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Green Deal : all’Italia importanti risorse

Green deal: il progetto di Palazzo Berlaymont traghetterà l’UE verso un futuro sostenibile, all’Italia importanti risorse.

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La Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, ha annunciato il primo atto formale del collegio dei commissari per quanto concerne la questione ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici. L’ambizioso progetto si chiama Green Deal e mira a rendere il continente europeo climaticamente neutro entro il 2050. L’obiettivo è quello di dar vita ad industrie climate-friendly, a tecnologie pulite e alla finanza verde. Sono stati stanziati 7,5 miliardi di euro, dei quali la fetta maggiore sarà assegnata a Polonia e Germania (con le loro centrali a carbone e le industrie chimiche). La ripartizione delle risorse è stata calcolata dall’Esecutivo UE in base a una metodologia che tiene conto di diversi fattori ambientali, occupazionali e la ricchezza pro capite del Paese.

Il Just Transition Fund, il Fondo istituito per finanziare l’uscita dai combustibili fossili nelle regioni europee che più ne dipendono, ha assegnato all’Italia 364 milioni di euro. Cifra che, il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola, ritiene possa salire a circa 1,3 miliardi, crescendo fino a 2 miliardi, una volta aggiunto il cofinanziamento nazionale e trasferite le risorse dai fondi strutturali. Attraverso tale strumento, si potranno mobilitare ulteriori investimenti pubblici e privati, anche grazie al contributo di InvestEU, lo strumento finanziario che a partire dall’anno prossimo subentrerà al Piano Jucker, di cui l’Italia è stata tra i principali beneficiari. Al fine di favorire gli investimenti ecosostenibili da parte delle PMI, incentivi per le zone economiche ambientali (ZEA), nonché contributi a fondo perduto per le nuove imprese giovanili e femminili, è stata potenziata la Nuova Sabatini per effetto della Legge di Bilancio 2020.

La Nuova Sabatini, conosciuta anche come misura beni strumentali, è gestita dal MISE, rappresenta un’agevolazione per le PMI che intendono acquistare, o acquisire in leasing, beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) a uso produttivo. Con la legge di bilancio il governo ha stanziato 33 miliardi da spendere in 15 anni ma che necessitano di essere messi a disposizione repentinamente. A queste risorse si aggiungono l’emissione di titoli di Stato green che attraverso le obbligazioni verdi finanzieranno investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e la protezione all’ambiente. Fondi anche ai Comuni, che riceveranno una dotazione di 400 milioni l’anno, dal 2025 al 2034 (per un totale di 4 miliardi), spendibili per opere di edilizia pubblica, inclusi manutenzione e sicurezza, efficientamento energetico, manutenzione della rete viaria, dissesto idrogeologico, prevenzione del rischio sismico. Gli enti locali disporranno dal 2020 al 2034 anche di tre miliardi per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico, di messa in sicurezza delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché la messa in sicurezza delle strade.  Fondi anche alle Regioni che dovranno affrontare le sfide più grandi e gli sforzi maggiori, a tal proposito l’Italia punta ad avere 4 miliardi di euro per l’ex Ilva, la Sardegna e probabilmente le Regioni Lombardia e Piemonte.

Al fine di creare un fondo strategico di riferimento per gli investimenti verdi, sembra che l’Italia sia pronta a schierare Cassa depositi e prestiti (CDP), secondo Milano finanza, CDP sarebbe già a lavoro per poter gestire la gamba nazionale di InvestEU, che sarà una sorta di piccolo Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) tutto italiano e che avrà al centro, proprio come quello gestito direttamente da Bruxelles, gli investimenti sostenibili.

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