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Divertimento

Snafu: Quando le hit musicali le sceglie l’intelligenza artificiale

Nel campo musicale, si è sempre dato spazio alla sperimentazione informatica e all’intelligenza artificiale. Bjork e vari altri artisti, ad esempio, hanno usato queste soluzioni per trovare nuove strade o per arricchire il proprio lavoro.

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snafu intelligenza artificiale

La scommessa della casa discografica Snafu è però diversa e si allinea in qualche maniera alla scelta di Warner, che ha di recente deciso di affidarsi a Cinelytic, un sistema di AI per assistere tutte le parti coinvolte nella produzione di una nuova pellicola.

Snafu sostiene, infatti, di essere la prima “etichetta discografica basata sull’AI”. Ogni settimana mettono all’opera un algoritmo e passano in rassegna ben 150mila canzoni pubblicate su piattaforme come Spotify, YouTube, SoundCloud e TikTok che è ormai da tempo, diventato fucina di popstars. Nell’analisi, sono considerati anche i post sui blog, i tweet e le aggiunte alle playlist realizzate dagli utenti, il sentiment e l’engagement. Il software riesce in questo modo a identificare con largo anticipo, e spesso in modo esclusivo, artisti sconosciuti o trascurati, sfoltendo i tempi di scouting.

L’algoritmo quindi, è in grado di censire 150mila brani a settimana, tutti di artisti senza contratto per individuare i più promettenti tra di essi. Si tratta di una machine learning con analisi dei big data che vanno a suggerirci la scelta di nuovi prodotti da sostenere, eventualmente artisti da produrre e sponsorizzare, oppure, individuare nel mare magnum della produzione musicale, le “next big thing” dei prossimi mesi sulle quali scommettere. Lo strumento assegna una sorta di punteggio a quei brani e poi subentra il team della casa discografica in carne e ossa per effettuare le proprie valutazioni.

Ovviamente tutto questo è stato possibile grazie a una start-up che ha elaborato il progetto. A capo di essa c’è il CEO Ankit Desai, con un significativo passato in Capitol Record e Universal Music Group, che a TechCrunch ha spiegato che il sistema va alla ricerca di nuovi brani che presentino una similarità intorno al 70/75% con le canzoni in quel momento ai primi 200 posti dei più ascoltati di Spotify. Quindi l’obiettivo è quello di cercare artisti emergenti e originali ma che possano avere una percentuale elevata di successo assicurato.

Al momento, visto che il progetto è partito da poco tempo, nel roster dell’etichetta vi sono all’incirca 16 artisti, l’unico dei quali sufficientemente noto è Mishcatt, il cui brano “Fade Away” ha già raccolto 5 milioni di ascolti in cinque settimane.

Desai a TechCrunch ha spiegato che:

Se c’è una ragazza in Indonesia la cui musica il mondo muore dalla voglia di sentire, rischia di non avere mai la sua chance. Il modo di collegarla al mondo non esiste. L’industria musicale è bloccata da un modo molto vecchio di lavorare, scoprendo artisti col passaparola”.

La start-up, inoltre, ha raccolto 2,9 milioni di dollari in un seed funding guidato da TrueSight Ventures con la partecipazione di Day One Ventures, Agnetha Fältskog degli Abba, John Bonten di Spotify, Samanta Hegedus Stewart, Jesper Theil Thomsen, Nicholas Shekerdemian e altri. Nel gruppo di lavoro ci sono comunque pezzi da novanta come Carl Falk, capo della parte creativa, che ha scritto pezzi per Madonna, One Direction e Nicki Minaj. Parte degli accordi con gli artisti consiste nella condivisione di una porzione dei ricavi dagli ascolti in cambio di supporto produttivo e di marketing per periodi ben più brevi dei classici accordi discografici.

Sempre il CEO, ha aggiunto che:

Con Snafu chiunque ascolti la musica può fare il talent scout di sé stesso”.

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