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INNOVATORI VS COVID-19

Prestiamoci: Piattaforma online di prestiti tra persone

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prestiamoci

Come state, lei e la sua famiglia?

Nessuno di noi, fortunatamente, al momento è stato toccato direttamente da questo virus.

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Ho oltre vent’anni di esperienza nel settore della consulenza direzionale per la finanza corporate e M&A, maturata presso aziende come Andersen Corporate, Deloitte, Lecg e Archè. Nel 2015, insieme ad altri, abbiamo fondato Prestiamoci, di cui sono tuttora CEO. L’idea imprenditoriale nasce, come spesso accade, dall’identificazione di una finestra di opportunità e dalla convinzione che ci fosse una domanda del mercato a cui ancora non era stata data risposta adeguata.

All’epoca eravamo fortemente convinti che il settore del prestito tra privati rappresentasse un’ottima occasione tanto per i richiedenti, che per gli investitori e avevamo constatato la mancanza di piattaforme italiane dedicate a questo servizio. I fatti ci hanno dato ragione: oggi Prestiamoci è una realtà molto solida e il suo volume d’affari cresce costantemente di mese in mese.

Come innova Prestiamoci?

La risposta più immediata che mi viene da darle è “un passo alla volta”. Prima viene il business e il suo sviluppo e tutto il resto si adegua di conseguenza. Noi siamo fortemente convinti che le nuove tecnologie rappresentino un’occasione di crescita importante e, soprattutto, che possano accelerare vertiginosamente le prassi aziendali che già funzionano – basti pensare ad esempio alle opportunità offerte dai media digitali nell’acquisizione di nuovi clienti – ma crediamo anche che ogni innovazione non debba essere fine a sé stessa, ma finalizzata a rendere più facile la vita ai nostri clienti.

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito Prestiamoci e come state affrontando questa crisi?

Nella prima ondata siamo riusciti a contenere i ritorni negativi che la pandemia avrebbe potuto produrre sulla nostra clientela, tanto da mantenere un livello di default sotto la media nazionale. In generale, soprattutto durante il primo lockdown, siamo stati tra i pochi a garantire linee di credito certe al nostro target di clientela e abbiamo addirittura visto un incremento sul volume d’affari. Ovviamente la cosa dipende dal fatto che, essendo la nostra un’attività che nasce già online, non ha subito gli effetti dei blocchi agli spostamenti e quindi, in questo senso ne abbiamo paradossalmente ricavato un vantaggio competitivo.

Avete dovuto prendere decisioni difficili? E quali sono le lezioni apprese?

Fortunatamente no, come già detto, la nostra struttura si è rivelata ottimamente adattabile alle circostanze. La lezione più importante è stata una conferma in realtà: abbiamo avuto modo di verificare, anche al di là della nostra scommessa imprenditoriale, che il nostro canale, il Peer to Peer lending, ha realmente una funzione di erogazione del credito importante per la società in cui viviamo e rappresenta al tempo stesso uno dei pochi canali di investimento in grado di non subire grandi fluttuazioni quando si verificano tragedie epocali come questa pandemia. Ovviamente questo non ci esime dal dovere di migliorarci ogni giorno e puntare costantemente all’eccellenza.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e Prestiamoci nel futuro?

Cerchiamo di mantenere costanti i contatti tra la linea dirigenziale ed i dipendenti in modo da mantenere ottimi rapporti anche grazie al supporto di una tecnologia avanzata, che ci ha permesso di attivare fin da febbraio dell’anno scorso lo smartworking, senza perdere un giorno di produttività, ma anzi, addirittura aumentandola.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Potrei citargliene diversi, ma il nostro è un mondo piccolo, soprattutto in Italia e, al di là del fatto che ci conosciamo tutti e che alcuni di noi in passato hanno addirittura fatto percorsi comuni, in realtà, almeno in questa fase, non ci disturba che ci siano altre aziende che hanno un modello di business sovrapponibile al nostro. Il nostro mercato è ancora molto piccolo, rispetto al potenziale raggiungibile, e c’è bisogno di fare sistema ed evangelizzazione. E poi, come insegna Porter, guardare ai competitor diretti è riduttivo, quando nell’ambito dei servizi sostitutivi abbiamo competitor, come gli istituti di credito e le finanziarie, che, singolarmente presi, sono molto più grandi di tutti noi messi insieme.

Per esempio, quando offriamo un prestito a un cliente, non siamo in competizione solo con gli altri Peer to Peer lending, ma con le banche e persino le poste e assicurazioni, che hanno budget di comunicazione molto più grandi dei nostri. Come pensiamo di superarli? Con la convenienza, l’efficienza e la trasparenza che solo il nostro modello di business può garantire: siamo in grado di garantire procedure più snelle, tassi più vantaggiosi e risparmi significativi sulla gestione delle pratiche, offrendo al contempo portafogli molto più redditizi e stabili della media ai nostri investitori.

Link utili:

www.prestiamoci.it

Per i video rimandiamo al nostro canale YouTube https://www.youtube.com/c/PrestiamociPrestiamoci/videos

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Guardi, come imprenditore non posso non essere ottimista, anche al di là della portata di questa pandemia: mi piace pensare che, quando tutto questo sarà finito, ne usciremo migliorati. Non mi piacciono alcune espressioni melodrammatiche, che talvolta sento in giro, tipo “niente sarà più come prima”. Solo gli sciocchi buttano via il bambino con l’acqua sporca e se qualcosa regge a questo incredibile “stress test” rappresentato dall’emergenza pandemica, non solo vale senz’altro la pena conservarla ma, se possibile, addirittura potenziarla.

Però non c’è dubbio che questa crisi ci aiuta a fare economia, non solo nel senso di “risparmio”, ma anche e soprattutto nel senso di “eliminazione del superfluo” o di tutte quelle pratiche che comunque non sarebbero particolarmente efficienti nemmeno in condizioni normali. Ecco: adesso dobbiamo diventare veramente affilati come rasoi e concentrati come dei laser, ma un domani, sperabilmente presto, tutto questo ci tornerà indietro con gli interessi e ci renderà più forti e più adatti alle sfide del futuro.

 

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