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Informatica

Intervista a Francesco Gianferrari Pini, co-founder di Quantyca e Blindata

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Come state, lei e la sua famiglia?

Francesco Gianferrari Pini: Tutti bene per fortuna!

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nascono queste idee imprenditoriali.

Francesco Gianferrari Pini: Io provengo dalla consulenza tecnologica, Matteo (l’altro co-founder) da una serie di esperienze in multinazionali di prodotto.

Oramai 11 anni fa riconoscemmo nei Dati e nella loro gestione un potenziale di crescita ancora inespresso nelle aziende italiane e quindi l’opportunità di fondare una azienda di consulenza verticale su questi temi. L’intuizione è stata felice, e negli anni abbiamo aiutato i nostri clienti a sviluppare questo potenziale. Data Management è oggi una disciplina molto ampia che abbraccia Storage, Integrazione, AI e molti altri componenti.

Questo percorso di crescita, sempre interna ed organica, ci ha portato a consolidare, ad oggi, un gruppo di lavoro di 70 persone molto preparato, entusiasta e responsabile che lavora su progetti innovativi in clienti primari in ambito Finanziario, Utilities e Retail.
Nel 2016 abbiamo riconosciuto nel mercato la necessità, e quindi un’opportunità, di rendere più robusti i processi di Data Management. Su queste basi è stato sviluppato Blindata, un prodotto specifico di Data Governance.

Come innovano Quantyca e Blindata?

Francesco Gianferrari Pini: Ovviamente la risposta è un poco diversa tra Quantyca e Blindata.

Quantyca è una società di consulenza tecnologica. Il prodotto che offre è competenza e capacità progettuale, su tutti i filoni tecnologici relativi al Data Management, attraverso la costruzione di Data Platform. Le aziende stanno sempre più riconoscendo in modo esplicito il Dato come fonte di valore. La nostra mission è quella di aiutare renderlo un asset consolidato a tutti gli effetti, un elemento fondamentale della propria strategia che esprima nel tempo il suo valore. Ognuna di queste parole impone degli stream di innovazione differenti.

Il primo è quello di continuo scouting del mercato e delle soluzioni che sono rilasciate dai vendor nostri partner. L’ambito del Data Management è stato caratterizzato in questi ultimi anni da un continuo affacciarsi di tecnologie, spesso estremamente potenti ed efficaci. Governare questo flusso e trasformarlo in soluzioni per i clienti è una sfida continua. Il Cloud computing ha ulteriormente accelerato questo ritmo e le potenzialità dell’AI hanno costantemente tenuto alte le aspettative.

Un secondo stream di innovazione, collegato al primo, è quello dello studio dei mercati verticali in cui operiamo. Comprendere quali sono le direttive di innovazione dei clienti è la chiave per poterli poi affiancare al meglio con delle proposte di cambiamento tecnologico davvero di valore.

Qualche esempio: le iniziative di trasformazione digitale nel Retail hanno moltiplicato i potenziali touchpoint fra cliente e marchio, o reso più frequenti le variazioni di stock a fronte dell’integrazione con l’e-commerce. Una prima sfida è quella di capire come proporre al meglio le componenti più efficaci di un cloud provider per raccogliere e consolidare queste informazioni all’interno di una Data Platform. Questa è però solo la prima parte della sfida. La parte più importante è consolidare l’esperienza funzionale, identificare i KPI critici dei processi trasformati, individuare i fattori alla base del successo di una iniziativa di trasformazione alimentata da Dati ed AI, in modo da poter anticipare i problemi e le opportunità di domani. La trasformazione di oggi è la base dell’ottimizzazione di domani, un’occasione di cambiamento non solo legata all’IT. A questo si affianca un lavoro assieme al cliente, spesso non banale, di change management, in modo che il lato tecnologico sappia innestarsi al meglio in quello funzionale e umano.

Un terzo stream è interno, meno legato all’offerta ma forse ancora più importante, è legato alla gestione della nostra crescita. Ogni passaggio dimensionale impone il ripensare molti elementi organizzativi, di comunicazione, di knowledge management. Organizzare la crescita personale e di competenze di gruppi sempre maggiori di persone è una sfida continua.

Blindata, che sviluppa un prodotto, ha un percorso di innovazione forse più lineare ma altrettanto complesso.

La Governance è un argomento articolato, sempre più rilevante nelle agende dei CIO e dei CDO. Abbiamo deciso di irrobustire ulteriormente il team di sviluppo per aggiungere feature di Data Discovery, Quality e migliorare l’integrazione con piattaforme Cloud come AWS e Salesforce, recependo i feedback dei clienti e portandoci nel marketplace di AWS

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Quantyca e Blindata e come state affrontando questa crisi?

Francesco Gianferrari Pini: Questa domanda può avere molti livelli su cui fornire una risposta. Il primo è banalmente operativo, e possiamo dire che l’operatività quotidiana ha subito qualche cambiamento nel passaggio improvviso da vita di ufficio a lavoro remoto. Penso sia stato un percorso comune a moltissime aziende. E’ stato affrontato con grande maturità e agilità da tutti. Quantyca comunque aveva già in essere delle policy di smart working, che sono state sfruttate come punto di partenza, aggiungendo elementi tecnologici al contorno per permettere a tutti di avere una postazione ottimale di lavoro casalinga. Il nostro lavoro era inoltre già molto “remotizzato” nella relazione con il cliente.

Il secondo è legato a fattori più trasversali della vita aziendale, e passa attraverso i temi di formazione e di mentoring e tutti gli altri componenti che creano il collante dei gruppi di lavoro. Al contrario di molti, abbiamo comunque continuato ad assumere. La sfida è stata quindi quella non solo di mantenere un legame anche “da remoto”, ma di integrare in questa situazione dispersa nuovi elementi nel gruppo di lavoro, trasferendo competenza e cultura aziendale.

A livello di business ovviamente abbiamo avuto turbolenze penso condivise da molti, seppur mitigate dal fatto che la pandemia ha fatto maturare in molti clienti la consapevolezza che un approccio robusto al Data Management è la chiave comunque per la crescita. Questa consapevolezza, al netto delle naturali preoccupazioni macroeconomiche, ha confermato nel medio periodo i budget dei clienti per i nostri servizi e prodotti. E’ stato comunque un anno di crescita.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Francesco Gianferrari Pini: Abbiamo deciso di non far ricadere sui dipendenti le turbolenze delle fasi iniziali della pandemia, e quindi di sfruttare ogni spazio per attività di formazione, invece che imporre ferie o riduzione degli orari di lavoro nella fase più critica vissuta durante il primo lockdown. Questa è stata una decisione che non definirei difficile, però è stata certamente ponderata, e si è rivelata corretta.

Il tempo non si può mettere in magazzino per tempi migliori. Ma il tempo impiegato a studiare è quello investito al meglio nel nostro settore. Organizzare i percorsi di formazione, a vari livelli, per molte persone è stata una sfida importante. Possiamo dire che è stata di fatto un’opportunità che abbiamo colto per rendere se possibile ancora più strutturato e organizzato il nostro approccio al knowledge management interno.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Quantyca e Blindata nel futuro?

Francesco Gianferrari Pini: Come premessa, ha senso porre tutto nelle giuste proporzioni. Naturalmente il nostro grado di stress è radicalmente inferiore a quello di altre categorie come i medici o a quello di imprenditori in settori colpiti in modo più diretto dalle conseguenze dei lockdown. Certamente il pensiero del futuro è costante, e tutto sommato positivo, al netto forse di una preoccupazione sui temi macroeconomici del nostro paese.

Quantyca è stata fondata nel 2009, durante la crisi finanziaria, e siamo comunque cresciuti bene nel periodo successivo. Più che di proiezione, possiamo forse parlare di volontà di crescita del gruppo di lavoro, sia come numero di collaboratori che di maturità e competenza. L’ambito del Data Management e della Governance vedrà comunque continua evoluzione tecnologica, e la nostra sfida sarà evolvere con esso, cercando di anticipare gli elementi più innovativi.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Francesco Gianferrari Pini: Come fornitori di grandi aziende, sentiamo ovviamente la competizione sia delle società di consulenza tecnologica multinazionali ma più generaliste che di realtà italiane verticali sul Data Management.

Il primo asse su cui pensiamo di avere un differenziale competitivo è l’agilità e l’attualità tecnologica della proposizione. Non abbiamo rendite di posizione “legacy” da difendere e questo ci rende più liberi nella definizione della nostra offerta.

Il secondo asse, conquistato grazie allo sforzo di tutto il gruppo di lavoro, è quello della robustezza nella gestione progettuale e in quanto realizziamo. Oramai Data Platforms, AI etc. non sono più oggetto solo di POC, ma entrano come elementi strutturali delle infrastrutture transazionali ed analitiche del cliente. Cerchiamo di portare questa mentalità sia dalle fasi iniziali di impostazione che durante il ciclo di delivery e di successivo supporto attraverso il nostro team di SRE. Offrire questo tipo di robustezza su tecnologie molto nuove è doppiamente sfidanti.

Il terzo asse è quello comunque di una continua apertura al confronto sia al nostro interno che nella relazione con il cliente

Link utili:

Sito: www.quantyca.it e www.blindata.io
Pagina linkedin: https://www.linkedin.com/company/quantyca/ e https://www.linkedin.com/company/blindata-io/
Canali youtube: https://www.youtube.com/channel/UCv6_4rxQ3nfKk5JtZSUmL4Q (quantyca) https://www.youtube.com/channel/UCqsh_subtIhOE9iMY6memLA (blindata)

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Francesco Gianferrari Pini: In termini generali quanto successo, e quanto sta ancora succedendo, non può che essere definito come uno dei momenti più bui dal dopoguerra. Gli effetti, già devastanti, si vedranno anche negli anni a venire seppure saranno indiretti e meno evidenti nei valori macro.

Per quanto ci riguarda non possiamo non guardare a quanto successo con la consapevolezza di essere stati in grado di navigare in un mare agitato con capacità, fermezza e sicurezza. Da questo 2020 abbiamo imparato tanto di noi stessi, del nostro gruppo di lavoro e della nostra capacità di resilienza. Dobbiamo fare tesoro di questo periodo e, soprattutto, non dimenticare per far si che il cambiamento che ha portato non si fermi ma vada avanti su una strada ormai tracciata.

 

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