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INNOVATORI VS COVID-19

Marco Petrini ci parla di Socopet srl: Innovazione e rivoluzione nell’industria del PET

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Come state, lei e la sua famiglia ?

Marco Petrini: Fortunatamente, stiamo tutti bene.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Marco Petrini: Sono laureato in economia e commercio e mio padre ha fondato una società che lavora nel mondo del packaging. La mia idea nasce da un evoluzione del packaging plastico in uno decisamente più evoluto che risponde alle nuove esigenze del mercato (specialmente quello alimentare), coniugando la leggerezza e infrangibilità, tipiche dell’imballaggio plastico, alla trasparenza e riciclabilità del PET. Nasce quindi Socojars (www.socojars.com).

Come innova Socopet srl?

Marco Petrini: Attraverso un costante processo di R&D, che comunque parte sempre dalle esigenze del mercato che teniamo in costante osservazione. La nostra società investe circa il 15% del proprio fatturato in R&D ogni anno.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Socopet srl e come state affrontando questa crisi?

Marco Petrini: Lavorando prevalentemente per il mercato alimentare, non abbiamo avuto contrazioni della domanda, ma anzi un leggero incremento della domanda per quei prodotti venuti tramite la GDO. Gli inconvenienti per noi sono arrivati soprattutto dalla nostra supply chain, che ha subito decisi ritardi, soprattutto nel primo lockdown, portando un ritardo considerevole nella partenza dei nuovi progetti. Inoltre, alcuni progetti in fase di start up con prodotti a marchio della GDO (private label) sono stati posticipati senza data, per decisione dei vertici che hanno preferito concentrare gli sforzi sui consumi correnti sospendendo tutti i nuovi progetti. Tirando quindi un bilancio finale del 2020, abbiamo avuto una contrazione della nostra crescita, data dallo slittamento dei progetti in partenza (anche di 6 mesi) ed all’annullamento dei nuovi progetti già in fase avanzata. Questa parte non è stata compensata completamente dall’incremento di richiesta avuto per i prodotti confezionati, decretando quindi una perdita maggiore del guadagno.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Marco Petrini: Non particolarmente. Le principali azioni sono state intraprese nel nome della sicurezza per i lavoratori in questo periodo di rischio pandemia.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Socopet srl nel futuro?

Marco Petrini: Ovviamente il 2020 è stato un anno vissuto con quella che viene chiamata “una navigazione a vista”, in quanto le normative e le restrizioni sono state in continua evoluzione ed impedivano qualsiasi programmazione a medio termine. Per il 2021 ovviamente ci auguriamo finalmente l’uscita da questa situazione e di riattivare anche i nuovi progetti sospesi.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Marco Petrini: Avendo una tecnologia proprietaria, non abbiamo particolari problemi legati alla concorrenza diretta. Ci confrontiamo piuttosto con altri tipi di packaging (come vetro, tetrapak etc…) e per questo motivo, abbiamo negli ultimi anni puntato decisamente sull’utilizzo di PET riciclato per alimenti divenendo una delle aziende di riferimento in Italia per quella che viene definita “economia circolare” vincendo anche (per il secondo anno di seguito) il premio prevenzione CONAI, riservato a quelle aziende che si distinguono proprio come aziende attive nelle produzioni eco-friendly.

Link utili:

www.socopet.com

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Marco Petrini: Come ogni prova straordinaria ha messo in evidenza la capacità imprenditoria italiana di rispondere in modo creativo a qualcosa di imprevisto ed imprevedibile. Purtroppo dobbiamo però, per l’ennesima volta, ravvisare la completa inadeguatezza della classe dirigente politica italiana a reagire con uniformità e prontezza ad una situazione nuova ed inattesa (che però dovrebbe essere quella che mette veramente alla prova un sistema per sancirne la bontà). Questo incedere a zig zag dei deliberanti italiani, ha creato a mio avviso danni evitabili o per lo meno che avrebbero potuto essere inferiori. La cosa più difficile per un imprenditore è l’instabilità del piano di gioco e questo incedere a singhiozzo è lo scenario peggiore. Quello che ci auguriamo per il futuro è che almeno abbiano fatto tesoro dell’esperienza di questo 2020 per contenere eventuali future emergenze.

 

Co-Founder & COO di Startup.info, appassionato del mondo Innovazione e Startup.

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