

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aumentare visibilità sito web con strategia seo efficace

Gli specialisti del Digital Marketing consigliano a chiunque voglia migliorare il posizionamento del proprio sito/blog su Google di sfruttare le tecniche SEO. Il SEO offre infatti benefici a lungo termine ed è inoltre gratuito. Ovviamente non si tratta di qualcosa di immediato: le strategie SEO sono a lungo termine e servono tempo e pazienza per vedere i primi risultati.

Se non conosci il mondo del Digital Marketing o vuoi posizionare un sito in maniera immediata, ecco 10 trucchi che ti consentiranno di aumentare la visibilità del tuo brand, aumentare il traffico e ottenere dati utili per migliorare i tuoi risultati SEO.

 

  • 1. Monitoraggio visitatori

Per sapere se i tuoi sforzi sono efficaci e stanno avendo successo, è fondamentale tenere d’occhio il page rank, uno dei fattori che contribuisce a determinare la posizione della pagina nel motore di ricerca. Per farlo, basta monitorare il registro referrer che consente di vedere la provenienza dei visitatori e i termini di ricerca che stanno utilizzando gli utenti per trovare il tuo sito.

  • 2. Parole chiave

Non c’è SEO senza parole chiave. Si consiglia di aggiungere le parole chiave in ogni sezione del proprio sito: nei titoli, nei contenuti, negli URL e nelle immagini. Come trovare le parole chiave più efficaci? Inizia a digitare sulla barra di ricerca di Google la frase o la parola che ritieni sia utile per il tuo articolo e, lettera dopo lettera guarda se la funzione dell’auto completamento suggerisce la parola che stai scrivendo. L’auto completamento si basa su ricerche fatte dagli utenti, quindi mentre digiti, il motore ti dà una decina di suggerimenti su come la frase potrebbe continuare. Se non ti suggerisce quello che cerchi, sicuramente non si tratta di una parola chiave ricercata.

Il tag title e le intestazioni delle pagine sono le due sezioni più importanti nelle quali inserire le parole chiave. Ricorda però di non inserire troppe keywords o sarai etichettato come spammer.

  • 3. Utilizzo di link interni ed esterni

L’integrazione di link esterni ed interni rappresenta una delle più importanti strategie SEO. Crea una serie di link ai tuoi contenuti già esistenti durante la creazione di nuovi testi e ricorda sempre di fare l’anchor text search-engine-friendly. Grazie a questo piccolo trucchetto, le visite all’interno del tuo sito aumenteranno considerevolmente. Come per tutti gli altri approcci SEO, fai attenzione a non eccedere con la quantità di link.

  • 4. Sitemap

Aggiungi una mappa del sito, cioè una pagina che contenga il collegamento a tutte le altre pagine del tuo sito. Questo trucco rende più facile ai tuoi visitatori e ai crawler fare ricerca all’interno del tuo sito.

  • 5. Non utilizzare Flash

Flash può sembrare uno strumento divertente, ma non funziona per la SEO. Frames, Flash e AJAX presentano lo stesso problema: non possono essere collegati a una singola pagina.

  • 6. Immagini

Gli utenti possono cercare solo testo, non il testo presente nelle immagini. Per questo motivo, è importante rendere più descrittive possibile le parole associate alle immagini. A tal proposito, l’aggiunta di un tag “ALT” consente di includere una descrizione ricca di parole chiave per ogni immagine presente sul sito. Il testo inserito in una didascalia è molto utile per la SEO. Aggiungi didascalie in tutte le foto, utilizzando parole accattivanti e attraenti.

  • 7. Aggiorna, aggiorna e aggiorna

Il contenuto del tuo sito deve essere fresco e mai statico. Per questo motivo, è fondamentale aggiornare il sito in modo regolare per aumentare il traffico. Inoltre, evita di creare contenuti noiosi o poco rilevanti. Ricorda: i migliori siti sono pieni di informazioni utili per gli utenti. Queste informazioni posso riguardare un servizio, un prodotto, un argomento o una disciplina. Se desideri che il tuo sito abbia nuovi contenuti con una certa frequenza, puoi integrarlo con un blog.  In questo modo crei maggiori opportunità di relazione e dai al sito una voce più umana e personale.

  • 8. Url ricerca – friendly

Cerca di creare una URL più search-engine-friendly possibile. Per farlo puoi inserire all’interno della tua URL le parole chiave.

  • 9. Condividi sui social

Condividi i link legati ai contenuti del tuo sito attraverso le piattaforme di social networking più utilizzate (Facebook, Twitter, Linkedin). Il consiglio è anche quello di integrare questi link con post scritti in grado di stuzzicare la curiosità dell’utente.  Questa strategia moltiplica in modo esponenziale il numero dei visitatori che potranno visitare e condividere i tuoi link.

I blogger di successo Inoltre, aggiungono sempre icone di condivisione social ai loro siti web e orientano i lettori a condividere i loro contenuti su Facebook, LinkedIn e altre piattaforme.

  • 10. Fatti una reputazione

Un trucco per creare più traffico è lo sviluppo di relazioni con altri siti. Chiedi personalmente ai webmaster dei siti autorevoli nella tua nicchia di includere un link alla tua realtà. Ovviamente, controlla sempre che il tuo partner abbia una buona web-reputazione.

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Vuoi investire in una startup ma non sai come fare? Di seguito 4 consigli utili per farlo

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Investire in una startup è oramai alla portata di tutti. Grazie alle numerose piattaforme di equity crowdfunding, sicure e facili da utilizzare, sempre più persone decidono di allocare una parte dei propri fondi personali in questa tipologia societaria.

Quando prendiamo in considerazione di investire in una startup dobbiamo, però, considerare entrambe le facce della medaglia. Infatti, se da un lato una startup ha un alto potenziale di crescita, dall’altro lato il rischio fallimento è dietro l’angolo. Per questo, prima di investire, bisogna considerare e valutare una serie di fattori che ci permettono di capire se l’investimento si rivelerà fruttuoso oppure no.

Cosa caratterizza una startup

Innanzitutto, è bene chiarire che non tutte le aziende che nascono sono startup. Una startup per definirsi tale deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • Temporaneità: la qualifica di startup è temporanea e rappresenta la prima fase del percorso che la porterà a diventare una grande impresa;
  • Scalabilità: è la capacità di crescere in modo esponenziale utilizzando poche risorse;
  • Replicabilità del modello di business: vuol dire che il business model può essere ripetuto in diverse aree geografiche o periodi temporali senza grandi cambiamenti. Il business model aiuta a capire la fattibilità del progetto (scalabilità, replicabilità, bisogno reale del cliente); per questo è indispensabile redigere un Business Model Canvas o un Lean Model Canvas per capire il reale valore del prodotto immesso sul mercato e le modalità di monetizzazione;
  • Innovazione intrinseca: deve esserci un’importante innovazione di prodotto o di processo. Quando parliamo di startup, l’innovazione rappresenta la “conditio sine qua non”; una startup, infatti, nasce per soddisfare un bisogno non ancora soddisfatto e apportare un’innovazione che ancora manca sul mercato.

4 fattori per valutare l’investimento in una startup

  • Team: la valutazione del team è un aspetto molto importante da tenere in considerazione. Il team, infatti, costituisce la colonna portante della startup stessa. Solitamente il team (almeno all’inizio) è composto da due figure: il CEO (Chief Executive Officer) e il CTO (Chief Technical Officer), esperti del settore business e tecnologico. Oltre all’esperienza pregressa del team e alle competenze maturate, un investitore tiene conto anche della vision e della motivation degli imprenditori.
  • Prodotto/servizio: questa fase richiede uno studio approfondito. Per prima cosa bisogna confrontare il prodotto/servizio che si intende offrire con quelli presenti sul mercato e valutarne l’effettiva necessità dell’introduzione del prodotto/servizio sul mercato stesso, bisogna poi analizzare attentamente i competitor sia diretti che indiretti in relazione a quello che offrono e a quello che noi andremo ad offrire. Una particolare attenzione dovrà essere posta sul vantaggio che tale prodotto/servizio possiede rispetto agli altri; dunque, quali sono le sue principali caratteristiche distintive;
  • Traction: nel mondo delle startup la “Traction is the king”, senza di essa avrà vita breve e, di conseguenza, non avrà mai un futuro. La traction è la prova che qualcuno vuole comprare il prodotto e che soddisfa una richiesta reale del mercato. Ogni potenziale investitore dovrà misurare la traction di una startup per capire l’effettiva capacità di una startup non solo di offrire un prodotto che soddisfi un bisogno ma anche la sua capacità di crescere e di acquisire nuovi clienti;
  • Dimensione del mercato: un’attenta analisi di mercato, consentirà di capire la potenziale crescita ed evoluzione della startup nella quale si ha intenzione di investire. Ad esempio, un mercato troppo piccolo indicherà una crescita lenta e ciò potrebbe compromettere la riuscita del progetto; al contrario, un mercato potenziale ampio è indicativo di una possibile crescita esponenziale e quindi di successo del progetto. È importante valutare anche il trend del mercato, meglio agire in mercati in crescita anziché in declino.
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Startup Early Stage: come si definiscono e cosa fanno

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La fase di Early Stage rappresenta l’inizio della vita di un’impresa ed include tutte le operazioni di investimento indispensabili per la sua crescita.

Cos’è e come funziona la Startup Early Stage

La Startup Early Stage attraversa quel momento in cui l’idea ha bisogno di essere perfezionata. Vanno perciò effettuati tutti i test necessari a dimostrare l’efficacia del prototipo. Si tratta essenzialmente della fase di sviluppo del prodotto che ha lo scopo di valutare la possibilità o meno di ottenere finanziamenti per giungere alla sua immissione nel mercato. Una volta che l’idea è pronta per diventare realtà si raggiunge la fase centrale di Early Stage. L’obiettivo principale di una Startup nascente è quello di ottenere un numero consistente di consensi da parte dei finanziatori. Tra gli elementi rilevanti è inclusa anche l’individuazione del mercato di riferimento del prodotto che consenta di generare i primi ricavi. La Startup Early Stage ha l’opportunità di attirare i suoi primi clienti e i sostegni che costituiscono le basi del suo futuro. Le caratteristiche principali che accomunano una Start up in questa fase sono:

  • La presenza di pochi dipendenti, in genere meno di dieci
  • L’assenza di profitti
  • L’incapacità di corrispondere stipendi competitivi

Se infatti l’impresa possiede già ricavi sufficienti per far fronte a tutte le esigenze della squadra non può essere classificata come una Startup Early Stage.

Di cosa ha bisogno una Startup Early Stage

Una Startup in fase di creazione necessita principalmente di capitale. La fase di Early Stage viene definita appunto di pre-finanziamento nella quale è importante dimostrare l’efficienza e la validità del team. Le necessità che emergono per una Startup Early Stage vengono soddisfatte solamente mettendo in atto determinate azioni:

  1. Individuare un target definito. Il prodotto o servizio immesso nel mercato deve far fronte al bisogno di un target sufficientemente ampio per garantire il successo della Startup
  2. Testare l’efficacia della soluzione. L’obiettivo principale dell’impresa deve essere quello di offrire un prodotto funzionale ed appetibile capace di creare riscontri positivi tra gli utenti
  3. Identificare gli effetti sul mercato. Quando il prototipo viene immesso nel mercato è possibile iniziare a valutare i margini di crescita economici e stabilire se può sussistere un adeguato ritorno in termini finanziari per l’impresa
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