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INNOVATORI VS COVID-19

La nostra intervista a Geni Bigliazzi, CSO e Co-Founder di Emotion srl e del progetto Pemcards

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Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questo periodo di emergenza COVID-19?

“Grazie, fortunatamente tutto bene, sia la famiglia che tutta la squadra Pemcards e le rispettive famiglie.
Ci siamo attenuti alle regole dalla prima ordinanza, separandoci tra familiari e lavorando in smartworking. È stata dura, ma anche un ottimo banco di prova e insegnamento”.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale? 

“Mi sento un 20enne con 24 anni di esperienza.

Vivo ancora ogni giorno con l’entusiasmo di voler imparare sempre e la voglia di applicare le idee mescolate con l’esperienza e il team.

Non ho fatto l’università, ma ho iniziato subito a lavorare imparando da chi già stava facendo. Per indole ho sempre provato a cambiare il sistema, dalla mia prima esperienza come distributore della Parmalat (dovevo consegnare prodotti all’isola d’Elba), dove cambiando il processo di reso prodotto abbiamo ridotto i costi e aumentato le vendite, fino alla penultima in Sailpost, che da responsabile commerciale delle agenzie in Italia, insieme al team, abbiamo creato nuovi prodotti pensando più ai clienti retail che ai clienti TOP: abbiamo aumentato i fatturati e l’ordine medio di quasi un 40%.

L’idea della nuova startup nasce grazie alla… congiunzione di idee con il super socio, Co founder e CEO di Pemcards: Andrea Gambini. Un viaggio di lavoro mentre eravamo colleghi in Sailpost, la vana ricerca sui nostri device di alcune foto delle nostre ultime vacanze e una domanda/riflessione: quanto è difficile recuperare le foto delle nostre esperienze?
Da quel momento è iniziato il progetto Pemcards”.

emotion srl pem card

Come innova la vostra azienda?                               

“Abbiamo innovato un processo vintage, cambiando il paradigma della spedizione della cartolina postale!

Non negozio di souvenir, francobollo e cassetta postale, ma un app che puoi usare in qualsiasi momento e ovunque nel mondo, scegliendo una tua foto sul tuo smartphone.

Processo esclusivamente digitale sul proprio smartphone, per chi vuole mandare una cartolina, con un risultato reale per chi la riceve: la cartolina arriva vera a casa, consegnata dai postini di tutto il mondo.

Oltre a questo volevamo dare un valore marketing a questa condivisione cartacea, che comunque rappresenta e descrive l’esperienza che una persona racconta ad un amico. Con questo obiettivo abbiamo prima misurato il gradimento e i risultati di conversione per alcuni mercati e, adesso, stiamo sviluppando una piattaforma di native advertising fatta dalle persone con le cartoline Pemcards”.

In che modo la pandemia da COVID-19 colpisce la vostra attività e come state affrontando questa crisi?

“Siamo nati con l’idea che Pemcards fosse lo strumento marketing emotivo di eccellenza del settore travel, e così è stato. Questa pandemia ha bloccato il settore a tutti i livelli e anche tre application incredibili già pianificate per aprile 2020 (con un Tour Operator, una DMO importante e un’azienda che gestisce gli ingressi di musei e parchi archeologici in tutta Italia). Non ci siamo scoraggiati e abbiamo iniziato a studiare e validare anche altri modelli di business con Pemcards. I risultati stanno arrivando grazie alle nuove soluzioni e, quando il travel ripartirà, le cartoline riempiranno di nuovo le nostre vacanze”.

Avete dovuto fare delle scelte difficili in questa situazione di emergenza? E quali sono le lezioni apprese?

“Abbiamo scelto di rallentare e abbiamo scelto di non disperdere quanto fatto fino a quel momento. Come startupper abbiamo imparato a organizzare meglio le giornate, gli appuntamenti e le riunioni, che possono essere fatte anche in call, anche se il rapporto umano non è sostituibile. Come persone abbiamo imparato che se vivi meglio la tua famiglia e passi più tempo a casa, hai benefici incredibili anche nel tuo lavoro, oltre a sentirti bene emotivamente”.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

“In questa fase siamo un po’ in mezzo: con la voglia di fare, stando molto attenti a non anticipare troppo in tempi. Avevamo in progetto di fare fundraising a fine anno, invece stiamo in piena pianificazione per dare sostanza ad alcuni sviluppi che sono nati proprio in queste settimane di emergenza.

Ansia non ne abbiamo mai avuta, forse più voglia di prevenire e risolvere: è il nostro metodo”.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

“Competitor ne abbiamo e questo è un bene: vuol dire che c’è mercato! Pensi che le cartoline spedite dall’Italia, dalla Francia e dagli USA, solo lo scorso anno, hanno superato i 2BL di pezzi. E parlo dell’invio tradizionale.

Se invece parliamo di Pemcards come strumento di marketing, oggi l’advertising è tutto da reinventarsi (cit. March Pritchard, CBO Procter & Gamble) noi siamo l’emotività e esperienza condivisa tra due persone che si conoscono, trasformata in comunicazione. Senza essere invasiva e che dura nel tempo: le cartoline finiscono attaccate al frigo di casa!

Quindi Pemcards non è solo una soluzione B2C ma anche un’opportunità per le aziende. Stiamo arricchendo la soluzione Pemcards (app e piattaforma) di contenuti e tecnologie AI, AR e VR, sia per arricchire le condivisioni dei clienti user che per aumentare le metriche per i clienti business.

Siamo quasi pronti e questo dovrebbe darci un ottimo vantaggio competitivo”.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

“Me lo ha insegnato mio nonno: se c’è problema, esiste una soluzione. Devi solo trovarla. Ovviamente ci sono fattori economici, sociali e culturali che andranno rivisti e tenuti in forte considerazione dopo questa emergenza. Ma l’esperienza serve a questo, a non farsi trovare impreparati da un’emergenza”.

Il vostro sito Web?

“Più che il sito www.pemcards.com, vi invito a scaricare Pemcards dal vostro store Android o iOS e provate a mandare una cartolina ad un vostro caro, vedrete l’effetto che fa”.

 

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