Connect with us

INNOVATORI VS COVID-19

Intervista a Giuseppe Sarua Cinquegrana, direttore di “Plastic Free Certification”

“Plastic Free Certification” promuove soluzioni finalizzate alla diffusione della cultura di un consumo responsabile ed ecosostenibile, de-condizionato dall’utilizzo inconsapevole e quasi automatico della plastica usa e getta.

Pubblicato

-

PlasticFreeCertification Logo e1591618090442

First of all, how are you and your family in this period of COVID-19 emergency?

“Thanks for the question! Luckily my family and I are fine. I sincerely hope it’s the same for you.”

Can you tell us about yourself, your career and how this business idea was born?

“As CEO, I have been dealing with Plastic free solutions in Ekoe for over ten years. This has allowed me to meet men and women of peace who believe in the care of Mother Earth. From these encounters of experiences from the world of research on environmental sciences, social activism and ecology, united by a vision based on the conviction that mankind is faced with the opportunity and urgency to adopt a more responsible environmental behavior, PFC is born “.

 

How does your company innovate?

“The activity of PFC intends to contribute to the fight against the global emergency of environmental pollution from plastics of fossil origin. It is a full-blown emergency that threatens the totality of the terrestrial ecosystem. According to a study by the European Commission in 2018, to for example, over 70% of marine litter is made up of petroleum-derived plastics.

CO2 emissions due to plastic in 2015 were 1.8 billion tons with a continuously increasing trend (research from the University of California at Santa Barbara published in Nature Climate Change).

The social and environmental need for a global transition towards a systemic reduction of these materials is therefore evident.

PFC’s action is directly aimed at promoting responsible behavior aimed at an agile and certified transition from the abuse of disposable plastic deriving from petroleum with more sustainable solutions.

PFC is aimed at institutions, companies and organizations that are protagonists of the economic system with the aim of deconditioning human behavior from the unconscious and almost automatic use of single-use plastic, instead encouraging conscious attention to eco-sustainable, guaranteed and verified consumption.

Our start-up has written the first Plastic Free Standard , to which companies and organizations can refer to become plastic free and testify their commitment through certification.

The aspect we are most proud of is not the Standard itself, but the network of sharing and collaboration that is created among our customers. Each company, in fact, chooses to share the actions and solutions implemented for the implementation of the Standard, thus generating an archive from which all the companies in the certification phase can draw on to achieve the target “.

How does the COVID-19 pandemic affect your business and how are you coping with this crisis?

“Sicuramente la nostra start up ha subìto un rallentamento drastico: solo qualche giorno prima del lockdown, PFC era stata a San Francisco per avviare il processo di Certificazione con Dominique Crenn nei suoi ristoranti e stavamo gestendo richieste di certificazione da ogni parte d’Europa e non solo.

Per quanto il nostro Standard abbia il vantaggio di adattarsi ad ogni tipo di attività, in questa fase iniziale l’ambito della ristorazione ha mostrato più di altri settori una forte attenzione al tema al plastic free ed una ferma volontà di lanciare un importante segnale ai propri clienti. E’ evidente però che proprio la ristorazione stia facendo molta fatica a ripartire; possiamo quindi dire che questa fetta di mercato sia in questo momento in stand by.

Fortunatamente PFC sta portando avanti progetti di formazione da realizzare nelle scuole e nelle aziende ed il periodo di pausa forzata ci ha permesso di dedicare più tempo alla progettazione.

Affrontiamo questa crisi con serenità e determinazione. Ci rendiamo conto che il momento è drammatico e che è difficilissimo fare previsioni, ma crediamo in questo progetto, se possibile, anche più di ieri e questa fiducia ci fa stringere i denti ed alimentare la speranza che si aprano scenari più favorevoli per tutti”.

Avete dovuto fare delle scelte difficili in questa situazione di emergenza ? E quali sono le lezioni apprese?

“Come start up stiamo investendo nel progetto tutto di noi, in termini di impegno e di tempo ma anche economicamente. L’unica scelta, che non definirei difficile però, è stata guardarci negli occhi e realizzare che volevamo andare avanti, aumentando quindi gli sforzi per poter sostenere il progetto anche in una fase come questa.

Prima del lock down i nostri ritmi erano disumani. Ore e ore di lavoro, anche in orario notturno se necessario, senza week end e senza festività. Questa pausa di sicuro ci ha permesso di respirare e realizzare che ogni progetto, per funzionare in modo sano, ha bisogno della presenza e della costanza ma non a costo della nostra spersonalizzazione. La speranza è che possiamo mantenere questa dimensione umana (riscoperta ad un prezzo altissimo) per garantire una maggiore qualità al nostro lavoro ed alle nostre vite”.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo e come vi proiettate, voi stessi e la vostra azienda nel futuro?

“Ogni situazione è soggettiva e ognuno dei componenti della start up avrebbe da dire la sua in merito. C’è chi cammina nei boschi, chi raccoglie tartufi e chi come me a volte tenta di allenare le emozioni. Tutti dovrebbero sperimentare la bellezza di uno stop fermandosi e guardare con attenzione alle proprie emozioni. In futuro ci immaginiamo e combatteremo per un pianeta altruista senza convenienze strumentali, in amorevoli condivisioni”.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

“PFC si distingue dal resto del mercato delle certificazioni in quanto rappresenta uno tra i primissimi progetti di certificazione al mondo di processi volti al ​Plastic Free,​ e soprattutto a livello metodologico, in quanto propone un sistema di gestione basato su un disciplinare standardizzato, tutelato e monitorato da professionalità terze.

La certificazione di PFC intende rivolgersi ad un mercato con un’offerta attualmente insufficiente a soddisfare la domanda.
Al momento non esistono soggetti del mercato internazionale che propongano un prodotto/servizio paragonabile a quello di PFC.

Se aumentasse la concorrenza ne saremmo ben felici, per due ragioni :

– Prima di tutto, riteniamo che l’importanza del tema plastic free non sia ancora percepita come dovrebbe e dunque se nascessero competitors significherebbe che l’attenzione sta aumentando e che aumenta la richiesta di soluzioni e proposte per realizzare strategie plastic free.

– In secondo luogo, si tratta di un ambito talmente vasto e ancora tanto inesplorato che potrebbe essere utile anche per la nostra crescita avere competitors con cui confrontarci”.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

“The hectic pace of life has calmed down not to fetishize the social vulnerability of this emergency. But vulnerability brings humility and reflection. And one of the blessings of this dark season is our awareness of the fragility of our arrogant society. It also seems like we are there. we wake up with the most defenseless. I think this. “

Giuseppe Sarua Cinquegrana , director of PFC

Your website

www.plasticfreecertification.org

Informazione pubblicitaria
Clicca qui per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Newsletter


Informazione pubblicitaria

Top of the month