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Che cos’è una start up aziendale?

Una start-up è un’organizzazione di recente creazione con un business model e un potenziale tale da poter espandersi velocemente e quindi, mira a diventare una grande impresa con un business model scalabile e ripetibile.

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startup di un azienda

Prima si poteva definire una neo-impresa operante in un settore innovativo e improntata alla ricerca e allo sviluppo di nuovi business, in quanto era operante nel settore informatico e della rete ma oggi per start-up si intende molto di più e si estende in altri ambiti.

Cosa differenzia una start-up da una normale azienda?

La denominazione startup è stata applicata a quelle aziende che ricoprivano determinate caratteristiche a partire dal 2012, anno in cui è stata emanata la legge 221/2012, più comunemente conosciuta come “Decreto Crescita 2.0” che definiva nello specifico le cosiddette startup innovative, caratterizzate da un elemento fondamentale: la scalabilità.

Cosa significa start-up scalabile?

Si tratta di un’azienda la cui attività è facilmente replicabile, o meglio, anche altre aziende possono utilizzare la scoperta di una start-up e in questo modo è possibile aumentare le dimensioni e il giro d’affari in maniera esponenziale.

Decreto Crescita 2.0: cosa prevede per le start-up?

Una start-up è soprattutto un’occasione per agevolare l’imprenditoria e la ricerca, incentivare l’occupazione giovanile e attirare capitali nel nostro paese. Per attuare tutto questo, il governo ha garantito tutta una serie di vantaggi, ma secondo la legge, le aziende non possono essere quotate in Borsa fino a quando rientrano nella definizione di start-up

Le agevolazioni

Le start-up innovative sono piccole imprese ad alto contenuto tecnologico che si dedicano in particolare, alla ricerca. Il decreto ha previsto l’istituzione di una lista di incubatori certificati, ovvero riconosciuti dallo Stato per poter sbloccare la situazione economica di chi ha le idee giuste per una start-up e per dare un contributo anche dal punto di vista manageriale. Gli incubatori certificati sono “imprese che offrono anche in modo non esclusivo, servizi per sostenere la nascita o lo sviluppo di start-up innovative”. Sostengono e accompagnano lo sviluppo delle start-up sin dal concepimento dell’idea imprenditoriale. Ci sono anche altri aiuti importanti:

  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita, risparmiando sui costi dell’atto pubblico;
  • Esonero da diritti camerali e imposte di bollo;
  • Proroga del termine per la copertura delle perdite;
  • Incentivi fiscali per chi investirà nel capitale di rischio della start-up;
  • Possibilità di raccolta fondi con il crowfunding, solo sui portali autorizzati;
  • Accesso semplificato ai servizi del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese;
  • Servizi di internalizzazione, per garantire assistenza normativa, societaria e fiscale, attraverso l’agenzia ICE preposta a questo genere di servizi;
  • Possibilità di estensione dei contratti a tempo determinato per i dipendenti: i contratti a tempo determinato potranno avere una durata massima di 36 mesi, il triplo rispetto ai 12 mesi previsti dalla legge vigente;
  • Facoltà di remunerare il personale in modo flessibile e attraverso strumenti di partecipazione al capitale.

I requisiti per la creazione di una start-up

Aver costituito la società da zero, oppure che non sia più vecchia di 5 anni.

La sede principale della start-up può essere sia in Italia che in un altro paese membro dell’Unione Europea, ma deve esserci almeno una sede produttiva o una filiale in Italia.

Come oggetto sociale esclusivo o prevalente: lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

La start-up non deve derivare da fusione, scissione societaria o dalla cessione di un’azienda. Il tetto massimo del valore annuo è fissato a quota 5 milioni di euro. La società non deve distribuire o non deve aver distribuito utili in passato.

Presenza di un forte contenuto innovativo determinato dal fatto che il 15% del valore ottenuto dal rapporto tra fatturato e costi annui sarà ascrivibile ad attività di ricerca e sviluppo; la forza lavoro complessiva dovrà essere costituita almeno per 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale; l’impresa dovrà essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato.

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