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INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Giovanpaolo Arioldi, CEO di Opstart: Il portale dell’equity crowdfunding

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Giovanpaolo Arioldi Opstart

Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase 3 dell’emergenza COVID-19?

Giovanpaolo Arioldi: Fortunatamente bene. Abitando in provincia di Bergamo ci sono stati momenti di grande paura nei mesi passati, non solo per me e la mia famiglia, ma anche per gli altri componenti del team, che abitano tutti nella zona tra Bergamo e Milano. Ora siamo tranquilli, ma è naturale che questa pandemia abbia trasformato il nostro modo di stare insieme e di lavorare in team.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Giovanpaolo Arioldi:Ho iniziato a lavorare nel settore finanziario inizialmente come promotore finanziario, fino al 2004, e poi come mediatore creditizio e agente in attività finanziaria. Nel corso degli anni ho intermediato oltre 200M€ con gli istituti di credito e le società di leasing convenzionate.

Facendo questo lavoro mi sono reso conto di quanto fosse difficile per società medio piccole e di nuova costituzione ottenere risorse per crescere, perché gli istituti di credito tradizionali chiedono garanzie e dati storici impensabili per le società nuove. Era il 2014 e da poco tempo la Consob aveva disciplinato il settore dell’equity crowdfunding. Ne ho parlato con i miei attuali soci e abbiamo deciso di fondare Opstart.

Come innova Opstart?

Giovanpaolo Arioldi: Nell’unico modo possibile: si conosce bene un settore, si identificano le problematiche e ci si immagina come superarle. In questo, le nuove tecnologie a disposizione permettono di semplificare e velocizzare molti processi che prima erano più complessi. Nel settore finanziario, questo aspetto è importante: gran parte dei risparmiatori sono scoraggiati dal fare investimenti anche e soprattutto perché è difficile. Devi capire, studiare, perdere del tempo, compilare documenti su documenti e alla fine comunque non sei sicuro di avere un quadro chiaro di come verranno impiegati i tuoi soldi. Lavoriamo con l’obiettivo di rendere tutto più semplice e più chiaro – ad esempio attraverso il nostro blog -, affinché anche un giovane under 30 che vuole fare i suoi primi investimenti possa capire facilmente a quali rischi e opportunità va incontro.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Opstart e come state affrontando questa crisi?

Giovanpaolo Arioldi: Inizialmente abbiamo dovuto rallentare le attività che avevamo in programma e l’abbiamo fatto anche in funzione di alcune iniziative benefiche su cui ci siamo concentrati. Come ho anticipato, abbiamo sede in provincia di Bergamo e tutti i componenti del team arrivano dalla zona tra Bergamo e Milano, cioè l’area più colpita dall’epidemia. Volevamo fare qualcosa per il nostro territorio e, insieme ad altri partner, abbiamo lanciato Fintech4life, un portale per raccogliere fondi in favore dell’ospedale di Bergamo. Appena la situazione si è stabilizzata, abbiamo ripreso il nostro piano di crescita e grazie all’impegno di tutto il team abbiamo più che recuperato i mesi di lockdown. Dall’inizio dell’anno ad oggi, infatti, il nostro portale ha raccolto oltre 8 milioni di euro, cioè quasi il doppio di quanto raccolto in tutto il 2019 (4,7 milioni di euro).

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Giovanpaolo Arioldi: Non abbiamo dovuto prendere decisioni difficili fortunatamente, come licenziare dipendenti o interrompere gli investimenti. La sfida più grande è stata riuscire a rispondere con velocità alla situazione. La pandemia ha insegnato non solo a noi, ma a moltissimi risparmiatori, che non esistono investimenti al riparo da rischi e che quando si ha a che fare con investimenti in economia reale l’unico modo per valutarli è nel lungo termine.

Come gestite lo stress e l’ansia in questa fase 3 dell’emergenza e come proiettate, voi stessi e Opstart nel futuro?

Giovanpaolo Arioldi: Continueremo a puntare sull’innovazione e sullo sviluppo dell’ecosistema Crowdbase, l’hub dedicato alla finanza alternativa in cui Opstart sarà il portale dedicato all’equity crowdfunding di startup e PMI. Il fintech ha dimostrato di poter rispondere con prontezza alle esigenze finanziarie delle piccole e medie imprese, fornendo quei capitali che sarà sempre più complesso ottenere dalle banche. Ci aspettiamo che il futuro prosegua in questa direzione.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Giovanpaolo Arioldi: I nostri competitori sono gli altri portali di equity crowdfunding, ad oggi più di 30 – anche se quelli più attivi si contano sulle dita di una mano. Noi puntiamo sull’innovazione e questa è la nostra formula. Ad oggi le innovazioni più importanti del mercato le abbiamo introdotto noi, come ad esempio la possibilità di conferire il pagamento della quota in bitcoin; Crowdarena, la bacheca elettronica per lo scambio delle quote; o ancora il percorso di Crowdlisting, un percorso dedicato alle PMI che unisce il crowdfunding e il technical listing, per replicare sul mercato Euronext i meccanismi e gli effetti di una vera e propria IPO (Initial Public Offering), ma a costi e con tempistiche decisamente inferiori.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Giovanpaolo Arioldi: Credo che questa situazione, come tutte le emergenze, sia anche un’opportunità per sostenere la crescita delle imprese innovative e per incentivare gli investimenti privati, di cui il tessuto economico ha fortemente bisogno. Ci saranno cambiamenti drastici, molte aziende chiuderanno e ne nasceranno altre che risponderanno a bisogni completamente nuovi, o a bisogni tradizionali ma in modo diverso. La politica ha la responsabilità di accompagnare questo cambiamento e fare in modo che nessuno venga lasciato indietro.

Link Utili:

www.opstart.it

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