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Assegno unico figli 2022: Come funziona e come richiederlo 

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assegno unico figli

Dal 1 gennaio 2022 è possibile fare domanda per richiedere l’ assegno unico figli. Le prime erogazioni sono previste per il mese di marzo. Si va da un minimo di 50 a circa 180 euro per figlio, con supplemento dal terzo figlio in poi.  È previsto inoltre un supplemento se entrambi i genitori lavorano, premio voluto dal ministro  Elena Bonetti per spingere il lavoro femminile. 

Ma come funziona questo assegno unico? Ne hanno diritto chi ha figli a carico, indipendentemente dal reddito familiare: l’ISEE incide sull’importo il quale verrà versato mensilmente dall’Inps, direttamente sul conto corrente del contribuente che lo richiede espressamente. Il provvedimento sostituisce le detrazioni fiscali per gli oneri familiari e l’assegno per il nucleo familiare (Anf). Pertanto, coloro che non si candidano all’INPS per ottenere tale misura percepiranno una retribuzione inferiore rispetto al passato. In questo articolo ti spigheremo chi ne ha diritto, quali requisiti servono per fare domande, quali sono gli importi esatti degli assegni e come inviare la domanda. 

Chi ha diritto all’assegno unico figli?

L’assegno unico si rivolge alle seguenti categorie di persone:

  • i nuovi nati dal settimo mese di gravidanza;
  •  i figli minorenni a carico;
  •  i figli maggiorenni a carico fino a 21 anni (purché studenti, tirocinanti, lavoratori con un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui, disoccupati in cerca di lavoro, dediti al servizio civile universale);
  •  bambini disabili senza limiti di età.

Requisiti per richiedere l’assegno unico figli

Per ottenere l’assegno unico per figli è necessario essere:

  • Cittadini italiani;
  • Cittadini di uno Stato dell’UE con diritto di soggiorno;
  • Cittadini non comunitari in possesso di permesso di soggiorno (permesso di soggiorno o di lavoro/ricerca superiore a sei mesi), purché assoggettati al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, residenti e domiciliati in Italia, o che siano o siano stati residenti in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, o avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi.

A quanto ammonta  l’assegno unico figli?

Come anticipato, l’importo dell’assegno unico per figli varia in base al reddito del contribuente calcolato secondo l’ISEE. L’ISEE, cioè l’indicatore della situazione economica equivalente, è dato dalla combinazione di reddito e patrimonio, il risultato è legato al numero dei componenti della famiglia. Pertanto, chi presenta domanda all’INPS per ottenere l’assegno unico per figli deve preventivamente ottenere il rilascio dell’ISEE.

Per quanto riguarda gli importi dell’assegno unico per figli:

Isee pari o inferiore a 15mila euro

Con Isee pari o inferiore a 15mila euro è dovuto l’intero importo, pari a 175 euro al mese per ogni figlio minorenne oppure a 85 euro per ogni figlio di età compresa tra i 18 ei 20 anni o portatore di handicap senza limiti di età;

Isee superiore a 15mila euro

Con Isee superiore a 15mila euro, l’importo viene progressivamente ridotto fino a raggiungere un valore pari a 50 euro (o 25) in corrispondenza di un ISEE pari a 40mila euro, da mantenersi costante per livelli superiori. Tali importi sono aumentati, diminuendo anche da 85 a 15 euro con l’avanzamento dell’ISEE da 15mila a 40mila euro, per ogni figlio successivo al secondo;

Famiglia con quattro o più figli

Per le famiglie con quattro o più figli è riconosciuta una maggiorazione forfettaria di 100 euro al mese per unità. L’importo dell’assegno unico per figli viene ridotto con i 18 anni del figlio e annullato a 21, a condizione che il figlio non sia disabile.

Figli non autosufficienti

Per ogni figlio minore non autosufficiente è prevista una maggiorazione fissa di 105 euro al mese, che diventa 95 euro in caso di disabilità grave e 85 euro in caso di disabilità media. Con un figlio disabile fino a ventuno anni, invece, l’aumento è pari a 80 euro al mese.

Mamme di età inferiore a 21 anni

Per le mamme di età inferiore ai 21 anni è prevista una maggiorazione fissa di 20 euro al mese per ogni figlio.

Entrambi i genitori con reddito

Infine, nel caso in cui entrambi i genitori abbiano un reddito, è previsto un aumento di 30 euro mensili per un ISEE pari o inferiore a 15mila euro, che si riduce progressivamente fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40 mila euro.

L’INPS ha messo a disposizione dei contribuenti un simulatore per calcolare quanto spetta a ciascun nucleo familiare come assegno unico per figli.

Cosa succede se non hai l’ISEE?

In caso di assenza di Isee sono dovuti gli importi corrispondenti al minimo previsto.

” Per le prime tre rendite è istituito mensilmente un aumento transitorio decrescente (intero 2022, 2/3 nel 2023 e 1/3 nel 2024) dell’importo dell’assegno a condizione che il nucleo familiare abbia un Isee non superiore a 25mila euro e nel corso del 2021 ha percepito gli assegni per il nucleo familiare. La quantificazione di tale aumento è pari alla somma di una componente familiare con una componente fiscale, entrambe individuate sulla base delle tabelle A, B, C e D allegate al decreto istitutivo, al netto dell’importo mensile dell’assegno”.

Assegno unico per genitori divorziati o separati

“In caso di affidamento esclusivo l’assegno spetta, al genitore affidatario mentre nel caso di nomina di un tutore legale, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del minore tutelato. Nei casi di separazione e divorzio l’assegno inciderà sul contributo al mantenimento nei casi in cui uno dei due genitori ceda l’assegno all’ex marito o all’ex moglie. Gli accordi di separazione dovranno quindi tener conto del contributo statale”.

Cosa sostituisce l’assegno unico figli?

L’assegno unico sostituisce diverse misure, tra cui gli assegni di famiglia e le detrazioni fiscali per i familiari a carico che poi scompaiono.

Se, quindi, il provvedimento ha il vantaggio di estendere lo stesso intervento a tutti i contribuenti , fermo restando il reddito, l’assegno universale potrebbe penalizzare i dipendenti meno abbienti: anche per questa categoria è stata prevista un’integrazione decrescente per i primi tre anni. Il vantaggio si manifesta a partire da 25mila euro di reddito familiare e aumenta con la crescita di questo.

Come richiedere l’assegno unico figli

La domanda deve essere presentata all’INPS per via telematica o tramite i patronati. Per chi presenta la domanda in autonomia è sufficiente collegarsi al sito NPS ed essere in possesso dello Spid.  La domanda, da versare dal 1 marzo, deve essere presentata entro giugno; in questo caso verranno pagati gli arretrati.

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